Ogni giorno è nuovo mentre la vita scorre

Un capodanno memorabile è quello in cui le ore e i giorni e gli istanti scorrono fluidi come la semplicità che costruisce un naturale quanto straordinario vivere bene insieme. Per esempio a Panta Rei, un centro di esperienze essenziali, in ogni senso, a Passignano sul Trasimeno. Li hanno chiamati Festazione, i giorni che salutavano un anno per aprire il cuore e le braccia a quello che stava arrivando. Sono serviti a rendere meticci i sogni, a immaginare storie in cerchio e sotto la coperta, là dove si nascondono rami, foglie e pigne che danno vita a orecchie di renne, folletti, code di scoiattoli e diverse altre meraviglie…Tutto, intanto, scorreva con un passato, un presente e un futuro che facevi fatica a distinguere, perché nelle favole belle c’è un altro tempo della vita da raccontare e da inventare
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Foto Uri Noy-meir

di Ilaria Olimpico

Semplicità, natura, insieme, essenziale… Sono le parole che si fanno eco nelle risposte alla domanda: perché iniziare il nuovo anno a Panta Rei? Panta Rei, tutto scorre, un luogo che incarna l’espressione filosofica del divenire: divenire delle relazioni, divenire delle identità delle persone che passano, restano, partono, tornano, divenire delle modalità sempre in sperimentazione, divenire della natura intorno, divenire dei sogni individuali che si meticciano con sogni altrui, divenire invitando il futuro migliore che sta emergendo.

Per arrivare a Panta Rei, lasci nella strada dissestata cio’ che e’ facile e scegli cio’ che e’ semplice. Entri nella veranda-serra e subito sei avvolto dal tepore, in questa giornata fredda ma assolata di fine 2016. Dalle vetrate lungo tutto il corridoio, il tuo sguardo puo’ scendere fino alla quiete del lago Trasimeno, correndo giu’ per la collina tra querce spogliate e alberi sempreverdi. Una bimba di neanche tre anni ti porta a vedere il pannello che spiega il ciclo delle acque a Panta Rei, dallo scarico alla fossa imhoff, dalla vasca di fitodepurazione al laghetto, fino allo scarico di nuovo e cosi’ via.

Ti accolgono e ti dicono che la tua stanza e’ Profondita’ (oppure potrebbe essere Fiducia, Rugiada, Madre Terra o Lavanda) o forse sei sistemata per dormire alla Buona Terra, la Fattoria Didattica appena piu’ sotto sulla collina, perche’ quest’anno siamo tantissimi! Se sei venuta gia’ almeno una volta, sei di casa, sai che puoi scrivere il tuo nome sull’adesivo e attaccarlo al bicchiere, sai dove inserirti per dare una mano a cucinare, a lavare i piatti o a sperimentarti con le bambine e i bambini che sono gia’ in giro dappertutto.

Se e’ la prima volta che arrivi, ti guardi intorno e trovi che ogni cosa e’ costruita con un intento pedagogico. Lo spazio e’ educante di per se’. Nella sala palestra alcuni quadrati dei muri lasciano vedere paglia e terra impastati, un rettangolo nel pavimento in legno lascia vedere i tubi che scorrono di sotto. Se un gruppetto di bambini e bambine si forma nella veranda-serra, vedi iniziare un piccolo cerchio di storie con Ilaria, letture o racconti che nascono improvvisati da sotto la coperta, dove si nascondono rami, foglie e pigne che danno vita a orecchie di renne, folletti e code di scoiattoli.

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Anche il programma a Panta Rei e’ nel flusso. E’ un programma non programma in cui le attivita’ sono proposte su un pannello con i dati essenziali (ad esempio: Riequilibrio energetico, 1 ora e 30’, referente Gianpaolo) e il gruppetto di persone interessate concorda giorno e orario per realizzare l’attivita’. Puoi seguire Irene che inizia il tour di Bioedilizia, potrai associare allora Panta Rei alla storia della Fenice, che rinasce dalle ceneri, perche’ e’ da un incendio che nasce il sogno di recuperare il ricovero invernale degli animali che e’ diventato la struttura principale e il fienile, attuale dormitorio. Panta Rei è stato ed è un cantiere permanente, un organismo in costante evoluzione, dove continua l’attivita’ di formazione e pratica sull’abitare sostenibile.

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Qui dove tutto scorre, Terra/materia e Anima/relazione rompono il dualismo. Dalle tecniche di costruzione in terra cruda passi a una sessione di Yoga con Bernardo dal Messico o con Claudia. Qui dove tutto scorre, passato, presente e futuro non sono poi cosi’ separati, la casa Panta Rei ha integrato l’acciaio delle vecchie strutture zootecniche del passato e gli intonaci in terra cruda della ricostruzione, e il futuro che emerge e’ visualizzato nel laboratorio di Presenza sociale e Lavoro che riconnette con Uri e Deborah.

Mentre la maggioranza delle persone durante la sera del 31 gioca a tombola, qui nella sala grande dove si mangera’, puoi prototipare un gioco in cui si vince solo se nessuno perde. Dopo una partita, sono i bambini a spiegare ai genitori incuriositi la tabella a spirale dove puoi scegliere di essere Costruttore di Ponti, Pioniere, Signora dei Draghi o Maga/o. Intanto, se fossi un adolescente potresti essere invitato/a a giocare una partita di Royal Clash (giocando con le parole di un noto videogame) con Tina e Ilaria che intrecciano giochi della Ludopedagogia e del Teatro dell’Oppresso con ritmo, movimento, risate e creativita’.

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Durante il cenone, assaggi le tartine con la crema di erbe spontanee che hai imparato a riconoscere, o almeno hai iniziato a riconoscere, durante il percorso con Gica. E poi si balla, da zero a cento anni. Concerto jazz con la band di Stefano e la meravigliosa voce di Fatimah. E se finora non te ne sei accorta, stai tornando bambina, te ne accorgi durante lo spettacolo per bambine e bambini di Soledad “Il naso d’argento” mentre canti “lava, lava, insapona, insapona, strizza e strizza”. Qui siamo una comunita’ di bambini e bambine e genitori da zero a cento anni che si educano reciprocamente.

E poiche’ sei parte di una comunita’ educante, partecipi al laboratorio di condivisione sulla genitorialita’ con la mamma di Anita e Isabel e la mamma di Noa. Ogni gruppo di lavoro ha due cartelloni, uno con le Intuizioni e uno con le Domande in sospeso. Le tematiche sono tantissime: genitorialita’ diffusa, regole, modalita’ di apprendimento, cura delle emozioni, coltivare i propri sogni. Puoi fare una passaggiata fino all’orto sinergico e ritrovarti in una scena delle avventure di Tom Sawyer. Una banda di ragazzini e ragazzine dai 10 ai 18 anni sono al laghetto con canne, rami e tronchi. A giocare. A crescere.

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E se ancora vuoi conoscere la storia di Panta Rei, puoi crearla con gli altri tra immaginazione e ricordi nel cerchio narrativo con Ilaria, dove attraverso le foto storiche degli anni ’90 e parole come Conflitto, Strega, Relazioni, puoi diventare narratrice della storia che scorre.

 

Info: Panta Rei

Email associazione@pantarei-cea.it

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