Piccola polis

Serve una capacità immaginativa diversa, dice uno dei fondatori dell’Universidad de la tierra, Gustavo Esteva, per creare un mondo nuovo, perfino mentre infuria la tempesta. E se cominciassimo da un apprendimento differente? Magari da una scuola in cui maestre e maestri si occupano non solo di didattica ma anche dell’aspetto relazionale dei più piccoli. Dove la didattica è basata su esperienze dirette, giochi, domande e immersione nella natura. Dove i bambini hanno anche la possibilità di scegliere tra diverse proposte (musica, danza, teatro, sport, lettura nella biblioteca, orto, laboratori…), dove le gite sul territorio permettono di appassionarsi di storia, geografia e scienze. Dove l’ozio è una cosa molto seria, quale spazio e tempo in cui sono i bambini e le bambine a proporre attività o ricerche di gruppo. E dove genitori e educatori collaborano insieme in “Giunte del buon governo”… Da Ostia a Varese, una scuola di quel tipo comincia a prendere forma. La scuola-azienda non è un destino già scritto
 

Foto: la Cascina Santa Brera di San Giuliano Milanese: la scuola in fattoria

di Paolo Mai*

Partirà il prossimo settembre ad Ostia Antica (Roma) la primaria “Piccola Polis”, un progetto nato da una collaborazione tra “L’asilo nel Bosco” e “Una scuola”. “L’asilo nel bosco” attivo ormai da quattro anni, propone una didattica in natura, basata sull’esperienza diretta e il gioco mentre “Una Scuola” è un manifesto pedagogico elaborato da due ricercatrici dell’università Bicocca di Milano, Monica Guerra e Francesca Antonacci che sarà oggetto di una sperimentazione anche in una scuola pubblica a Varese. L’idea è di costruire una scuola ispirata ad alcuni modelli virtuosi del passato ma attenta alle innovazioni pedagogiche.

In questa scuola non ci saranno, voti, pagelle e compiti a casa e non si ragionerà nell’ottica delle materie ma in quella di esperienze globali in grado di far lavorare il bambino nelle diverse discipline. Le ricerche delle neuroscienze dicono chiaramente che l’apprendimento nasce e si consolida allorquando i bambini, all’interno di una relazione amorevole con la maestra e con il maestro, ognuno nel suo tempo e col proprio ritmo, si approcciano ad esperienze che corrispondono al proprio interesse. Per questo motivo visto che la scuola è un luogo pensato per l’apprendimento abbiamo pensato a percorsi individuali e specifici per ciascuno dei nostri studenti.

L’asilo nel bosco di Ostia

La giornata ordinaria di una scuola straordinaria

Inizieremo con un gruppo di venticinque bambini della classe prima: nella prima parte della mattinata due o tre maestre si occuperanno di loro, concentrandosi sull’aspetto relazionale, su quello emozionale e sulla parte più propriamente curricolare. Le indicazioni ministeriali saranno per noi un orizzonte da seguire ma con una didattica basata sull’esperienza diretta, il gioco e la maieutica. In questo processo le domande saranno al centro, sia quelle che naturalmente i piccoli si pongono sia quelle che le maestre sapranno sollecitare in relazione agli obiettivi ministeriali. Si può imparare a leggere e a contare attraverso dei giochi e attraverso esperienze significative che sfruttando la partecipazione emozionale dei bambini garantiranno gioia e vitalità al processo di apprendimento. Nella seconda parte della mattinata dopo un giusto tempo per la merenda e il gioco libero saranno i bambini a scegliere tra diverse proposte: musica, danza, teatro, sport, lettura nella biblioteca, orto, lavoro con gli animali, sperimentazioni nel laboratorio scientifico o nella stanza della tecnologia. Le numerose gite sul territorio permetteranno ai bambini di appassionarsi di storia, geografia e scienze. Il pomeriggio invece sarà tempo dedicato all’ozio, inteso come spazio e tempo in cui saranno i bambini a proporre attività o ricerche di gruppo. Questo momento ci pare particolarmente importante visto che i piccoli di oggi hanno già giornate iperprogrammate e in questo quadro stanno smettendo di farsi una domanda fondamentale per essere felici: “Ma cosa mi piacerebbe fare?“. Mancando questa domanda perdono la capacità di gestirsi autonomamente e di tracciare il proprio originale e inimitabile processo di crescita.

