Democrazia ribelle e società conviviale
Superare la democrazia rappresentativa per puntare all’autonomia delle persone
Superare la democrazia rappresentativa per puntare all’autonomia delle persone
Adesso non si tratta più solo di discutere del «No» che ci unisce, vale a dire di un anticapitalismo «in basso a sinistra», o di sperimentare fuori da ogni percorso statalistico nazionale ed elettorale, suggeriscono gli zapatisti, ma di concentrarci su ciò che stiamo costruendo
Come resistere all’incubo del capitalismo globale e allo stile di vita che richiede? Come possiamo bloccare la logica dominante del consumismo, la guerra imperiale, lo sfruttamento del sud del mondo e un pianeta che brucia? Una breve «guida» alle forme creative di resistenza
Appunti dopo il viaggio in Italia di Gustavo Esteva, collaboratore di Comune-info
Alle persone comuni, a quelli che hanno camminato con Comune-info nel suo primo anno di vita, a chi si ostina a resistere e a ribellarsi, qui e ora, è dedicato questo video
Comune-info ha festeggiato il suo primo compleanno, sabato 13 aprile, con Gustavo Esteva a Roma. Una giornata bellissima, condividendo e sperimentando convivialità e ribellione, amicizia e racconti di pratiche. A Gustavo, ai partecipanti e al Casale Podere Rosa, va il nostro grazie
Comune-info ha festeggiato il suo primo compleanno, sabato 13 aprile, con Gustavo Esteva a Roma. Una giornata bellissima, condividendo e sperimentando convialità e ribellione, amicizia e racconti di prariche. A Gustavo, ai partecipanti e al Casale Podere Rosa, va il nostro grazie
Alle persone comuni, cioè ribelli, di tutto il mondo, a quelli che hanno camminato con noi in questi primi dodici mesi, a chi si ostina a resistere e a ribellarsi, qui e ora, è dedicato questo video. Vi aspettiamo sabato 13 aprile
Viviamo un tempo che indica quanto sia illusorio e perdente pensare di essere autosufficienti. Le forze politiche si misurano (e frantumano) con la politica delle alleanze. I movimenti indigeni, quelli anti-sistemici (foto, studenti cileni) e «los de abajo» parlano un’altra lingua