Un silenzio assurdo sulla guerra “a pezzi”

Nel pianeta dilaga una guerra mondiale “a pezzetti”, l’Italia spende 64 milioni di euro al giorno per le armi e la ministra Pinotti, tanto sensibile alle pressioni di Trump, si dice disposta a incrementare il bilancio. La stessa, invasata ministra afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati, un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Vendiamo armi all’Arabia Saudita per massacrare i civili dello Yemen, al Qatar e agli Emirati per armare i jihadisti in Iraq, in Siria e in Libia. Siamo in guerra da quindici anni in Afghanistan. Ci siamo abituati? Alex Zanotelli lancia un grido contro l’ipocrisia irresponsabile e affaristica dei governi, la vergogna dell’indifferenza e il quasi silenzio del movimento italiano per la pace, delle comunità cristiane, dei sacerdoti e dei vescovi italiani: “Rimettiamo le bandiere della pace ai balconi, convochiamo una Perugia-Assisi straordinaria, fermiamoli!”
di Alex Zanotelli
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Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’ , a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Hayrat in Siria, ora allo sgancio della Super- Bomba GBU-43 (la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare.
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L’Italia, secondo l’Osservatorio sulle armi, spenderà quest’anno 23 miliardi di euro in armi (l’1,18% del Pil) che significa 64 milioni di euro al giorno! Ora Trump, che porterà il bilancio militare USA a 700 miliardi di dollari, sta premendo perché l’Italia arrivi al 2% del Pil che significherebbe 100 milioni di euro al giorno. “Pronti a rivedere le spese militari – ha risposto la ministra della Difesa R. Pinotti – come ce lo chiede l’America .”La Pinotti ha annunciato anche che vuole realizzare il Pentagono italiano a Centocelle (Roma) dove sorgerà una nuova struttura con i vertici di tutte le forze armate. La nostra ministra della Difesa ha inoltre preparato il Libro Bianco della Difesa in cui si afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati. E’ un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Dobbiamo appellarci al Parlamento italiano perchè non lo approvi. Il Libro Bianco inoltre definisce l’industria militare italiana ‘pilastro del Sistema paese’ . ”Infatti nel 2015 abbiamo esportato armi pesanti per un valore di oltre sette miliardi di euro! Vendendo armi ai peggiori regimi come l’Arabia Saudita . Questo in barba alla legge 185/90 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra o dove i diritti umani sono violati. L’Arabia Saudita è in guerra contro lo Yemen, dove vengono bombardati perfino i civili con orribili tecniche speciali. Secondo l’ONU, nello Yemen è in atto una delle più gravi crisi umanitarie del Pianeta. All’Arabia Saudita abbiamo venduto bombe aeree MK82, MK83, MK84, prodotte dall’azienda RMW Italia con sede legale a Ghedi (Brescia) e fabbrica a Domusnovas in Sardegna.

Abbiamo venduto armi anche al Qatar e agli Emirati arabi con cui quei paesi armano i gruppi jihadisti in Iraq, in Libia, ma soprattutto in Siria, dov’è in atto una delle guerre più spaventose del Medio Oriente. In sei anni di guerra ci sono stati 500.000 morti e dodici milioni di rifugiati o sfollati su una popolazione di 22 milioni! Come italiani, stiamo assistendo indifferenti alla tragica guerra civile in Libia, da noi causata con la guerra contro Gheddafi. E ora, per fermare il flusso dei migranti, abbiamo avuto la spudoratezza di firmare un Memorandum con il governo libico di El Serraj che non riesce neanche a controllare Tripoli. E così aiutiamo la Libia a frantumarsi ancora di più. E con altrettanta noncuranza assistiamo a guerre in Sud Sudan, Somalia, Sudan, Centrafrica, Mali. Senza parlare di ciò che avviene nel cuore dell’Africa in Congo e Burundi. E siamo in guerra in Afghanistan: una guerra che dura da 15 anni ed è costata agli italiani 6,6 miliardi di euro.

