Guerre e ortaggi

di Miguel Marinez*

E. è nata nelle Filippine, in una famiglia di contadini, ha fatto un corso di assistente sociale tra le prostitute e i drogati di Manila prima di arrivare a fare la domestica in Italia, ed è bravissima a disegnare, come sua figlia grande.

È molto preoccupata per le notizia dalla Corea, e mi dice: “Hai visto che c’è guerra nel Pacifico?”.

Le chiedo di sua figlia piccola, arrivata in Italia a sei anni dopo essere cresciuta lontana dalla madre. “Canta molto bene! Vuole imparare a cantare”. “Al giardino – le dico – una di noi è cantante lirica, viene dalla Macedonia, adesso farà un corso di canto per i bambini, porta anche tua figlia! Non c’è da pagare niente, facciamo sempre tutto gratis”, preciso, avendo idea dei problemi finanziari che ha.

Al giardino, c’è la cognata della cantante lirica che dovrebbe fare il corso. “Ho visto che la Macedonia fa notizia!”, dico. “Mamma mia, mi vergogno… io voglio andare quest’estate, ma se c’è guerra, come si fa? Però gli albanesi, quelli più arrabbiati, loro dicono, non siamo macedoni, siamo solo albanesi, e allora io dico come si fa a fare nello stesso paese se su tuo passaporto c’è timbro di Macedonia ma tu dici, io non sono di Macedonia?”.

Arriva A., che è albanese invece di Albania. “Qui voglio lavorare nell’orto! Io sono cresciuta nei campi, tutti parlano di ginnastica ma la più bella ginnastica è quella con la vanga! Quando ero bambina, Dittatore diceva che non si poteva tagliare alberi, allora mia nonna prendevo la cacca della mucca, faceva come tante cose rotonde e le attaccava sul muro della casa delle mucche. Poi quando seccava al sole, dovevi vedere che fuoco che faceva, tante scintille! Quante cose sapevano gli antichi!“

Ci avanza un cesto di ortaggi, e lo spartiamo tra Macedonia e Albania.

.

* Miguel Martínez è nato a Città del Messico, è cresciuto in giro per l’Europa e soprattutto in Italia, ed è laureato in lingue orientali (arabo e persiano). Di mestiere fa traduttore e trascorre molto tempo in un giardino comunitario di Firenze. Questo il suo mai banale blog.
Print Friendly

Tags:, , ,

Nessun commento

Lascia un commento