Questo è il momento di alzarsi in piedi

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di Marco Arturi

L’uomo che vedete nella foto qui sopra si chiama Cedric Herrou e vive a Breil sur Roya, un villaggio al confine con l’Italia, più precisamente con l’entroterra di Ventimiglia (qui l’archivio delle notizie sulle lotta con i migranti nella cittadina della provincia di Imperia). È un contadino ed è sotto processo per avere dato aiuto e ospitalità nei mesi scorsi ad alcune centinaia di profughi (molti dei quali bambini e bambine) costretti, visto l’ormai celebre blocco di Ventimiglia, a tentare clandestinamente il passaggio in cerca di una vita migliore.

È accusato di favoreggiamento e rischia cinque anni di carcere e una sanzione economica pesante. Qualche giorno fa di fronte a un giudice di Nizza ha rivendicato le proprie azioni affermando che è giusto trasgredire le leggi davanti alla disperazione e che continuerà perché “questo è il momento di alzarsi in piedi”.

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La notizia, che ha cominciato a fare il giro di mezzo mondo – è comparsa anche sulle pagine del New york times (qui articolo e video, Farmer on Trial Defends Smuggling Migrants: ‘I Am a Frenchman’) – è ignorata dai media italiani per ragioni che sono davvero difficili da spiegare se non mettendo in dubbio la libertà, l’indipendenza e la buona fede della stampa in questo paese, forse condizionata o forse distratta da questioni come il maltempo, le stronzate di Saviano oppure le liti tra Partito democratico e grillini. Sia come sia, pubblichiamo questa notizia per chiedervi di seguire e diffondere una vicenda esemplare in un momento nel quale i migranti vengono dipinti come un’emergenza nazionale e continentale con il chiaro fine di distogliere l’attenzione da altre questioni.

Cedric Herrou non va lasciato solo (il giudizio sul caso di Herrou è previsto per il 10 febbraio), come non vanno lasciati soli i migranti che hanno l’unica colpa di essere nati dalla parte sbagliata del mondo: o stiamo con loro o stiamo con chi è impegnato a diffondere il terrore, l’egoismo e l’intolleranza. E allora sarà troppo comodo dire “non è colpa mia”.

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9 Risposte a “Questo è il momento di alzarsi in piedi”

  1. Paolo Piacentini
    7 gennaio 2017 at 08:54 #

    Questo è un uomo. Bisogna raccontare anche queste storie di piena umanità perché davanti alla disperazione dei nostri fratelli non ci sono scusanti e l’indifferenza ci rende tutti colpevoli. In questo caso il problema non é la discussione su come affrontare il tema complesso e globale dei fenomeni migratori, qui stiamo parlando di una persona che per salvare altre vite disperate rischia 5 anni di prigione, questo dal punto di vista umano non è accettabile. Io sono con lui

    • adriana
      7 gennaio 2017 at 15:26 #

      Sono d’accordo con te Paolo, non possiamo lasciarlo solo…..ma che fare?

  2. 7 gennaio 2017 at 11:29 #

    Non si può ammettere o pensare che nella società odierna un uomo, degno di questo nome, possa essere condannato per aver semplicemente messo in atto la sua”umanità”, intesa nel senso più puro del termine!

  3. 7 gennaio 2017 at 15:02 #

    Prima o poi, per ognuno di noi ci sarà il momento del coraggio!

    PARTIRE E’ NON MORIRE
    (ai fratelli migranti)

    Forse anche noi siamo partiti
    senza destinazione?
    Siamo in viaggio
    e non lo sappiamo!
    Chissà se l’amore stremato
    ha rinunciato allo spasmo
    salvifico di abbracci e parole?
    Ci affidiamo a vele rattoppate
    e barconi di gomma,
    avvinghiamo la paura
    come unica compagna.
    Confidiamo in nuove mappe
    di umana misericordia.
    04/2016©Guglielmo Loffredi

  4. giuseppe
    7 gennaio 2017 at 15:59 #

    NON C’è ALMENO UNA PETIZIONE DA SOTTOSCRIVERE ?

  5. Giusy
    8 gennaio 2017 at 00:42 #

    Chi ha suggerimenti concreti?

  6. Francesca Stelletti
    8 gennaio 2017 at 09:57 #

    Qui e’ dove potete firmare La petizione
    http://www.mesopinions.com/petition/justice/abandon-toutes-charges-retenues-relaxe-dric/27173

  7. carlo
    10 gennaio 2017 at 13:27 #

    Credo che il modo migliore sia oltre che la petizione ( a nessuno si nega una petizione ), un reale aiuto, se è un agricoltore o allevatore si lanci una richiesta d’acquisto dei suoi prodotti o si faccia una sorte di adozione a distanza della sua fattoria, come sostegno concreto e mutuale, fateci sapere e troviamo la forma migliore e più concreta di aiuto e sostegno.
    Un saluto Carlo

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  1. imperia un arci caMAlli e socialità un solo giorno? FORZA ARCI GUERNICA /Cimento invernale, oggi a Imperia si sono tuffati in 250 – Imperia notIZIE" chiappet E SATIRA's ect.. - 7 gennaio 2017

    […] QUESTO È IL MOMENTO DI ALZARSI IN PIEDI L’uomo che vedete nella foto si chiama Cedric Herrou e vive a Breil sur Roya, al confine con l’Italia. È un contadino ed è sotto processo in Francia per avere dato aiuto e ospitalità nei mesi scorsi ad alcune centinaia di profughi (molti dei quali bambini e bambine) costretti, visto l’ormai noto blocco di Ventimiglia, a tentare clandestinamente il passaggio in cerca di una vita migliore. Rischia cinque anni di carcere e una sanzione economica pesante. Qualche giorno fa di fronte a un giudice di Nizza ha rivendicato le proprie azioni dicendo che è giusto trasgredire le leggi davanti alla disperazione e che continuerà perché “questo è il momento di alzarsi in piedi”. Di lui si parla da giorni in tutto il mondo, ma non in Italia… Ci date una mano? “Cedric Herrou non va lasciato solo – scrive Marco Arturi -, come non vanno lasciati soli i migranti…” LA NOTIZIA COMPLETA http://comune-info.net/…/cedric-herrou-questo-e-il-momento…/ […]

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