Le pistole del sistema patriarcale

La nuova legge italiana dei giustizieri della notte, che favorisce il possesso di armi e il loro uso per legittima difesa, se sarà approvata, segna un salto epocale. “Mai, neppure in epoca fascista, i principi di civiltà giuridica e le regole di convivenza avevano subito uno strappo così profondo e lacerante. È l’introduzione nel sistema di una sorta di (possibile) pena di morte privata…”, ha spiegato Livio Pepino sul manifesto. Quello che non viene detto è che in Italia c’è da anni una riduzione dei reati, sia quelli più gravi che quelli più modesti, che sono gli uomini a costituire la schiacciante maggioranza dei proprietari di armi leggere, sono gli uomini che costituiscono anche la maggioranza nelle professioni in cui l’accesso a pistole e fucili è più facile, ma sono invece le donne più a rischio pallottole nell’ambito domestico. Le donne sono anche la maggioranza di coloro che subiscono intimidazioni e coercizioni correlate alle armi. Quel testo legislativo non fa fa che rafforzare un dominio: il sistema patriarcale

di Maria G. Di Rienzo*

Gli uomini costituiscono la schiacciante maggioranza dei proprietari di armi leggere ovunque nel mondo.

Gli uomini costituiscono anche la maggioranza nelle professioni in cui l’accesso a pistole e fucili è più facile (polizia, esercito, compagnie private che si occupano di “sicurezza”) e nelle attività collegate alle armi, come la caccia.

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Non risulta sorprendente, quindi, che siano pure la maggioranza dei perpetratori negli incidenti collegati alle armi leggere (97 per cento). Meno sorprendente ancora è il fatto che un terzo abbondante dei femicidi sull’intero pianeta siano commessi con l’uso di tali armi.

Mentre gli uomini sono più a rischio di prendersi una pistolettata da un estraneo, le donne sono più a rischio nell’ambito domestico e le pallottole le prendono dai cosiddetti “partner intimi”: la frequenza con cui ciò accade è più alta nei paesi in cui l’accesso alle armi da fuoco ha poche restrizioni (Stati Uniti), rispetto ai paesi in cui tale è accesso è strettamente normato (Olanda).

Oltre a essere la maggioranza dei cadaveri, le donne sono anche la maggioranza di coloro che subiscono intimidazioni e coercizioni correlate alle armi, per lo più in ambito familiare ma in misura significativa anche per le strade, ove le pistole sono usate dagli uomini per garantirsi stupri non troppo chiassosi.

Riassumendo. Uno: più armi gli uomini possiedono, più lo sbilanciamento di potere fra maschi e femmine si amplia. Due: la nuova legge italiana sul possesso di armi e il loro uso per legittima difesa, se passerà, costituirà quindi un elemento rafforzativo del dominio degli uomini sulle donne – ovvero, del sistema patriarcale. Tre: inoltre, produrrà inevitabilmente più femicidi.

Ho bisogno di dire altro sul perché sono contraria alla legge summenzionata? Credo di no.

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* Giornalista, formatrice e regista teatrale femminista, autrice del blog lunanuvola (dove questo articolo è apparso con il titolo Più pistole? Grazie no). Ha autorizzato Comune a pubblicare i suoi articoli.

 

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2 Risposte a “Le pistole del sistema patriarcale”

  1. Ned
    6 maggio 2017 at 18:20 #

    ci sono anche donne che amano le armi, nessuna legge impedisce a una donna di comprare una pistola e riequilibrare le forze. e in polizia ci sono anche donne. ppi vabbè sta legge è deleteria per tanti di quei motivi…

    • Fiorella Palomba
      7 maggio 2017 at 07:01 #

      Un mio amico, commentando la legge ironicamente su un social, asseriva che se la moglie, durante la notte si rifiutava al marito, tranquillamente potrebbe essere giustiziata.

      Ironico? Ma, non tanto *_*

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