Aleppo. Lo sguardo oltre le parti

Si può simpatizzare con lo scetticismo arabo nei confronti del Rojava pur essendo consapevoli dell’eredità storica del sistematico razzismo e sciovinismo contro i curdi siriani. Si può esser solidali con i rifugiati senza ignorare la dimensione socio-economica che permette solo ad alcuni di partire e costringe gli altri a restare. Si può essere contro la guerra, l’interventismo armato ed il commercio di armi ma allo stesso tempo riconoscere che l’auto-difesa e la lotta armata per la sopravvivenza è un’innegabile realtá (vedi Kobane). Si può odiare l’Isis senza essere anti islamici e islamofobi. Si può lottare contro l’islamofobia senza silenziare i popoli del Medioriente non musulmani che sono critici e a volte si battono contro l’Islam. E così via.

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di Dilar Dirik

Si dice che la veritá è sempre la prima vittima della guerra. E’ quanto mai vero, soprattutto guardando alla propaganda che arriva da ogni lato dopo la caduta di Aleppo che rappresenta l’ultimo episodio del calvario siriano degli ultimi anni. Sono disgustata dal semplicismo, dal dogmatismo delle idee e, in alcuni casi, dall’assoluta assenza di decenza morale nelle analisi e pseudo-analisi su cosa sta accadendo ad Aleppo, in Siria e più in generale in Medio Oriente.

Sin dall’inizio la guerra in Siria è stata infarcita di propaganda e di veritá fabbricate artificialmente, ma quello che molte persone senza alcuna connessione con la regione stanno urlando dalle loro poltrone pseudo rivoluzionarie è grottesco e spregevole. Alcuni creano fantasie imperialiste, altri si congratulano apertamente con il regime assetato di sangue di Assad NEGANDO i suoi crimini di guerra, altri ancora pensano che i ribelli siano una esercito di angeli che meritano un entusiastico e incondizionato sostegno, altri si voltano semplicemente dall’altra parte abbandonando ogni speranza per i milioni di civili coinvolti in questa guerra. E non sto parlando dei media mainstream ma di persone di sinistra!

Troppe affermazioni immorali sono state fatte in questi giorni. E’ particolarmente violento vedere tante persone “illuminate” e “progressiste” negare con vemenza il bagno di sangue causato da Assad e dall’esercito siriano dipingendolo come il diavolo migliore come fossero loro ad aver perso intere famiglie per mano di questo dittatore fascista. Analogamente dove erano tutti coloro che oggi tifano per Aleppo quando i ribelli usavano armi proibite a livello internazionale contro la popolazione civile nel quartiere a maggioranza curda di Sheikh Maqsoud? Queste persone o vivono in un mondo fantastico o non hanno rispetto per l’umanitá. E se qualcuno vi dicesse che E’ POSSIBILE avere una visione dannatamente complessa, realistica, moralmente sostenibile sulle cose semplicemente rimanendo una persona onesta, mentalmente aperta, preoccupata ed attiva per la quale l’obiettivo non è “avere ragione” ma la giustizia e la libertà per questo paese martoriato dalla guerra, rispettando le “voci dinamiche” che arrivano dalla Siria?

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Non avete bisogno di avere posizioni impeccabili perchè questa è semplicemente una scelta irrealistica in questa guerra a meno che non decidiate di non sporcarvi mai le mani, di fare un passo indietro e godervi lo spargimento di sangue. Questo significa che si può essere Anti-Assad senza fare apologia per altre forme fascismo statale e non. Si può essere dalla parte della rivoluzione senza asserire che tutti i ribelli sono innocenti difensori dei diritti umani. Si può sostenere che lo spirito rivoluzionario iniziale è stato successivamente sequestrato dai jiadisti e dalle potenze regionali e dalle dinamiche internazionali senza cadere nella narrativa di Assad sostenendo che una vera opposizione non è mai esistita. Si può riconoscere che anti-imperialismo significa essere contro ogni forma di imperialismo e non solo contro quello più odiato.
Si può stare dalla parte del Rojava senza disprezzare i rivoluzionari siriani e negare la loro esistenza. Si possono sostenere i rivoluzionari siriani genuinamente democratici anche se non hanno un progetto politico organico o abbastanza donne o idee radicali nelle loro strutture.

Si può simpatizzare con lo scetticismo arabo nei confronti del Rojava pur essendo consapevoli dell’eredità storica del sistematico razzismo e sciovinismo contro i curdi siriani. Si può esser solidali con i rifugiati senza ignorare la dimensione socio-economica che permette solo ad alcuni di partire e costringe gli altri a restare. Si può essere contro la guerra, l’interventismo armato ed il commercio di armi ma allo stesso tempo riconoscere che l’auto-difesa e la lotta armata per la sopravvivenza è un’innegabile realtá (vedi Kobane). Si può odiare l’ISIS senza essere anti islamici e islamofobi. Si può lottare contro l’islamofobia senza silenziare i popoli del Medioriente non musulmani che sono critici e a volte si battono contro l’Islam. E così via.

Ma la cosa peggiore è l’ipocrita e ignorante commentatore on-line non organizzato in nessun gruppo che non ha niente da perdere fabbricando stronzate e incitando ancora di più alla divisione e alle ositilità! Smettetela con le vostre analisi politiche prive di etica e decenza umana! Persone come voi sono la ragione per la quale il mondo si sta trasformando in un inferno in terra.

Libertà per il Rojava – Libertà per una Siria libera, democratica e multiculturale!

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Traduzione per Comune di Caterina Amicucci

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2 Risposte a “Aleppo. Lo sguardo oltre le parti”

  1. Piero Manconi
    21 dicembre 2016 at 19:16 #

    Si può essere per la democrazia contro l’autoritarismo di un regime dispotico senza invocare l’intervento esterno dei cosiddetti esportatori di democrazia. Si può essere contro l’intervento esterno di chi arma, addestra, finanzia mercenari non siriani e giustificare l’intervento in aiuto del regime legittimo rappresentante del popolo da parte di stati alleati come Russia e Iran. Si può combattere fino al sacrificio della vita i tagliagole e decapitatori senza per questo chiedere un comportamento da martiri. Nella guerra di Spagna un generale fellone si ribellò al legittimo governo repubblicano, intervennero a suo supporto gli stati fascisti e nazisti con truppe di volontari sul terreno, attacchi e bombardamenti aerei, i volontari della libertà e della democrazia accorsi in aiuto non ebbero il supporto necessario dall’Urss che non volle o non pote’ fare di più. I paesi democratici, la Francia, l’Inghilterra, gli Usa non mossero un dito e la Spagna democratica fu sopraffatta dal fascimo. L’anno dopo iniziò il secondo conflitto mondiale. In Siria avviene una guerra sporca, anche se tutte le guerre sono sporche, questa lo è tanto di più perché le sue motivazioni non sono solo endogene ma prevalgono e la determinano nella sua ferocia da volontà e interessi esterni. Se non si parte da qui e da una rivalutazione del diritto internazionale con una condanna delle ingerenze esterne non se ne esce. Al massimo si può ripetere il canovaccio libico ma in quel caso non ricordo pianti o lamenti per l’immane dolore della popolazione ancora alle prese con uccisioni, angherie sofferenze inaudite. In Siria la soluzione libica per adesso è scongiurata, ma la strada per una ricomposizione pacifica del conflitto è ancora lontana, almeno fino a che le potenze esterne non mollino la presa! Dopo di che dovranno essere il popolo siriano a trovare la strada per ina Siria indipendente, democratica, multireligiosa e multiculturale.

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