La Taverna dell’asilo nel bosco [foto]

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Abbiamo indossato un paio di scarpe comode pronte a sporcarsi con un po’ di fango, appuntato il nome della strada da raggiungere, avvolto i biscotti e il ciambellone fatti in casa e siamo partiti. La Taverna comunale all’asilo nel bosco di Ostia è cominciata così, con la consapevolezza che quell’angolo di campagna romana non è solo un asilo per cinquanta bambini ma un riferimento importante per una comunità in cammino con tanti e tante, non solo a Roma.

Cos’è una Taverna comunale lo abbiamo detto più volte – un pranzo o una cena con cui sostenere l’esperienza di comunicazione indipendente di Comune, accompagnato da conversazioni e iniziative con cui mettersi in gioco in modi diversi -, ma in realtà lo scopriamo ogni volta insieme a chi la promuoviamo. All’asilo nel bosco lo abbiamo scoperto con i bambini e le bambine che hanno partecipato ai laboratori di autoproduzione preparati con molta cura da Giordana (per tornare a casa con dentifrici, ammorbidenti, scrub naturali), hanno manipolato l’argilla per fare e disfare, hanno accarezzato asini e cani, si sono affacciati da una casetta sull’albero, hanno giocato tra pozzanghere, piante e molti gatti.

Naturalmente anche i piatti caldi del pranzo (pasta con il pomodoro, minestra di patate, fagioli e scarola, gateau di patate da applausi) sono stati gustati all’aperto.

Dopo il caffè i più grandi si sono ritrovati a mettere in comune racconti e punti di vista su come le esperienze nascenti di asilo nel bosco (oltre trenta in tutta Italia, nati anche grazie ai fantastici incontri promossi quasi ogni fine settimana a Ostia) sono in primo luogo piccole comunità che si ostinano a volere cambiare il mondo. Soltanto nel Lazio, oltre ad Ostia, sono stati già avviati asili di questo tipo a Lanuvio, Frascati e, a Roma, al Parco della Caffarella. Ma a Roma altri potrebbero presto nascere alla Pisana (associazione Bimbi in natura) e a Garbatella (associazione Io Sono).

Durante la conversazione è stato spiegato perché gli asili nel bosco sono esperienze in trasformazione continua che mettono al centro il contatto con la natura e l’ascolto dei bambini, che cercano soprattutto la partecipazione dei genitori e del territorio, tanto che ad Ostia la comunità che mette insieme genitori ed educatori si chiama Giunta del buon governo, per richiamare la straordinaria storia di autogoverno delle comunità indigene zapatiste, mentre a Lunuvio la mensa è autogestita dai genitori che a turno preparano il pranzo per tutti i bambini. Si è ragionato anche del perché queste comunità non aspettano interventi dall’alto e accettano la sfida di allargare i confini di quella che viene definita legalità e di come cercano ogni giorno di dimenticare il tempo scandito dall’orologio per vivere un tempo dilatato e liberato (a quest’ultimo tema è dedicato il quaderno Ci vuole il tempo che ci vuole, qui scaricabile).

Nell’introduzione de “L’asilo nel bosco” (edizioni Tlon), tra l’altro, si legge:

“La scuola come luogo aperto al mondo… in dialogo costane con esso e disponibile alle sue provocazioni non è una meta irraggiungibile. I percorsi indispensabili per tagliare questo importante traguardo richiamano il senso pieno di qualsiasi intervento che voglia guadagnarsi il valore di educativo: educare ad amare il mondo e, con ciò, restituire il mondo ai bambini e i bambini al mondo. In questo l’educazione naturale si manifesta nella complessità del suo impegno pedagogico, ma anche nelle sue potenzialità politiche. Si tratta… di riconoscervi un potenziale dirompente rispetto al ruolo che come educatori e insegnanti si sceglie di avere nei confronti dei più giovani. Su questo l’asilo nel bosco sta costruendo la sua biografia… Senza la pretesa di farsi modello per altri, ma con la generosità di raccontarsi perché altre esperienze possano ripensare ai propri modelli. Una scuola di maestri contadini e di contadini maestri, che passo dopo passo connette i bambini con la natura e l’educazione con il mondo”.

Una giornata piacevole e intensa, insomma, come confermano le foto qui raccolte. Martedì 20 dicembre è in programma la prossima Taverna comunale (una cena in un altro pezzo bellissimo di campagna romana dentro la città, la Tenuta della Mistica di Capodarco) ma l’entusiasmo emerso a Ostia ha già cominciato a prendere una forma diversa, magari quella di una grande Festa di Primavera.

 

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