Dal 2008 i ricchi sono sempre più ricchi ma è da quarant’anni che sono in guerra contro i poveri. Nuovi dati dimostrano che la pandemia ha ulteriormente accentuato questo processo: anche in Italia il numero di individui con un patrimonio investibile di un milione di dollari è cresciuto rispetto al 2019. Stati e media sono gli strumenti privilegiati di questa feroce aggressione pianificata, alimentata anche razzismo, sessismo e discriminazioni. “La guerra contro i poveri fa parte di un’economia politica che di fatto è più che mai criminale – scrive Salvatore Palidda – perché produce effetti devastanti in tutti i campi e rischia di condurre alla guerra planetaria…”
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In un articolo pubblicato su Le Monde del 2022/01/01 l’economista Jeffrey Sachs sostiene che gli Stati Uniti sono diventati un paese di ricchi, per ricchi e da quarant’anni in guerra contro i poveri. In realtà questo vale un po’ sia per i paesi cosiddetti ricchi in Europa, in Nord America, più il Giappone, l’Australia, gli Emirati, l’Arabia Saudita, Israele e Corea del Sud.
Le conseguenze della gestione della crisi del 2007-2008 hanno costantemente fatto aumentare la ricchezza dei più ricchi del mondo e la povertà di almeno 150 milioni le persone che, inoltre, nel 2021 vivono in condizioni di estrema indigenza (secondo le stime della Banca Mondiale).
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Come scrivono alcuni media sulla base delle statistiche apposite, la pandemia ha ulteriormente accentuato questo processo. La ricchezza delle prime 500 persone più ricche della Terra è aumentata di mille miliardi, superando 8.400 miliardi di dollari, più del PIL di tutti i paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Cina. Elon Musk (Tesla) e Jeffe Bezos (Amazon) si piazzano in testa a questa lista, seguiti dal francese Bernard Arnault, poi Bill Gates, Larry Page (Alphabet-Google) e Mark Zuckerberg (Meta-Facebook). A livello mondiale già nel 2020 la popolazione globale deglihigh-net-worth individual (individui con un patrimonio investibile di un milione di dollari) è cresciuta del 6,3 per cento, superando la soglia dei 20 milioni. In Italia se ne contavano oltre 300 mila, 9,2 per cento in più rispetto al 2019. A livello mondiale il patrimonio di questi HNWI è cresciuto del 7,6 per cento nel 2020, quasi 80mila miliardi di dollari e in Italia 593 miliardi (+2,3 per cento; il Pil italiano ammonta a 1.886 miliardi di dollari Usa). Ma la tassazione di questi ultraricchi è sempre risibile e nessuno Stato sembra avere l’intenzione o la forza di imporla. Questo non toglie che questi signori pretendono di essere dei grandi mecenati di opere caritatevoli e/o umanitarie attraverso le loro apposite fondazioni che contribuiscono non poco a far pubblicità ai loro prodotti magari con immagini e frasi apparentemente antirazziste e umanitarie (si pensi alla faccia tosta dei signori Benetton che dalla Patagonia alle autostrade e ai loro diversi luoghi delle loro delocalizzazioni hanno provocato sempre danno).
Umanità a perdere
Secondo Jeffrey Sachs da ben quattro decenni negli Stati Uniti s’è imposta la guerra contro i poveri. E come ben sappiamo questa guerra s’è di fatto generalizzata a tutti i paesi ricchi come guerra sicuritaria in nome della difesa della morale, del decoro e dei cittadini abbienti (vedi qui Polizie, sicurezza e insicurezze). In altre parole, l’aumento delle pratiche brutali delle polizie (nazionali e locali) è di fatto stata al cuore dell’economia politica per imporre supersfruttamento, aumento dei profitti e sempre più riduzione se non smantellamento delle politiche sociali e quindi anche della cosiddetta carità per i poveri oggi ridotta a ben poca cosa e subappaltata alle associazioni private (in Italia Sant’Egidio, Caritas, Pane Quotidiano ecc.).
