Cinquantasei bambine

Indira Jarica per Pelicò Orellana

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di Quimy De León* e Gloria Muñoz Ramírez**

In Guatemala abbiamo assistito a uno dei massacri più atroci nella storia del paese e della Nostra America, cinquantasei bambine sono state chiuse a chiave in una stanza e poi bruciate, di loro quarantuno sono decedute e quindici sono sopravvissute, gravemente ferite. Le bambine si trovavano sotto la “custodia e protezione” dello Stato, questo crimine non ha precedenti. Il processo penale contro tre dei funzionari pubblici direttamente responsabili della Hogar Seguro [Casa Sicura – n.d.t.] “Virgen de la Asunción” è appena cominciato.

Questo femminicidio è un crimine di Stato dietro al quale c’è una struttura criminale sofisticata che ha tentato di mettere a tacere la denuncia delle bambine di gravi crimini come tortura, tratta di esseri umani, violenze sessuali, sparizione forzata, tra altri crimini.

Siona Hernández García, per Sheyda Sabetian

Dall’8 marzo scorso, giorno in cui è avvenuto l’incendio delle bambine, con il nostro lavoro, il nostro giornalismo, abbiamo cercato di mantenere la dimensione umana delle bambine e delle loro famiglie. Per questo, con la collaborazione di artisti del Guatemala e di altri luoghi del mondo, abbiamo lavorato a una campagna con le immagini di ognuno dei volti delle quarantuno bambine per rendere omaggio alla vita di queste bimbe e come contributo alla lotta per la memoria e la giustizia.

Vogliamo invitarvi a unirvi a sostenere la campagna Acción global por las niñas #NosDuelen56 (lanciata l’8 maggio, a due mesi da questo crimine). A questa azione che parte con quarantuno immagini delle bambine morte, hanno partecipato artisti di Guatemala, Messico e Spagna.

Melanie Forne per Rosalinda Victoria Ramírez Pérez

L’oblio e l’impunità che esiste in Guatemala richiede l’appoggio e la solidarietà internazionale. Possono partecipare alla campagna tutte le più diverse realtà, media digitali e alternativi, collettivi, gruppi e chiunque lo desideri in qualunque luogo del mondo. Le immagini possono essere anche stampate e incollate ai muri delle strade, o esposte in centri culturali, sociali o comunitari.

Jilma Sucely Carías López per Gusti Rosenffet

Per unirsi alla campagna, inviate la vostra adesione e logo del vostro spazio/media all’indirizzo di posta elettronica: nosduelen56@yahoo.com

https://www.comunicacionabierta.net/blog/2017/05/nosduelen56/

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*Quimy De León, directora de Prensa Comunitaria, Guatemala
**Gloria Muñoz Ramírez, directora de Desinformémonos, Messico

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