Credo nei bambini.

In ciò che sanno fare.

Nelle cose che dicono.

Credo nel loro essere mutanti. Trasformisti.

Giocolieri.

Nella potenza delle loro parole inventate.

Credo nel loro stupore da bocca aperta.

Nella capacità di essere liberi e “nuovi” ogni volta che li guardi.

Credo nelle loro mancanze che saranno forza.

Credo ai loro pianti, dentro cui crescono. Non importa che siano capricci. Valgono.

Di non sapere cos’è il colore della pelle né la distanza dalle cose.

Credo nella loro ignoranza che è conoscenza.

Nei loro silenzi che parlano. Nelle parole silenti.

Credo nella loro capacità di fare pace. In un attimo.

Nel bene che vogliono, senza filtri. Se e ma.

Credo nei loro sogni. Così impossibili da diventare possibili.

Nelle loro assurde certezze, così vicine alla verità. Tipo che le differenze non contano e siamo tutti figli del mondo.

Credo nella loro capacità di cambiare idea. 

Nei loro mille perché. Che a volte sfiniscono.

Nella capacità di trovare soluzioni. Che sono magiche.

Credo nel loro corpo che dice cose, e va fatto respirare.

Nella loro capacità di amare. Amano se amano. Un animale. Un amico. Una madre. Un padre. Un fratello. Una cosa. Non importa chi e come.

Credo nelle loro difficoltà.

Nella capacità di farti sentire bene. Una carezza. Un sorriso. Mille cuori su fogli di carta. Questo è per te.

Credo nei bambini.

Tutti. Nessuno escluso.

Se ne perdo uno, non è lo stesso.

È questo il mio mestiere.

Che un bambino non è mai uguale a nessun altro. Se lo sappiamo guardare. 

Credo in loro che saranno gli adulti di domani.

Che domani amerò ancora.

Nella forza del loro essere fragili. Nel coraggio dei sogni.

Credo in loro. Che sono sorpresa e meraviglia. Che mi ricordano ogni giorno come si gioca alla vita. Che, a volte, lo dimentico. Dimentico come si fa. Che loro lo sanno. Ne custodiscono il segreto. Ne conoscono la potenza. Ne sorvegliano il futuro. Anche per noi.

.

* Insegnante e madre di due ragazze adolescenti. Sul sul suo blog dice di scrivere “per necessità” e che la sua ragazza quindicenne fa i disegni (davvero belli). Ha autorizzato con piacere Comune a pubblicare i suoi articoli, è il suo modo di fare Comune insieme, “È bello in questo mondo un po’ bizzarro sentirsi meno soli”.
Ha aderito alla campagna Un mondo nuovo comincia da qui scrivendo:

Se c’è una libertà che abbiamo ancora, è quella di poter utilizzare le parole. Le parole sono potenti. Hanno la presunzione di cambiare le cose. Distruggere muri e creare ponti. Comune dona una possibilità alle parole, come quella di avvicinarsi alla verità, anche se scomoda. E lo fa nell’unico modo possibile, mettendo insieme e interrogandosi. Noi possiamo esserci. E farlo insieme in un progetto che unisce. Dicendo no a una società che divide. Penny