Crescere una figlia femminista

di Alessandra Magliaro*

Saranno pure ovvi ma fino ad un certo punto se un’icona femminista, la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, nata nel ’77 in Nigeria, con doppia nazionalità anche statunitense, si è sentita di metterli in fila e farci un libro di cui si parla già molto: Cara Ijeawele, Quindici consigli per crescere una figlia femminista, che Einaudi pubblica in contemporanea internazionale il 7 marzo. Del resto se le cose stanno cambiando, se sono cambiate rispetto al passato e lo saranno anche in futuro è solo con esempi, testimonianze ed educazione, di genitore in figlio, di madre in figlia. La scrittrice nigeriana, attivista – ha tenuto alle Nazioni Unite il discorso Nessuno è solo un rifugiato e un brano del discorso Dovremmo essere tutti femministi tenuto nel 2013 durante una conferenza TEDx è stato pubblicato da Einaudi ed è citato nella canzone Flawless di Beyoncè – è stata inclusa da Time Magazine nell’elenco delle cento persone piú influenti al mondo. Negli Stati uniti è molto nota, i suoi libri Americanah e Dovremmo essere tutti femministi sono dei best seller, era a fine gennaio alla marcia delle donne a Washington, ha vinto diversi premi ed è molto seguita sul suo blog oltre che nelle conferenze che tiene soprattutto in America, sua seconda patria. Il 7 aprile sarà alla quinta conferenza mondiale sul Black Feminism all’università del North Carolina e il 21 a Washington.

Allora ecco i quindici consigli.

1) La maternità è un dono fantastico, ma evita di definirti solo in termini di maternità. Sii una persona completa. “Mai chiedere scusa per il lavoro. Tu ami quello che fai, e amare ciò che si fa è un grande dono da dare a tua figlia’

2) Non essere perfezionista, condividi la cura dei bambini allo stesso modo. Chiedi aiuto. Pretendi aiuto. Non esistono le Superdonne.

3) Non dire mai a tua figlia che deve fare una cosa o che non la deve fare ”perché sei una femmina”. Perché sei una femmina non è mai una buona ragione. In nessun caso.

4) Attenzione al pericolo di quello che io chiamo Femminismo Lite, l’idea di una uguaglianza femminile al condizionale. Bisogna credere nella piena uguaglianza delle donne. Esempi? Una donna dovrebbe essere ambiziosa, ma non troppo. Una donna può avere successo, ma deve anche fare i suoi ‘doveri domestici’ e cucinare per il marito. Naturalmente una donna dovrebbe avere un posto di lavoro, ma l’uomo è ancora capo della famiglia.

5) Insegnale ad amare i libri. Se ti vede leggere, lei capirà che la lettura è preziosa. I libri l’aiuteranno a capire e mettere in discussione il mondo, la aiuteranno ad esprimersi e a capire quello che vuole diventare.

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6) Attenzione con le parole, il linguaggio è il repository dei nostri pregiudizi, le nostre credenze, i nostri presupposti. Se la chiami ‘principessa’ le stai indicando che un principe verrà a salvarla. Meglio ‘angelo’ e ‘stella’.

7) Mai parlare di matrimonio come una conquista. Trovare il modo di renderle chiaro che il matrimonio non è una conquista né è quello cui dovrebbe aspirare. Un matrimonio può essere felice o infelice, ma non è una conquista.

8) Insegnale a non porsi secondo simpatia. Non deve valere per questo ma per onestà, consapevolezza e umanità  

9) Insegnale ad essere orgogliosa della propria cultura di origine e a rispettarla

10) Incoraggiala a fare ogni tipo di sport, falla truccare se le piace. Non pensare che la fai crescere femminista respingendo la femminilità.  Il femminismo e la femminilità non si escludono a vicenda. 

11) Insegnale a mettere in discussione l’uso selettivo della nostra cultura della biologia come «ragione» per le norme sociali. Spesso usiamo la biologia per spiegare i privilegi che gli uomini hanno.

12) Parla con lei di sesso e inizia presto. Sarà probabilmente un po ‘imbarazzante ma è necessario.

13) Prova ad essere la madre a cui lei può parlare di tutto.

14) Fai attenzione a non trasformare gli oppressi in santi. La santità non è un pre-requisito per la dignità. 

15) Insegnale la differenza. Perché la differenza è la realtà del nostro mondo. E insegnandolo la stai dotando a sopravvivere in un mondo diversificato.

Il suo libro Dear Ijeawele (dedicato alla figlia avuta recentemente) nasce in risposta ad una lettera ricevuta da un amico d’infanzia che le chiedeva come far crescere femminista sua figlia. Chimamanda ne ha fatto una sorta di pamphlet diretto, divertente, assolutamente politico e ironico sulla cultura sessista dei nostri tempi, in fatto di disparità di generi e persino di vocaboli.

Cose scontate oggi come far giocare i bambini con gli stessi giochi e senza divisione di sesso, piuttosto che sugli abiti e i colori. Cose meno ovvie come la cultura radicalizzata secondo cui la carriera piena delle donne è rara, come fosse una concessione maschile. I quindici punti sono dunque una specie di slalom tra gli ostacoli che la cultura dominante mette contro la piena parità.

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* Caposervizio della redazione Spettacoli, Cultura e Media dell’agenzia Ansa. L’articolo di questa pagina è stato scritto per ansa.it. Noi lo pubblichiamo con il consenso dell’autrice, che si dice felice di fare Comune insieme a noi.

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