A Roma si incontrano i movimenti popolari dei cinque continenti per tessere una rete di giustizia e dignità. Dalla Terra al Tetto, dal Lavoro alla Speranza: un cammino comune che parla il linguaggio dei poveri e costruisce futuro dal basso

A Roma, negli spazi occupati di Spin Time Labs, è iniziato oggi il Quinto Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari (EMMP). Per quattro giorni, fino al 24 ottobre, 180 delegati da tutti i continenti si ritrovano per discutere, immaginare e organizzare un futuro diverso, partendo da tre parole che da più di un decennio attraversano le lotte di base: Terra, Tetto e Lavoro (Tierra, Techo, Trabajo).
Spin Time non è solo il luogo che ospita l’incontro, ma un simbolo di ciò che i movimenti per la lotta sulla casa a Roma hanno provato a realizzare e costruire in questi anni: un’alleanza tra chi abita, lavora e sogna in comune. “Per cambiare questo mondo non basta resistere: dobbiamo unirci, organizzarci e creare nuovi immaginari”, ha detto Andrea Alzetta, della comunità di Spin Time, aprendo la conferenza stampa inaugurale.
L’obiettivo è ambizioso: “organizzare un’alleanza globale” tra movimenti, chiese di base, comunità popolari e reti sociali, di fronte a un pianeta segnato da guerre, disuguaglianze e crisi climatica. L’idea è semplice e radicale al tempo stesso: partire dal basso per costruire risposte condivise, rompendo le barriere tra laici e religiosi, Nord e Sud del mondo, dentro un processo che non si limita a denunciare ma vuole reinventare il vivere insieme.
Il filo che lega questa esperienza al cammino aperto da papa Francesco nel 2014 è evidente. E oggi, con papa Leone XIV, il dialogo tra Chiesa e movimenti popolari conosce una nuova stagione. “Il fatto che Leone XIV prosegua il percorso di Francesco non mi sorprende”, ha spiegato don Mattia Ferrari, coordinatore dell’EMMP e cappellano di Mediterranea Saving Humans. “È la naturale prosecuzione di un Vangelo vissuto, che si fa corpo nelle lotte dei poveri”.
Dall’Argentina al Brasile, dal Sudafrica agli Stati Uniti, le voci che arrivano a Roma raccontano di resistenze quotidiane: quella dei cartoneros argentini che difendono la dignità del lavoro informale, dei contadini del Movimento Sem Terra che occupano le terre, delle donne migranti che organizzano comunità nelle periferie globali. “Continuiamo a essere la voce di chi non ha voce”, ha ricordato Alejandro Gramajo, segretario dell’Unione dei Lavoratori e Lavoratrici dell’Economia Popolare argentina.

Il V Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari (Encuentro Mundial de Movimientos Populares – EMMP) oltre a rappresntare una possibilità di confronto e riflessione per tutta la città di Roma, e non solo per gli invitati che seguiranno le conferenze dentro il palazzo di Spin, prevede un evento esterno, ossia un Festival in Piazza Vittorio Emanuele, dal 22 al 24 ottobre dal titolo “Parola Popolare”, pensato inseme alle realtà del territorio (Polo civico Esquilino e Slow food Roma) come finestra di comunicazione tra l’incontro mondiale e la città: una piazza viva, dove si alternano racconti, musica e pratiche di resistenza, per rendere questa settimana d’autunno un tempo di riflessione e organizzazione collettiva.
Un momento importante sarà giovedì 23 ottobre alle 16, quando i movimenti popolari saranno ricevuti da papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI del Vaticano. Un incontro che non è solo simbolico, ma rappresenta l’apertura di un nuovo spazio politico e spirituale: un dialogo tra chi abita le periferie del mondo e chi, nella Chiesa, sceglie di mettersi in ascolto.

L’EMMP si concluderà con un pellegrinaggio popolare il 25 e 26 ottobre, nel quadro delle celebrazioni per l’anno giubilare. Ma in realtà questo incontro non finisce a Roma. Perché ciò che i movimenti popolari costruiscono non è un evento, ma un processo: una rete di resistenze e di speranze che attraversa confini, culture e fedi. Come dicono i promotori dell’incontro , “per salpare verso un mondo diverso è necessario rompere gli steccati e creare nuovi immaginari, unendo mondi che non si parlano ma che hanno, in fondo, lo stesso sogno: cambiare tutto, insieme”.



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