Tema: la giornata contro l’omofobia

 

di Alessandro Ghebreigziabiher
Tema: Descrivi le tue sensazioni e le tue riflessioni sulla Giornata internazionale contro l’omofobia.

Svolgimento: …

Si fa presto a dire svolgimento, signora professoressa.
Cioè, con questo non voglio mancarle di rispetto, sia ben chiaro, soprattutto non dalle prime righe del compito, ecco.

Il fatto è che, con questo tema, mi mette proprio in difficoltà, sin dall’argomento stesso.
Intendo come viene posto, ecco.
Lo so, già dirà che scrivo troppi ecco e inizierà a sottolinearmeli in rosso…
Ha ragione, ma vogliamo restare sul punto, per una volta?
Lasciamo andare la forma e concentriamoci sui contenuti, ovvero, il significato reale delle cose, le va?
Allora, partiamo da omofobia.
Secondo il vocabolario Garzanti, consiste nell’avversione nei confronti degli omosessuali e dell’omosessualità, mentre il dizionario medico della Treccani lo specifica anche come timore ossessivo di essere o di scoprirsi omosessuale.
Be’, adesso le cose cambiano, no?
Cioè, io non vorrei offenderla, prof, ma alla luce delle suddette spiegazioni, potremmo enunciare il testo del tema in modo più chiaro, ecco.
Quindi, ricominciamo.

Tema: Descrivi le tue sensazioni e le tue riflessioni sulla Giornata internazionale contro l’avversione nei confronti degli omosessuali e la paura di scoprirsi tali.

Svolgimento: ecco…

Cara professoressa, prima di tutto perdoni l’ennesima apparizione della parola-che-non-

dev’essere-ripetuta, ma il sottoscritto non ha ancora superato del tutto il blocco di cui sopra.
Sì, perché ho come l’impressione che siamo ancora in superficie, fermi alla comune apparenza delle cose.
No, dico, non sta a me ricordarglielo, esimia docente, ma qui stiamo parlando di una giornata internazionale, mica una normale festa di paese, cribbio.
D’accordo, confesso, tanto mi avrà già sgamato.
L’esimia docente è un goffo tentativo di guadagnarmi la sua benevolenza in fase di giudizio, ma sono umano, professoressa, e quindi fallace.
Lei no, è chiaro, sublime torcia che illumina le grotte della mia ignoranza.
Okay, stavolta sono stato anche più ruffiano di prima, ma mi segua nel ragionamento e trascuriamo le chiacchiere, tutti e due.
Puntiamo la nostra attenzione, per esempio, sulla parola che ci ha condotto entrambi su questo foglio.
Omosessuali.
Dal Garzanti, si dice di coloro che provano attrazione sessuale per individui dello stesso sesso o, aggiunge la Treccani, hanno rapporti sessuali con essi.
Lungi dal voler essere tacciato di pignoleria, professoressa, ma detto ciò l’enunciato del tema va aggiornato.

Tema: Descrivi le tue sensazioni e le tue riflessioni sulla Giornata internazionale contro l’avversione nei confronti di coloro che provano attrazione sessuale per individui dello stesso sesso, o hanno rapporti con essi, e la paura di scoprirsi tali.

Svolgimento: Guardi, me ne tolgo un altro così non ci penso più: ecco
Facciamo, due: ecco, professoressa le devo confessare che la mia perplessità è aumentata, man mano che facciamo chiarezza.
In breve, con questo tema lei mi sta chiedendo cosa provo o penso di coloro che, alla fine di tutto, provano praticamente avversione per l’intera popolazione umana, a parte le più strette conoscenze e neppure tutte, a essere onesti. E tale insano sentimento ha un nome ben preciso, mi sembra.
Già, perché come si fa sapere davvero per cosa senta attrazione il prossimo?
Non esiste mica un censimento delle attrazioni, cavolo, che peraltro cambiano di continuo, diciamolo.
Fino a ieri io odiavo gli spinaci, ma lo sa che ora ne sono ghiotto? Li ha mai provati come sformatini con la crema al parmigiano sopra? Scusi, sto divagando.
Riguardo poi all’avversione per coloro che amoreggiano con persone dello stesso sesso, anche qui, l’elenco è sconfinato.
Va bene che viviamo nell’epoca dello spionaggio informatico e del pericolo di essere ascoltati o ripresi in ogni momento da computer e cellulari, ma osservare i passatempi intimi degli estranei ha un nome antico, prof, lei lo dovrebbe sapere meglio di me.
Non per ragioni anagrafiche o per esperienza personale, sia ben chiaro!
Mi riferisco alla sua immensa cultura, mia vate. E qui l’arruffianamento riparatore ci stava, me lo dove concedere.
In conclusione, rettifichiamo per l’ultima volta, in questo caso dicendo le cose come stanno.

Tema: Descrivi le tue sensazioni e le tue riflessioni sulla Giornata internazionale dei misantropi guardoni.

Svolgimento: Ecco – tanto uno più o uno meno poco cambia – non sarebbe il caso di smetterla di parlare di omosessuali e curare una volta per tutte i sopra detti, a cominciare dalla giornata a loro dedicata?

Tratto da Storie e Notizie 1471

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