La Colombia fermi i paramilitari

Almeno 120 persone uccise dopo gli accordi di pace tra lo Stato colombiano e le Farc. Quegli assassinii non sono affatto “casi isolati”, come sostiene invece il governo di Bogotà, pronto a mentire in modo spudorato sulla presenza, armata fino ai denti, e l’intensificata attività criminale dei gruppi paramilitari. Lo confermano in modo inconfutabile le testimonianze dirette che arrivano dalla Comunità di Pace di San José de Apartadò (qui trovate tutto quel che c’è da sapere) dove, ad esempio, lunedì 23 gennaio i paramilitari sono entrati in casa di una ragazza e l’hanno violentata. Un caso isolato? Non passa un giorno, in queste ultime settimane, in cui non vengano denunciate, da moltissimi testimoni colombiani e non, incursioni e minacce armate, prepotenze, abusi, intimidazioni, dimostrazioni spavalde di potere e impunità assoluti. Come e forse perfino più di quanto è avvenuto tragicamente in passato. La Comunità di San José, che in vent’anni di quasi tenace e dignitosissima resistenza pacifica ha conquistato fratellanza e solidarietà in tutto il mondo, lancia un grido di rabbia, dolore e di allarme. Non va lasciata sola (per coordinare le azioni di solidarietà scrivete qui nelly.bocchi@libero.it)

foto: http://www.redeco.com.ar

di Nelly Bocchi

Oggi 2 febbraio 2016 inizia ufficialmente a Bogotà, capitale della Colombia, il 16° Word Summit of Nobel Peace Laureates. E’ riconosciuto, a livello internazionale, come il più importante evento annuale nel campo della costruzione della pace. A San Josè di Apartadò però la pace non è mai arrivata, persiste la presenza di gruppi paramilitari che si autoproclamano appartenenti alle Autodefensas Gaitanistas de Colombia (AGC) e che stanno occupando sempre più rapidamente i territori lasciati liberi dalla guerriglia delle Farc. Armati, fortemente armati, minacciano la popolazione civile, tra cui i membri della Comunità di Pace che nonostante ciò, non rinunciano a denunciare, a denunciare una triste e drammatica verità: la guerra in Colombia non è finita, la violenza non è cessata, questo gruppo armato illegale nelle zone rurali è più presente che mai e non c’è ancora stata nessuna risposta da parte dello stato colombiano. Proprio quest’anno ricorrono i 20 anni dalla nascita della Comunità di Pace. “Stiamo facendo memoria di quanto successo nel 1997”, ripetono i contadini. Non lasciamoli soli. Nonostante le denunce pervenute al governo colombiano da parte anche delle Nazioni Unite, il ministro della difesa Villegas ha dichiarato che “in Colombia non c’è paramilitarismo”. E’ estremamente preoccupante che il governo colombiano non riconosca la presenza di gruppi paramilitari e che non abbia, al momento, dato le dovute garanzie ai difensori dei diritti umani in Colombia arrivati già alle terrificante cifra di 16 persone uccise dall’inizio del 2017.

I para militari violentano una minorenne in San José de Apartadó

La Comunità di Pace eleva un grido alla comunità nazionale ed internazionale per la grave situazione dei diritti umani alla quale è sottoposta quotidianamente la nostra comunità e la popolazione del nostro ambiente geografico e sociale, di fronte ad uno Stato che ha cessato di essere Stato, per convertirsi in una macchina di repressione sociale appoggiandosi al suo braccio criminale, ormai non più clandestino, ma pubblico, i paramilitari.

I fatti sono questi:
Domenica 22 gennaio 2017, verso le 7, un gruppo di paramilitari è entrato nel villaggio de la Esperanza, nella proprietà di Reinaldo Areiza. Non trovandolo, i para militari hanno detto che non tollereranno “nessun rospo” nella zona e chi non collaborerà con loro o se ne dovrà andare o morirà. Loro sono l’autorità nella regione, hanno aggiunto, avendo ricevuto l’approvazione della forza pubblica, con la quale stanno sviluppando progetti congiunti. I paramilitari hanno trattenuto la famiglia Muñoz per molte ore con ricatti e minacce, hanno inoltre mostrato un elenco di persone con le quali hanno detto di aver dei conti da regolare. Nell’elenco ci sono anche membri della nostra Comunità che abbiamo avvertito.

