Una moneta nuova di zecca per Barcellona

Servirà a incentivare il commercio di prossimità e a sostenere le fasce più deboli della popolazione, la nuova moneta che, dalla prossima primavera, potrà circolare in via sperimentale nei quartieri della periferia nord della metropoli catalana. Se l’esito sarà soddisfacente, la moneta – sostenuta dall’amministrazione di Ada Colau – arriverà all’intera città. Una scelta coraggiosa ma niente affatto isolata in Catalogna e in tutta la Spagna

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di Stefano Caffari

A partire dal 2017, Barcellona avrà una moneta locale sostenuta dall’amministrazione comunale. L’annuncio si inserisce nel quadro del piano di stimolo* dell’economia sociale e solidale varato dalla giunta di Ada Colau, che investirà 24 milioni di euro in tre anni. L’introduzione di una nuova moneta era presente nel programma elettorale della neosindaca; i dettagli tecnici del progetto non sono ancora noti, ma i  “Colaus” (come qualcuno ha già battezzato la futura moneta barcellonese) serviranno ad incentivare il commercio di prossimità e a sostenere le fasce più deboli della popolazione.

Il progetto pilota partirà entro la prossima primavera nei quartieri periferici del quadrante nord della città (noto come “asse del Besos”) e coinvolgerà nel complesso un migliaio di famiglie. La sperimentazione sarà finanziata dai fondi europei del programma Urban Innovative Action. Se l’esito sarà soddisfacente, l’esperimento verrà esteso all’intera metropoli catalana entro il 2019. In tutto lo Stato spagnolo, la sperimentazione “dal basso” di  monete sociali e locali è un fenomeno consolidato: da Siviglia a Bilbao, da Madrid a Girona, decine di realtà promosse da collettivi, associazioni di cittadini, reti di imprese tentano di dare una risposta ai danni provocati dal capitalismo globalizzato partendo dagli strumenti monetari.

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La realtà catalana è particolarmente vivace: da due anni esiste l’Espai de Coordinació de Monedes Socials*, una struttura di coordinamento che punta a mettere in rete le numerose esperienze spontanee sorte sul territorio regionale. Le monete sociali che vi aderiscono sono messe in grado di inter-operare su basi non speculative e nel rispetto della sovranità di ciascuna comunità. ll coinvolgimento attivo da parte delle amministrazioni locali catalane invece, è un fenomeno più recente, in relazione con quanto avviene al di là dei Pirenei e in altre realtà europee. Un esempio interessante è quello di Santa Coloma di Gramenet*, città di 118.000 abitanti della cintura barcellonese, dove nel 2017 entrerà in circolazione una moneta locale ispirata al Bristol Pound. Il regolamento di utilizzo della moneta ha già ricevuto l’approvazione del Banco de España.

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Da gennaio Il Comune convertirà in moneta locale il 50% dei trasferimenti destinati alle associazioni che aderiranno alla sperimentazione. Entro la metà del 2017, i dipendenti comunali che lo vorranno potranno ricevere fino al 30% del salario in moneta locale, da spendere nella rete di esercizi commerciali aderenti al  circuito. La moneta di Santa Coloma di Gramenet è convertibile in euro in qualsiasi momento, ma prevede una tassa di ossidazione del 5% per chi decide di convertirla prima di 45 giorni dall’emissione. In questo modo, l’amministrazione comunale spera di sostenere l’economia locale e il commercio di prossimità.

Per info:

*www.economiasolidaria.org/files/plaAltresEconomies.pdf

* www. monedasocial.cat

* www.gramenet.cat/es/temas/con-las-personas/moneda-local/

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