Orti condivisi in città. Urbi et Horti

Le foto di questo articolo sono tratte dalla pagina facebook OrtiComuni Trieste

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di Paolo Cacciari*

La lattaia del rione Valmaura apre presto la mattina. Qui si può ancora prendere il latte e il pane e dire: “Segna”. Si pagherà a fine settimana. In tanti passano per la sua piccola bottega a bere il primo caffè. Saluti e ciacole continuano appena fuori in un triangolino di terra di nessuno, tra la strada e il sottopasso. Gli ortolani volontari di quartiere ci hanno ricavato un giardinetto, piantato degli arbusti e posizionato due panchine. Siamo a Trieste in uno dei popolari quartieri sulle colline che si affacciano sul Golfo.

Da qualche anno in città è partito un movimento spontaneo che va in cerca di aree non o male utilizzate e si propone di trasformarle in aree comuni affidate in gestione a gruppi di persone del posto. Il progetto si chiama Urbi et Horti. È guidato da Bioest, dall’Associazione per l’agricoltura biologica, da Legambiente e ha l’aiuto del Centro dei Servizi del Volontariato regionale. A tutt’oggi sono stati realizzati ventisei orti coltivati da duecentocinquanta nuovi contadini urbani.

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Ogni orto ha un nome, dei responsabili e presenta specifiche caratteristiche. Molti sono piccoli (venti-quaranta metri quadrati) di proprietà di persone anziane che non hanno più la possibilità di tenerli in ordine. Altri sono veri e propri orti collettivi, coltivati da più persone, sede di corsi di orticultura e giardinaggio. A Le Piane il Comune ha concesso mille metri quadrati e varie associazioni vengono qui a lavorare la terra con persone svantaggiate. A Parchorto è stato creato un orto a spirale sinergico. A Vicolo delle Rose su cinquemila metri quadrati a terrazzamenti con vista sul mare c’è un vero bosco con alberi centenari, area giochi, un forno a legna. Al quartiere di edilizia popolare Zindis c’è un orto di condominio. A Giarizzole un’area degradata è stata trasformata in un orto scuola.

La formula adottata per regolare i rapporti con i privati è quella del comodato d’uso gratuito per cinque anni. In contropartita il proprietario ha il diritto di partecipare al gruppo di coltivazione e ottenere una quota parte del raccolto; “come ogni altro partecipante”, tengono a sottolineare nell’atto di sottoscrizione. Nei periodi di raccolta si assistono a strane forme di scambio delle eccedenze produttive mediate dai Gruppi di acquisto solidali alle fermate degli autobus e al banco dei prodotti biologici del vecchio mercato coperto: zucchine contro pomodori; mazzi di fiori contro albicocche e così via. Poche, ma importanti, le regole condivise per le coltivazioni: niente sostanze chimiche secondo i metodi biologici, niente recinzioni interne tra gli appezzamenti: Omnia sunt communia. Le associazioni capofila forniscono agli ortolani volontari i sostegni tecnici e le consulenze necessarie: un maestro contadino, un maestro potatore, un architetto, un coordinatore del Distretto di economia solidale e anche un medico fisiatra.

Tiziana, una delle persone che più ha creduto nel progetto degli orti comuni, ce li spiega così:

“Si creano luoghi di incontro tranquilli e salutari, con una particolare intensità di relazioni e densità culturale”.

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* Autore di articoli e saggi sulla decrescita e sui temi dei beni comuni, ha aderito alla campagna Facciamo Comune insieme. Il suo ultimo libro è 101 Piccole rivoluzioni. Storie di economia solidale e buone pratiche dal basso (Altreconomia)

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2 Risposte a “Orti condivisi in città. Urbi et Horti”

  1. Gianfilippo
    30 aprile 2017 at 08:03 #

    Salve .Non so se è questo il blog giusto..
    Ma vorrei segnalare quanto sta accadendo .da qualche anno mi son trasferito nelle colline venete…
    Ora e tutto un fiorire di vigneti.. boschi abbattuti per far posto e nuovo vigneti campi di grano mais e altre culture sta sparendo.
    Il fatto grave e che tutti i giorni irritano i vigneti con pesticidi veleni altamente cancerogeni che si disperdono nell aria nel terreno e raggiungono le falde idriche. Tutto ciò senza alcun controllo. Da sta che l agricoltore abbia un patentino e può riversate nel terreno ettolitri e ettolitri di veleno
    Nel totale disintetesse

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  1. Newsletter di Comune-info – Diario di Viaggio di Daniele Dal Bon - 3 maggio 2017

    […] ORTI CONDIVISI Ci sono città in cui si moltiplicano gli orti, per singoli cittadini e collettivi, orti sinergici e scolastici, orti di condominio, per anziani e per persone con disabilità, orti dove tornano a crescere alberi centenari, magari accanto a un forno a legna comunitario. Ma soprattutto orti senza chimica e recinzioni: Omnia sunt communia PAOLO CACCIARI […]

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