La stessa domenica, attorno alle 15, un contingente militare s’è presentato nel villaggio di Mulato Medio, nei pressi del campo sportivo per ribadire che non vogliono “rospi” nella regione e non permetteranno che si informi sulle azioni che portano avanti nella regione. Hanno inoltre detto che è stata programmata una riunione di comandanti paramilitari nella frazione la Esperanza per definire le linee da imporre nella regione, tanto sul piano politico che su quello militare ed economico ma anche sul controllo sociale che hanno concordato con la forza pubblica.
Lunedì 23, nel villaggio di la Hoz del municipio di San José de Apartadó, i paramilitari hanno violentato una ragazza, minorenne, in casa sua. E’ stata minacciata di morte qualora avesse provato a denunciare i responsabili.
Venerdì 27, verso le 6, un gruppo di paramilitari è entrato in casa di Diana Guisao e l’ha minacciata di morte in quanto familiare di un membro della Comunità di Pace. Le hanno mostrato una lista di persone da assassinare, nella quale comparivano nomi di membri della nostra Comunità di Pace del villaggio di pace “Luis Eduardo Guerra” nella frazione Mulato.

Lo stesso venerdì, verso le 8, un contingente di paramilitari ha fatto irruzione nel Villaggio della Pace, “Luis Eduardo Guerra”, insediamento della Comunità di Pace di Mulato, e vi è rimasto per oltre un’ora. Hanno fotografato i membri della comunità, annunciando che uccideranno i “rospi”, e che la popolazione civile è obbligata ad accettare la loro presenza nella zona. Hanno detto inoltre che stanno facendo un lavoro di infiltrazione e di rottura del rapporto e fiducia che esiste tra la popolazione civile della regione e la Comunità di Pace. Hanno aggiunto di essre armati di pistole e di avere a disposizione un vero arsenale di guerra per umiliare le famiglie della Comunità e “ridurre la polvere”. Questa incursione ha avuto luogo alla presenza degli osservatori internazionali.
Sabato 28, cinque paramilitari sono entrati nell’insediamento La Esperanza della nostra Comunità, hanno fermato per diversi minuti due persone per dire loro che non ammetteranno “rospi” nella regione e gli hanno intimato di lasciare la Comunità. Secondo le informazioni ricevute da residenti di quel villaggio, le rimesse ai paramilitari presenti nella zona sono aumentate. Provengono dalla città di Nuevo Antioquia, dove c’è la forza pubblica, ma lì nessuno vede, nessuno sente o dice niente sulla quantità di rimesse che le colonne di muli portano ai paramilitari.

Martedì 31, un gruppo di paramilitari che si aggira tra Mulato e la Resbaldosa sono entrati in diverse case dei contadini e hanno rubato galline vestiti e vari generi alimentari.

Mercoledì 1, una commissione umanitaria cui partecipavano membri della Comunità di Pace, accompagnata da organizzazioni internazionali, è stata sorpresa dai paramilitari mentre raggiungeva Mulato. Gli aggressori erano incappucciati e truccati, portavano armi a canna lunga marcate Autodefensas Gaitanistas de Colombia (AGC) . Verso le 19 un altro gruppo di paramilitari è entrato nel villaggio di pace ‘’Luis Eduardo Guerra’’, di propeità della Comunità. Gli uomini hanno detto che andavano dove avevano voglia, poi accortisi della presenza di internazionali si sono ritirati dopo aver chiarito che gli internazionali non sarebbero stati uccisi ma i membri della Comunità sì. Nella mattinata tre altri paramilitari erano entrati nell’insediamento di San Josecito cercando il leader della comunità. Non essendo egli presente si erano poi ritirati.

Giovedì 2 un altro gruppo è penetrato nella casa di un contadino di nome Wilmar per minacciarlo di morte. Stessa sorte, poche ore più tardi, è toccata a due famiglie della Comunità di Pace al Villaggio della Pace di Mulato.

La nostra comunità di pace, la popolazione civile della regione e la presenza di diverse organizzazioni internazionali che ci supportano sono stati testimoni dell’invasione, incursione e minacce dei paramilitari nelle ultime settimane nei villaggi nel comune di San José e nei nostri spazi di vita e lavoro comunitario. Il governo rimane sordo e muto davanti al clamore internazionale per la barbarie a cui siamo sottoposti senza compassione per la sua gente.

Nuovamente apprezziamo la solidarietà di molti e molte persone che da tutto il mondo ci sostengono con la loro incorruttibile forza morale e volontà di stare insieme davanti alla barbarie a cui siamo costantemente sottoposti.

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1 risposta a “La Colombia fermi i paramilitari”

  1. nelly bocchi
    6 febbraio 2017 at 11:50 #

    Purtroppo l’ esercito colombiano , senza dare nessun tipo di spiegazione, voleva detenere e farlo portar via in elicottero, Germán, il rappresentante legale della Comunidad, e il comandante ha chiaramente detto che NON faranno nulla contro i paramilitari . A breve uscirà il comunicato della comunità, che velocemente tradurremo e posteremo qui

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