No, non mi accontento mai
per principio.
Proprio come quel cigno bianco
che piange la sua voce sgraziata
nel Bois de Boulogne.
Una papera si posa sull’acqua
dopo un volo breve e buffo, a zampe in giù
a cercare la superficie del canale.
Come noi,
come noi che cerchiamo sicurezze
in mari di imprevisti, in terremoti.
Cantano delle ragazze spagnole,
una rema leggera
scivolando sull’acqua verde,
una suona una musica allegra.
È la gioia,
stare insieme nel bosco, in barca.
Si ride
e mi chiedo se sono felice anch’io,
se sono allegro a Parigi,
ma interrogarsi è quasi sempre già rispondere.
Sto bene a Parigi,
ma il cancro di casa mia si sente anche qui:
Avrei potuto…
Avrei potuto…



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