Come scrive anche Sachs le incessanti «guerre culturali» (sicuritarie) hanno istigato razzismo, sessismo e ogni sorta di discriminazione e persecuzione della popolazione classificata come «umanità a perdere», indesiderabile. E secondo Sachs le guerre, cioè l’opzione voluta dalla lobby militare-poliziesca ha peggiorato il benessere generale anche nei paesi dominanti come gli Stati Uniti. In realtà Sachs trascura il fatto che il liberismo globalizzato non ha più le ambizioni del capitalismo industriale del XIX e XX secolo (di tipo keynesiano) che miravano all’alta produttività, alti profitti e pace sociale connessi al benessere generale. Il liberismo di oggi punta alla massimizzazione del profitto a tutti i costi e in particolare attraverso lo smantellamento dei costi sociali e del costo del lavoro, avvalendosi dell’asimmetria di forza e di potere a suo favore. I poveri di oggi sono non solo i miserabili dei secoli scorsi ma anche una parte ingente di lavoratori che hanno perso o non hanno mai avuto potere contrattuale. Si tratta dei milioni di supersfruttati che finiscono per scivolare nella totale povertà, indigenza e marginalità. E come segnala Sachs, è emblematico che uno dei primi ultra miliardari statunitensi, Warren Buffett, affermi già nel 2006 (sul The New York Times): “È la guerra di classe, ma è la mia classe, la classe dei ricchi, che fa la guerre e noi siamo i vincitori”.
E per smantellare le politiche sociali e fare la guerra ai poveri, l’altro obiettivo fondamentale del dominio liberista è la sottomissione dello Stato e quindi delle amministrazioni internazionali, nazionali e locali ai padroni privati. Per far ciò i grandi gruppi economici si sono dotati di una molteplicità sempre più aggressiva e potente di lobbisti (si veda fra altri libro di Sylvan Laurens). È ormai riconosciuto che i lobbisti dei grandi gruppi economici siano in grado di condizionare se non fortemente assoggettare governi e Stati nazionali. Basta vedere anche la scelta della Commissione europea di classificare il nucleare come energia verde e salvare anche il carbone quantomeno sino al 2050. E basta constatare che dopo la COP 2015 di Parigi nessuna promessa di effettiva ed efficace transizione ecologica è stata rispettata e anzi il degrado dell’ecosistema s’è aggravato. Questo non già a causa dell’aumento della popolazione mondiale che secondo i ricchi sarebbe incontrollabile e costituirebbe la minaccia (lo spettro) del XXI secolo sovrapponendosi al cambiamento climatico e quindi scatenando migrazioni devastanti. Da qui la giustificazione della guerra alle migrazioni come scelta di tanatopolitica/far morire o lasciar morire e il mito di Musk di scappare nello spazio o su Marte, mentre tanti ricchi si costruiscono le loro sempre più sofisticate fortificazioni sulla Terra (per una critica di queste varie derive vedi Negazionismo, scetticismo o resistenze: dove va l’ecologia politica).
La concentrazione dei media
E uno degli strumenti della guerra di classe dei dominanti sono ovviamente i media concentrati nelle mani di pochissimi fra i quali il multimiliardario Rupert Murdoch e in Italia la GEDI degli Agnelli.
La guerra di classe contro i poveri non è una novità negli Stati Uniti come in Europa (si pensi fra l’altro a diversi libri di Jack London). Ma quella scatenata sin dagli anni Settanta non ha paragoni nei due secoli precedenti. Sachs ricorda che nel 1971, un avvocato specialista di diritto delle imprese, Lewis Powell, elaborò una strategia (Confidential Memorandum – Attack on American Free Enterprise System, 23 agosto 1971) per rovesciare il progresso della democrazia sociale (su questi temi Joe Soss, Richard C. Fording e Sanford F. Schram hanno scritto Disciplinare i poveri. Paternalismo neoliberale e dimensione razziale nel governo della povertà, prossimamente edito da Mimesis, a cura di S. Busso e E. Graziano nella collana Cartografie sociali). Si ricordi anche che la letteratura sul governo della povertà è assai vasta ma quella che riguarda la sua transizione liberista è relativamente recente (fra altri vedi Wacquant, 2010; Rapport 2022 sur les inégalités mondiales, a cura di L. Chancel, T. Piketty, E. Saez, G. Zucman) e ha ignorato il passaggio alla tanatopolitica come opzione che oggi sembra tendere a primeggiare (vedi Umanità a perdere. Sindemia e resistenze).
Fu Richard Nixon a nominare Powell alla Corte suprema degli Stati Uniti nel 1971. Così tale Corte aprì al privato la possibilità di invadere l’amministrazione pubblica e in particolare le libertà di ingerenza e la privatizzazione della sanità e della previdenza sociale (si pensi alla potenza finanziaria delle assicurazioni delle pensioni). Successivamente Reagan diminuì le tasse dei ricchi, attaccò i sindacati e smantellò la protezione dell’ambiente. Un processo che da allora è diventato inarrestabile.