Mentre in Europa stiamo assistendo in silenzio al nuovo schieramento della NATO nei paesi baltici e nei paesi confinanti con la Russia. In Romania, la NATO ha schierato razzi anti-missili e altrettanto ha fatto in Polonia a Redzikovo. Ben cinquemila soldati americani sono stati spostati in quei paesi. Anche il nostro governo ha inviato 140 soldati italiani in Lettonia. Mosca ha risposto schierando a Kalinin-grad Iscander ordigni atomici, i 135-30. Siamo ritornati alla Guerra Fredda con il terrore nucleare incombente. (La lancetta dell’Orologio dell’Apocalisse a New York è stata spostata a due minuti dalla mezzanotte come ai tempi della Guerra Fredda).

Ecco perché all’ONU si sta lavorando per un Trattato sul disarmo nucleare promosso dalle nazioni che non possiedono il nucleare, mentre le 9 nazioni che la possiedono non vi partecipano. E’ incredibile che il governo Gentiloni ritenga che tale Conferenza “costituisca un elemento fortemente divisivo”, per cui l’Italia non vi partecipa. Eppure l’Italia, secondo le stime della Federation of American Scientists, ha sul territorio almeno una settantina di vecchie bombe atomiche che ora verranno rimpiazzate dalle più micidiali B61-12. E dovremmo mettere in conto anche la possibilità, segnalata sempre dalla FAS, di Cruise con testata atomica a bordo della VI Flotta USA con comando a Napoli. Quanta ipocrisia da parte del nostro governo!

Davanti a una così grave situazione, non riesco a capire il quasi silenzio del movimento italiano per la pace. Una cosa è chiara: siamo frantumati in tanti rivoli, ognuno occupato a portare avanti le proprie istanze! Quand’è che decideremo di metterci insieme e di scendere unitariamente in piazza per contestare un governo sempre più guerrafondaio? Perché non rimettiamo tutti le bandiere della pace sui nostri balconi? Ma ancora più male mi fa il silenzio della CEI e delle comunità cristiane. Questo nonostante le forti prese di posizione sulla guerra di Papa Francesco. E’ un magistero il suo, di una lucidità e forza straordinaria. Quando verrà recepito dai nostri vescovi, sacerdoti, comunità cristiane?

Dopo il suo recente messaggio inviato alla Conferenza ONU, in cui ci dice che “dobbiamo impegnarci per un mondo senza armi nucleari”, non si potrebbe pensare a una straordinaria Perugia- Assisi, promossa dalle realtà ecclesiali insieme a tutte le altre realtà, per dare forza al tentativo della Nazioni unite di mettere al bando le armi atomiche e dire basta alla ‘follia’ delle guerre e dell’industria delle armi? Sarebbe questo il regalo di Pasqua che Papa Francesco ci chiede: “Fermate i signori della guerra, la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro.”

 

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8 Risposte a “Un silenzio assurdo sulla guerra “a pezzi””

  1. 17 aprile 2017 at 21:31 #

    Questo articolo mi lascia sgomenta e terrorizzata: tutte queste cose io non le sapevo e l’idea di far parte di un paese guerrafondaio mi fa’ paura! Noi non vogliamo la guerra e tantomeno la guerra atomica, noi vogliamo vivere in pace per poter crescere i nostri figli e nipoti e vedere che possano invecchiare tranquillamente senza tutti questi patemi d’animo spaventosi! Ma come possiamo noi che siamo nessuno avere influenza sul governo, sui nostri politici che come la Pinotti ci stanno portando alla distruzione? Io mi sento terribilmente triste davanti a tutto questo e non riesco ad avere reazioni di nessun tipo! Io so solo che ho una tremenda PAURA e niente altro!

    • Franco Volperii
      18 aprile 2017 at 14:18 #

      Cara Silvana, calmati in primis!! A mia conoscenza ci sono tante verità, dati oggettivi presentati, quante altre menzogne camuffate da colpi di stato! La verità è che i mezzi di informazione, non ultimo lo strumento informativo web, la fanno da padrone in uno scenario di disinformazione gestita/imposta…

      Applica a tutto quello che leggi una buona scontistica, anche se i saldi son finiti!

