All’Oltrarno facciamo da noi

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di Miguel Martinez

Siamo un’associazione di famiglie dell’Oltrarno fiorentino, che da tre anni gestisce, a titolo gratuito e grazie a una convenzione con il Comune, uno spazio molto particolare, il cosiddetto “Giardino Nidiaci”.

Un’area donata novant’anni alla popolazione del quartiere perché diventasse un ente che rispondesse al “concetto di educazione popolare, con particolare riguardo all’infanzia”, e difeso tenacemente dalla popolazione contro la speculazione immobiliare.

Si tratta di un grande giardino, dietro la Chiesa del Carmine, che ha la particolarità di essere insieme pubblico e non aperto a tutti: l’ingresso è infatti riservato ai bambini, alle famiglie e a chi svolge qualche attività nel giardino, e quindi si presta molto bene al rafforzamento della vita comunitaria delle “genti di San Frediano e Santo Spirito” di ogni età e provenienza, tanto che senza volerlo, siamo diventati un modello per molti in città.

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Oggi vogliamo raccontare una piccola storia, che speriamo possa essere di interesse per altri perché tocca il tema più importante dei nostri tempi: i rifiuti (leggi anche Centinaia di medici: No all’inceneritore, ndr).

Nel giardino, i rifiuti si buttano tutti insieme – panini mangiucchiati, pannolini usati e pile esauste – in sacchetti di plastica che stanno in grandi bidoni scoperti di metallo. Su cui ci piove, producendo un’interessante brodaglia vagamente rossiccia che finisce per bucare poi i sacchetti stessi. Nella totale indifferenza dei frequentatori: per capire cosa siano i rifiuti, devi trovarti a pulirli in persona, dopo di che si cambia la tua visione del mondo intero.

Trattandosi di uno spazio pubblico, il tutto viene raccolto da una cooperativa che lavora per conto della Quadrifoglio, la potentissima ditta parapubblica che si occupa del prodotto principale di Firenze, che sono alla fine appunto i rifiuti.

Trovando la cosa non solo puzzolente, ma soprattutto diseducativa nei confronti dei tanti bambini che frequentano l’area, abbiamo chiamato il Quadrifoglio (grazie a una talpa che ci ha passato il numero segreto del centralino, introvabile su Internet, e ci ha passato anche il nome di una persona da contattare).

Succo del dialogo:

“Potete fare la raccolta differenziata al giardino?”.

“No, noi non facciamo raccolta differenziata!”.

“E se ci pensassimo noi a differenziare i rifiuti, potreste darci i bidoni?”.

“Noi non diamo bidoni! Ma se voi comprate i bidoni, a spese vostre, e differenziate a cura vostra, noi possiamo regalarvi degli adesivi da mettere sui bidoni, a patto che venite alla nostra sede a prenderveli”.

Abbiamo capito perfettamente il messaggio, e così abbiamo organizzato una grande festa, per educare i bambini e le famiglie a differenziare i rifiuti, con giochi, laboratori di riciclaggio e tante altre attività.

Per la prima volta abbiamo messo fuori quattro sacchetti: plastica, organico, carta, indifferenziato. Abbiamo distribuito a tutti piatti compostabili (sembra carta, ma va nell’organico!).

E quasi tutti hanno capito, nonostante la gran bolgia di gente che c’era.

Il risultato è stato questo:

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I due reprobi seduti a sinistra sono, rispettivamente:

i rifiuti indifferenziati (e puzzolenti e pieni di moscerini e con il sacchetto bucato che sgocciola una sgradevole roba rossiccia) che erano già nel bidone, prima della festa l’indifferenziato raccolto durante la festa stessa.

I buoni ( o quasi) a destra sono, carta, plastica, organico, riciclati.

Non abbiamo fatto prove di peso, ma a occhio il risultato è clamoroso: su sette sacchetti che fino al giorno prima sarebbero andati nell’indifferenziato, noi con una fatica minima, siamo riusciti a differenziarne cinque. Anzi, cinque su sei, visto che il sacchetto numero uno risale a prima della festa.

Tra le tante persone che sono venute, abbiamo raccolto da noi i fondi per comprare i bidoni coperti e differenziati; una di noi è andata a comprarli e portarli al giardino, dove li abbiamo trionfalmente installati.

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E siccome tutti si lamentano perché “non ci sono soldi”, a missione compiuta, abbiamo telefonato alla cooperativa con una proposta: voi vi riprendete i grandi bidoni scoperti e indifferenziati, che vi faranno sicuramente comodo altrove; venite meno spesso al giardino e quando ci venite lavorate di meno, portando via soltanto l’indifferenziato. E in cambio ci fornite tanti sacchetti di plastica.

Vediamo cosa risponderanno. Ma siamo sicuri che gli adesivi del Quadrifoglio, non ce li mettiamo sui nostri bidoni.

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4 Risposte a “All’Oltrarno facciamo da noi”

  1. andrea
    8 novembre 2016 at 10:49 #

    Bravi!!!!
    Sarei ora curioso di far leggere l’articolo ai capoccioni del Quadrifoglio.
    Questo è un piccolo ma significativo esempio di NON collaborazione con i cittadini.
    Metto la mano sul fuoco che sarebbe successo lo stesso a Roma, dove vivo.
    I bambini di oggi sono i Dirigenti del domani, meditate gente, meditate…!

  2. ASTRID HOVSTADIUS
    12 novembre 2016 at 15:09 #

    BRAVISSIMI!

    INIZIARE DAI BAMBINI!
    Ottimo!
    Per completare l’opera io porterei i bambini a spiegare ai nostri ristoratori in piazza tasso che a pochi metri esiste la raccolta differenziata (viale petrarca angolo tasso) che quindi non buttino più nell’indifferenziata cartoni e quant’altro! che rende la piazza ancora più sudicia!

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