E come ben sappiamo il trionfo del liberismo nel nord America ha finito poi per penetrare anche in Europa. Tuttavia secondo le statistiche ancora oggi gli Stati dell’Unione Europea raccolgono come tasse circa 45 per cento del loro PIL, mentre il governo degli Stati-Uniti arriva a circa il 31 per cento del loro PIL. Ma questo non ha impedito anche in Europa i continui tagli alle spese sociali e in particolare alla sanità, alla pubblica istruzione, all’università e alla ricerca, tagli alle risorse per la prevenzione dei rischi sanitari, ambientali ed economici, mentre è aumentata a dismisura la privatizzazione dei servizi pubblici (sanità, trasporti, poste e telecomunicazioni ecc.).
Guerra permanente
La differenza fra la speranza di vita nell’Unione Europea e quella negli Usa è solo di due, tre anni (negli anni Ottanta in Europa era più bassa). Nel 2019, le fortune dei più ricchi rispetto al PIL era di circa 11 per cento in Europa occidentale contro 18,8 per cento negli Usa, che emettevano 16,1 tonnellate di diossido di carbone per abitante, contro 8,3 tonnellate nell’UE.
Ben prima della pandemia da Covid-19 negli Stati Uniti s’è innescata una «epidemia» di “morti per disperazione” (sovradosi di medicinali e suicidi), un aumento dei casi di depressione, in particolare fra i giovani. E a livello politico è emerso il fenomeno Donald Trump, col suo pseudo-populismo e una potente capacità di distrazione di massa che è riuscita a istigare alla guerra contro i poveri col razzismo e il sessismo.
Biden si sta rivelando una alternativa fallimentare; l’aumento delle tasse federali non riesce a passare e i ricchi sono più che mai arroccati ai loro privilegi. Due terzi degli american citizens sono favorevoli a un aumento delle tasse sui ricchi e sulle imprese e banche. Ma è possibile che Biden perda le elezioni di metà mandato nel 2022 e ciò potrebbe far presagire il ritorno di Trump al potere nel 2024, fra disordini sociali, violenze, nuova distrazione di massa e restrizioni del diritto di voto negli Stati dominati dai Repubblicani.
E intanto gli american citizens sono sempre più aizzati contro la Cina sia da parte dei democratici che da parte dei repubblicani. La retorica anticinese come in una nuova guerra fredda si alimenta delle angosce o incertezze generate dallo stesso assetto economico e sociale statunitense. C’è proprio il rischio che siano proprio gli Stati Uniti a fomentare un’escalation verso una nuova fase di guerre permanenti e persino di guerra mondiale.
In altre parole la guerra contro i poveri fa parte di un’economia politica che di fatto è più che mai criminale perché produce effetti devastanti in tutti i campi e rischia di condurre alla guerra planetaria (si veda anche: Joseph Stiglitz, “Mes pronostics pour l’économie mondiale en 2022”).
LA GUERRA “GIUSTA” DI D’ALEMA…..
24/3/1999:KOSOVO- OGGI!-D’ALEMA-PRODI-COSSIGA-B. “CRIMINALI DI GUERRA”
OGGI E’ L’ANNIVERSARIO DELLA GUERRA ALLA YUGOSLAVIA PER IL KOSOVO . QUANDO PRODI-D’ALEMA-COSSIGA-CLINTON-BERLUSCONI-SCALFARO UE diventarono “CRIMINALI DI GUERRA” sotto le insegne della NATO.Con l’appoggio di TUTTI I MEDIA e di CGIL-CISL-UIL.OGGI TUTTI TACCIONO. Lorsignori fanno strame di REALTA’ MEMORIA STORIA. E i giovani non sanno.