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Ovviamente la natura sarà la nostra maestra preferita, l’asilo nel bosco ci ha mostrato chiaramente che nessuno più di lei riesce a mantenere viva la curiosità che è il motore principale dell’apprendimento e quindi il luogo che ci ospita è immerso nella natura, vicino al fiume, tra i campi coltivati e con diversi boschetti nelle vicinanze. Vicino a noi ci sono anche gli scavi archeologici, il castello e il borgo medioevale di Ostia Antica e anche questi luoghi saranno aule della nostra scuola.

L’innovazione sociale del progetto

Troppo spesso abbiamo come tendenza quella di lamentarci dello stato che non funziona, limitandoci a questo senza porre in campo azioni che possano migliorare la situazione. Noi pensiamo che qualora lo stato manifesti lacune la comunità abbia la possibilità l’opportunità e la forza per creare comunque qualcosa di bello. Noi consideriamo questo progetto “pubblico” nel senso etimologico del termine e cioè “appartenente al popolo”. La scuola statale offre un modello unico di scuola che non è detto piaccia a tutti, e per questo noi ne abbiamo immaginato un altro finanziandolo grazie alla comunità. Alcune famiglie daranno un contributo economico altre metteranno in campo le proprie competenze barattando e altri potranno partecipare gratuitamente. I progetti paralleli che attiveremo, come la formazione, le domeniche del bosco, le gite, le pubblicazioni serviranno per garantire la sostenibilità economica.

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Per noi uguaglianza non significa che tutti danno lo stesso ma che ognuno da quel che può, per questo, come accade nell’asilo nel bosco, alcune famiglie verseranno una quota sostanziosa che permetterà a chi non può finanziare il progetto di parteciparvi comunque. Siamo certi che questa formula, così come sta accadendo all’asilo nel bosco, permetterà di creare relazioni amorevoli ed efficaci all’interno della comunità. Il progetto sarà gestito da un’associazione in cui i genitori avranno un ruolo cruciale, l’organo esecutivo che abbiamo chiamato “Giunta del buon governo”( come le comunità zapatiste, che applicano la democrazia diretta) sarà composto per metà da famiglie e per metà da educatori. Insomma pensiamo proprio che una bella scuola sia possibile.

Per chi volesse saperne di piu’ venerdì 3 febbraio alle 17 faremo la prima presentazione del progetto presso l’asilo nel bosco. C’è anche una pagina Facebook: il sito www.asilonelbosco.com, un blog dove troverete il manifesto pedagogico, una mail : paolomai@asilonelbosco.com e un telefono 348 9332959.

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* Educatore, tra i fondatori dell’asilo nel bosco di Ostia. Ha aderito alla campagna Facciamo Comune insieme

 

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3 Risposte a “Piccola polis”

  1. Sarà Vincetti
    2 febbraio 2017 at 08:50 #

    Non è vero che nulla si muove.
    Per una scuola autentica, rispettosa, divertente, creativa e libera.
    Tutti i bambini hanno diritto a questa scuola.

  2. Concetta Cuscusa
    2 febbraio 2017 at 09:46 #

    Credo profondamente che questo tipo di scuola, sia l’unica a misura di bambino/a! perché, in questa metodologia c’è il rispetto tangibile del bambino reale e non del bambino/a immaginato/a… Così si arriva ad ottenere una futura società migliore!

  3. Giordana Szpunar
    2 febbraio 2017 at 09:48 #

    Credo sia un ottimo modo, forse il solo, per costruire una società realmente democratica.

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