Le molte strade della libertà

di Micòl Del Castillo*

John Holt, nel 1972, scriveva un libro dal titolo Freedom and beyond, mai tradotto che io sappia in italiano, in cui iniziava le sue riflessioni sull’educazione dicendo più o meno basta discutere della libertà… che un bambino (una persona in generale, direi io) impara meglio e più velocemente se è libera di scegliere cosa, come, quando, dove imparare è un dato di fatto. Ci sono già tanti studi in proposito; questo è stato dimostrato… andiamo oltre.

Nel 1972.

Viene da chiedersi perché nel 2017 esistono ancora scuole con programmi rigidi (nei fatti, anche quando non nelle intenzioni) uguali per centinaio di esseri umani diversi …

Io non me lo chiedo perché ho scoperto da tempo che la dimensione che include i ‘molti’ o i ‘tutti’ mi confonde. Da tempo ho capito che riesco a occuparmi di poche cose per volta.

E così ho deciso di soddisfare il mio bisogno di libertà licenziandomi dal ‘posto fisso’ (docente di scuola secondaria), trasferendomi in campagna e avvalendomi della possibilità data dalla legge di istruire i figli a casa.

Su scala più piccola, ho pensato, ce la posso fare; non cambierò il mondo ma proteggo il mio pezzetto di terra dalla monocoltura e i miei figli dalla monocultura.

Però la fisica quantistica, come la filosofia new age, ti dicono che non puoi cambiare un pezzettino senza influenzare il tutto… le onde viaggiano, le vibrazioni si scontrano con quelle di altra gente sulla strada, le persone fanno cortile parlando e sparlando, i social amplificano.

E così un giorno Gaia Anna e Lucio sono approdati a casa nostra per capire qualcosa in più sulla scuola familiare e ci siamo ritrovati dentro il loro documentario Unlearning (leggi Abbiamo bisogno di disimparare di Alessandra Magliaro) ma soprattutto all’interno di un dialogo intenso e uno scambio di punti di vista e competenze sempre attivo, nonostante la distanza fisica.

Anna, in un recente post su Facebook mi ringrazia pubblicamente per ‘avere cambiato il loro sguardo sui bambini; io se potessi mi ritrarrei timida di fronte al riconoscimento ma, in virtù dell’avventura condivisa, ho accettato di parlare della mia esperienza pubblicamente, in occasione del lancio del loro secondo documentario Figli della libertà che sarà proiettato in tante sale il 7 marzo.

Io porterò alcune riflessioni racchiuse in una conferenza dal titolo «Oltre la libertà» a Siracusa.

Cosa si tutela, oltre la libertà di imparare, con la scuola a casa? cosa si impara di diverso? cosa ci mette in difficoltà? cosa tocca le nostre ferite e il nostro senso di appartenenza? Cosa impariamo noi che ‘insegnamo’ se siamo liberi di non insegnare?

Sono anni che rispondo solo alle stesse domande, fatte con lo stampino e che iniziano con ‘ma è legale’? per proseguire con ‘e la socializzazione?’ e con varie declinazioni su ‘ li proteggi, non puoi tenere il mondo fuori’, ‘stai scegliendo per loro’. Ho proprio voglia di in dialogo più profondo, più vario e per questo s rivo queste righe.

Perché vorrei che il 7 marzo fossimo in tanti e spero che, supportati dal lavoro di Anna e Lucio, che di comunicazione se ne intendono, quando ci metteremo a parlare dopo il film potremo vivere momenti nutrienti per tutti, per chi ci crede, per chi no e per chi forse.

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* mamma, doula
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