La festa, le danze e i cerchi

Danze in cerchio: foto dell’associazione Laima del terzo convegno sulle “Culture Indigene di Pace” (Torino, 18-20 marzo 2016)

di Daniela Degan*

“C’era un tempo in cui non eri schiava.
Camminavi da sola, ridevi a gola aperta,.
Facevi il bagno nuda.
Dici di non ricordare più niente di quel tempo,
di non avere neanche le parole per farlo,
che non può essere vero…
Ma ricordalo.
Fai uno sforzo per ricordare.
O, se proprio non ci riesci, inventalo”

Monique Wittig

.

Le danze hanno sempre accompagnato le feste antiche che segnano il passaggio del tempo circolare delle stagioni. Danzando le donne in cerchio con passo leggero risvegliano la Madre Terra.

Marija Gimbutas, scrive:

«Il cerchio – quello della danza o quello delle pietre erette – trasmette l’energia accresciuta dalla combinazione dei poteri di pietra, acqua, altura e moto circolare. La pratica della danza in cerchio sacra può risalire al Paleolitico superiore e continua in tutto il Neolitico, la preistoria, la storia. “Girotondi” di donne nude appaiono sulle ceramiche Cucuteni della seconda metà del V millennio a.C. Una serie di basi di vasi Cucuteni Classico ha la forma di donne nude in cerchio unite per le braccia. I romeni li chiamano “vasi di Hora” dall’hora o “danza circolare” eseguita ancora oggi. Anche i sigilli e i dipinti minoici testimoniano la pratica».

Ritrovamento di Palekastro, periodo post-palaziale 1.400-1.100 a.C. Gruppo di donne, idoli fittili, che si tengono per le spalle in una hora. Al centro chi suona la lira sarebbe un musico

Un anello rinvenuto nella Tomba di Isopata, vicino a Cnosso, con una scena religiosa che potrebbe rappresentare una danza rituale estatica e l”epifania’ della dea. 1.500 a.C.

Le danze in tutti i tempi e nei diversi luoghi sono legate alle feste e specialmente alle feste contadine. Giovani donne, mano nella mano, passavano danzando nei campi per propiziare il raccolto e con molta probabilità in alcuni Paesi dell’area dell’Europa antica questo ancora avviene.

È un momento magico che rimanda ad antichi splendori delle società che avevano contatto profondo con i cicli della Natura e con le loro comunità.

“Alle adunanze, sia ai Sabba che agli Esbat, le sedute spesso cominciavano e finivano con le danze. Nelle danze si vede chiaramente il rapporto esistente tra streghe e fate. In tutti i resoconti attendibili sulle fate e gli elfi si trova documentato che essi partecipavano a due importanti cerimonie pubbliche: una era la processione, l’altra era la danza in tondo”.

E a proposito delle feste nelle attuali società matriarcali…

In Juchitán raggiunge l’apice del prestigio non chi ha più denaro, ma chi ha dato di più agli altri. L’economia locale non si fonda tanto sull’accumulo di ricchezze personali, quanto sulla condivisione dei beni, secondo criteri che premiano la mutualità. Questo tipo di “economia del prestigio” ruota intorno al rafforzamento del legame sociale grazie al festoso consumo collettivo dei beni, che anziché essere accumulati dai singoli individui, circolano come doni.

I festival del merito delle donne sono straordinari. In molte parti del mondo queste celebrazioni sono affare di uomini e le donne gli oggetti del loro onore. Ma non a Juchitán, dove le donne sono il soggetto, nonché le attrici, delle feste che si celebrano pubblicamente nelle strade. E così le feste hanno una funzione di livellamento; è questa la finalità del dono in un’economia basata sulla mutualità e l’equilibrio. In questo modo si riducono drasticamente le differenze tra ricchi e poveri: da una donna ricca ci si aspetta che dia di più, sia come ospite che come invitata».

Poiché il 1 aprile ci sarà la Festa di Comune, quale occasione migliore per celebrare i cinque anni di vita con una Danza circolare? Vi invito così danzare (cominciamo intorno alle 16)!

 

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1 risposta a “La festa, le danze e i cerchi”

  1. DANIELA DEGAN
    2 aprile 2017 at 09:06 #

    grazie a tutte e tutti per avere danzato!

    e grazie a Comune. Bellissima Festa!

    Qui di seguito riporto alcuni testi che ho utilizzato per il breve articolo sopra riportato.

    1) IL LINGUAGGIO DELLA DEA – Marija Gimbutas – Venexia – Le civette i saggi
    2) IL DIO DELLE STREGHE – Margaret A. Murray – Ubaldini editore
    3) LE SOCIETA’ MATRIARCALI – Heide Goettner-Abendroth – Venexia – Le civette i saggi

    Inoltre per chi volesse avere un nuovo sguardo sul mito e la spiritualità femminile:

    QUANDO DIO ERA UNA DONNA – Merlin Stone
    IL SENTIERO DELLA TERRA – Starhawk
    IL SENTIERO DELLA DEA – Phyllis Curott
    ILLUMINAZIONE APPASSIONATA – Miranda Show
    SANTE, DEE MARTIRI – TRA PAGANESIMO E CRISTIANESIMO – Elisa Ghiggini
    OSCURE MADRI SPLENDETI – LE RADICI DEL SACRO E DELLE RELIGINI – Luciana Percovich
    COLEI CHE DA’ LA VITA COLEI CHE DA’ LA FORMA – Luciana Percovich
    DONNE SCIAMANE – Morena Luciana Russo
    tutti editi da Venexia – Le civette i saggi – (collana curata da Luciana Percovich)

    LA DEA DELL’ANTICA BRITANNIA – MITI, LEGGENDE, SITI SACRI – Kathy Jones – Psiche 2
    IL RISVEGLIO DELLA DEA Il potere sciamanico delle donne. La via femminile alla guarigione – Vicki Noble – TEA libri

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