Il 24/3/1999 IL GOVERNO D’ALEMA-COSSIGA, violando la legalità e il diritto internazionale, senza nessuna risoluzione ONU, violando l’ART.11 della COSTITUZIONE – che recita.” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” partecipa alla prima guerra “europea” dopo il 1945. I “nostri” bombardieri erano già partiti mentre si stava ancora votando in Parlamento la “fiducia” al governo. Il governo Prodi, prima di cadere, aveva deliberato l’Act Order con cui si predisponevano alla guerra sotto comando NATO le nostre forze armate. Quindi “il comunista” (?) D’ALEMA si poneva in continuità con PRODI. Anche il “delinquente” piduista BERLUSCONI appoggiò la guerra e il PRES. DELLA REPUBBLICA OSCAR LUIGI SCALFARO (democristiano come l’ex pres. COSSIGA “padrino” del governo D’ALEMA) non fece nessuna obiezione.Quindi la GUERRA PER IL KOSOVO fu la guerra D’ALEMA-PRODI-COSSIGA-CLINTON-BERLUSCONI-SCALFARO- UE- NATO. Ecco quindi a cosa serviva la “nuova” NATO. Quella che non si sciolse, come invece aveva fatto IL PATTO DI VARSAVIA. Per 78 giorni i “nostri” bombardieri seminarono morte devastazione e distruzione su SERBIA e MONTENEGRO, nel cuore dell’EUROPA. Il territorio e IL DANUBIO furono avvelenati di URANIO IMPOVERITO. Oltre che da tutto il resto. Poi abbiamo saputo…che le bombe non “scaricate”sui territori e sulla gente…venivano scaricate nell’ADRIATICO nei viaggi di ritorno alle basi. I “nostri ragazzi”, mantenuti ignari e inconsapevoli (contrariamente agli americani ecc. che erano dotati di tute e altre protezioni) furono mandati “a mani nude” a fare “la guerra chimica”. Infatti si è saputo solo dopo dell’uso dell’URANIO IMPOVERITO. Nei territori violentati stuprati avvelenati la guerra continua ancora ora a mietere vittime. Allora se ne contarono (ma nessuno ha avuto mai interesse a contarli!) più di diecimila, oltre a ponti strade fabbriche infrastrutture e IL DANUBIO… Ma la cosa più atroce sono TUTTI I MORTI LEGATI ALL’USO DELL’URANIO IMPOVERITO. UNA MORTE ATROCE CON VARI TIPI DI CANCRO. I “nostri ragazzi”, morti così ,sono stati PIU’ DI 366 . Quelli che sono stati contati perché hanno lottato contro IL SILENZIO L’OMERTA’ E LA CRIMINALE DISONESTA’ di gerarchie generali istituzioni burocrazie. Per essere curati e ottenere il riconoscimento e i diritti del caso.
La YUGOSLAVIA riteneva per motivi storici il KOSOVO “suo” territorio. La minoranza albanese che vi abitava e si riteneva maggioranza rivendicava l’autonomia. Era una controversia. Come lo è la CATALOGNA o la CORSICA. Il centro-sinistra-destra sotto le ali della NATO lo fece diventare motivo per distruggere la YUGOSLAVIA.PER ELIMINARE LA PAROLA “SOCIALISMO” UN PAESE IL SIMBOLO LA STORIA LA COLLOCAZIONE STRATEGICA.ECCO IL NUOVO RUOLO DELLA NATO SOTTO IL COMANDO USA. Ecco perché GLI F35 non li mette in discussione nessuno nel nostro paese.Ecco perché siamo 12esimi al mondo per armi militari missioni di guerra chiamate di pace (18 anni in AFGHANISTAN!) ecc. Ecco perchè a GHEDI e AVIANO ci sono ancora (e ora si stanno rinnovando) le atomiche americane. Ecco perché aumentano le spese militari…ecco perché siamo ancora pieni di basi USA e NATO…ecco perché la nostra industria delle armi è LA PRIMA…e stanno per arrivare delle nuove armi americane che fanno paura…ecco perché invece dei VACCINI PER TUTTI l’occidente produce e vende ARMI…e sulla scia del pazzo TRUMP sta fomentando un’altra GUERRA FREDDA…ecco perché le esportiamo nella petroldittatura A.Saudita ,che per lo sceicco di Rignano è UN NUOVO RINASCIMENTO, che bombarda i bambini yemeniti…ecco perché diamo armi e le FREGATE a AL SISI che ha ucciso REGENI…ecco perché armiamo gli assassini torturatori libici… PER DIFENDERE IL DOMINIO DELL’1% CONTRO GLI SFRUTTATI E GLI ULTIMI DELLA TERRA.
Gaetano Stella-Lago di Chiusi-24-3-2021
-passaparola!-http://blog.gaetanostella.it
Grazie per i vostri preziosi contributi
Noi italiani, ora europei, abbiamo fatto guerre che consentivano tutto ed il suo contrario ! Siamo quelli che si ” accodano ” anche senza munizioni ed ” a mani nude ” poi che, non scegliamo ma ci facciamo scegliere!
Le classi “cosi dette” medie poi, riparano i guasti che si generano a tutti i livelli… per incompetenza, ignoranza, vigliaccheria di chi governa e ci governa!!
Siamo una minoranza che sconta gli errori voluti e non voluti d’una umanità che, non ha saputo o voluto regnare!!
…..ed io pago !