Non abituarsi mai alla violenza indicibile

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(da Modi di vedere, di John Berger, critico d’arte, scrittore, poeta ribelle e pittore degli ultimi) (1926-2017)

“C’è, nell’introduzione inglese di un libro recente della scrittrice indiana Arundathi Roy, Power Politics, una lunga prefazione di Berger, cui l’autrice dedicò, anni fa, il romanzo Il Dio delle piccole cose, riconoscendo nella sua figure di scrittore che non teme l’impegno politico un maestro e una guida. In quelle pagine le parole dell’uno si intrecciano a quelle dell’altra, in un dire a due che si propone come un possibile modo di abitare l’individuale tempo di vita. Ecco la loro proposta:.

2082974Essere pienamente vivi nel nostro mondo così com’è.

Mettersi vicino a coloro per i quali questo mondo è diventato intollerabile e ascoltarli.

L’unico sogno che vale la pena di vivere è vivere finché si è vivi

e morire solo quando si è morti.

Cosa significa esattamente?

Amare. Essere amati.

Non dimenticare mai la propria insignificanza.

Non abituarsi mai alla violenza indicibile

e alla volgare disparità della vita che ci circonda.

Cercare la gioia nei luoghi più tristi,

inseguire la bellezza là dove si nasconde.

Non semplificare mai quello che è complicato

e non complicare quello che è semplice.

Rispettare la forza, mai il potere.

Sopratutto osservare. Sforzarsi di capire.

Non distogliere mai lo sguardo.

E mai, mai dimenticare”.

(dall’introduzione di Maria Nadotti del libro Modi di vedere, di John Berger, a cura di M. Nadotti)

 

DA LEGGERE

Se non si hai mai letto niente di John Berger, “Modi di vedere” può essere un buon inizio

Tra i suoi libri pubblicati in Italia, segnaliamo G. (Neri Pozza), Festa di nozze (Saggiatore) e le raccolte di saggi Questione di sguardi (Saggiatore), Sul guardare (Bruno Mondadori), Modi di vedere (Bollati Boringhieri, che ha anche pubblicato Qui, dove ci incontriamo) e Capire una fotografia (Contrasto) e Rondò per Beverly (Nottetempo).

jb

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1 risposta a “Non abituarsi mai alla violenza indicibile”

  1. 3 gennaio 2017 at 06:46 #

    Anche il suo modo di scrivere, indica che voleva
    essere un uomo che ascolta e parla con tutti coloro
    che sono oppressi, senza mai rinunciare al suo
    alto rigore intellettuale.
    Viveva in un paesino nel cuore dei Pirenei
    per stare vicinoal cuore del Mondo

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