      Io in primis mi sono dato all’informazione ed ho scoperto un mondo nuovo, ma sempre e solo, facendo attenzione a chi scrive, cosa comunica e che orientamento ha. La verità sta in mezzo alle mille bugie e verità!!

      Punto di partenza? Settore economico-minerario italiano-europeo-mondiale! Buona scoperta!

  2. 19 aprile 2017 at 11:17 #

    Caro Franco Volperli,
    Non ho capito per niente il tuo intervento. Ho però letto l’articolo 11 della Costituzione Italiana e gli annunci del Ministro della Difesa R. Pinotti (tutti documenti ufficiali) la quale scimiotta le dichiarazioni di un pazzo d’oltre oceano (Trump degli USA) discreditando la Costituzione sulla quale ha giurato.
    Il disinteresse degli italiani a cui si riferisce Zanotelli deriva dalla forte cultura della violenza che viviamo ogni giorno – comportamenti sociali, films, giochi informatici, ecc – e non capiamo. Per trasformare la nostra cultura violenta (creata e nutrita dai signori della guerra) in una cultura nonviolente bisognerà capire chi siamo (H. sapiens con una lunghissima tradizione nonviolenta), spegnere la televisione e formare di nuovo una comunità locale umana. Per una letteratura scientifica (antropologia e neuroscienze) vedi e le ultime pubblicazioni di Douglas P. Fry, per esempio. I libri di Johan Galtung e Gene Sharp hanno discusso sulle alternative alla guerra per decenni, ma il Premio Nobel per la pace è stato loro negato dala potente (vedi sopra Pinotti) industria bellica.
    L’Italia ha centri attivi per la nonviolenza a Viterbo e Milano.
    Piero P. Giorgi, University of Otago, New Zealand.

    • Gian Luca
      21 aprile 2017 at 21:57 #

      Condivido tutto, ma sottolineo “spegnere la televisione”…. fatto 10 anni fa, quando nacque mia figlia, per senso di responsabilità! Si vede che vivere in NZ giova…😉 Mio “fratellino” l’ha girata tutta in furgone, ed oggi è un giovane padre residente ad Auckland…

  3. Vittorio
    19 aprile 2017 at 13:53 #

    Per risolvere le questioni con la violenza ci vogliono molto risorse. Le risorse sono, oltre alle vite umane che secondo i calcoli degli interessati sembra non contino nulla, le armi e tutti gli altri mezzi necessari. Un affare di miliardi e miliardi di dollari con cui, oltre a produrre i mezzi di cui sopra, si comprano le decisioni politiche adatte al proseguimento dell’affare. Tutto il resto sembra non contare nulla.
    Analogamente per risolvere i problemi fito-sanitari in agricoltura si ricorre alla “lotta” antiparassitaria per la quale sono necessari costosi mezzi di vario tipo, dai pesticidi alle attrezzature per distribuirli. Anche questo un affare da miliardi e miliardi di dollari.
    Se invece si cercassero le cause dei dissidi studiandone le origini con umiltà, pazienza e mezzi, forse si spenderebbe di meno (sicuramente in termini di vite umane e di rispetto della natura). Ma l’uomo sembra essere invasato dalla paura e dalla fretta, oltre che dal desiderio di denaro, vero dio a cui si sacrifica qualunque cosa.

  4. Enrico
    22 aprile 2017 at 12:00 #

    È il tabacco che nuoce gravemente alla salute.. su quello sono tutti d’accordo parrebbe.
    Ma sì, w le armi, e la guerra, l’importante è debellare il tabacco

  5. Valerio
    25 aprile 2017 at 22:55 #

    E anche il nostro silenzio e la nostra distrazione permettono che il popolo palestinese sia astutamente e invisibilmente eliminato dagli israeliani…

  6. Valerio
    25 aprile 2017 at 22:55 #

    E anche il nostro silenzio e la nostra distrazione permettono che il popolo palestinese sia astutamente e invisibilmente eliminato dagli israeliani…

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