Se la cura della terra unisce tutte e tutti

Abbiamo bisogno di riempire di nuovi significati la parola ecologia. Dobbiamo farlo con mezzi adeguati come ad esempio il gioco, il dono, i saperi delle donne, lo yoga, l’arte, ovviamene il contatto con l’ambiente naturale… Abbiamo bisogno di vivere qui e ora il tempo del buen vivir, di fare dell’ecologia prima di tutto un sentimento. Su questi temi, le donne di Artò hanno avviato un ciclo di incontri a Perugia con il progetto “Habit@: EcoCustodiAttiva”

img_0833

di Elena Bussolotti

“Habitus è un ‘anziano’, un uomo che ascolta, ascolta il sapore-odore del vento; che guarda le nuvole e sa che tempo farà; che pensa al villaggio-tribù in cui è cresciuto, in disparte, e medita sulla saggezza. Vive come una tartaruga e un fiume di conoscenza accompagna le sue orecchie, la gioia del suo sentire e la stanchezza dei suoi scoraggiamenti. Cerca soluzioni per la Pace tra i popoli, che si perdono nelle differenze, nelle rigidità con cui nominano e ‘posizionano le cose’. Vive sulle montagne, suona un flauto, e quando le genti dei villaggi lo cercano, usano un fischietto molto acuto, e lui si prepara, e scende alla roccia. Ascolta e beve il succo di un frutto raro, che scalda, osservando i disegni e i vortici del fumo. Poi disegna e mentre lo fa parla, mentre dà, dà un parere e si racconta una storia. Gli incontri finiscono sempre con fave di cacao e sorrisi.

Viva è una donna che abita dall’altra parte del Mondo, che lui conobbe ragazzina, ma che per motivi dinastici e di salute vive lontana, aspetta che trovino per lei una cura, alla sua malinconia, il suo male di vivere, la sua apatia indotta da regimi asfittici che non la fanno respirare. Lei è sensibile alle guerre, alle carestie, alle barriere, all’insensibilità che impera intorno, a causa di falsi miti e di lontananza dalla ‘terra sulla Terra’, all’indifferenza, tra simili, e non.

Gli amici cercano una cura per lei e un giorno le arrivano all’orecchio le storie felici di Habitus, proprio quel ragazzo grande che le aveva regalato quel frutto il cui sapore è l’unica fonte della sua sopravvivenza psicofisica, che lei coltiva nel suo chiostro, dove cura le sue piante con tutto l’amore della sua anima bella, corrucciata da labbra all’in giù. Sente che ogni storia che ascolta la fortifica, sente che vuole scrivergli, che vuole contribuire al flusso vivificante che la ristora, e allora trova il modo, ed insieme inventano nuove habitudini, giuste prassi, che diventano radicamento e gioia di contribuire al.. buon Habitus! E passò del tempo, ci furono difficoltà, ma quando Viva riabbracciò Habitus sul suo volto c’era uno splendido sorriso… e nacque Habit@.”

13680546_10208638842802917_4547280848128257177_n

ARTò presenta il progetto Habit@: EcoCustodiAttiva, che nasce dal connubio di due pubblicazioni Cesvol, ‘NaturalMenTeSi’ (Quaderno 4 del Volontariato, di Elena Bussolotti-Perugia) e ‘Piena di Sole’ (di Silvia Imperi- Terni, Presidente di Artò), arricchito dall’educatrice e assistente Sociale Pamela Ercolanelli e da Sylvia Santucci, educatrice ambientale e artista.

Vogliamo con questi incontri fornire spunti, dialogo ed azioni di cittadinanza attiva ed ecocittadinanza, per un presente più consapevole e di buone prassi, per un futuro più concretamente a misura di “Umanità e Natura”.

Invitiamo a trascorrere insieme del tempo scandito da buen vivir, per puntare l’attenzione sul fatto che certamente la Terra sia un bene comune, la cui salute e cura ci unisce tutte e tutti, al di là di ogni altro interesse e che può essere veramente un ‘sentimento’ che rinsalda i legami sociali e anche la ‘molla’ che senza dubbio può attivare in ognuno, anagraficamente piccolo o grande, la consapevolezza di essere parte di un organismo vivo, che ci regala nutrimento e che abbisogna di riconoscenza. Daremo grande spazio alla qualità dell’incontro attraverso l’elemento ludico, il Gioco, poiché esso fornisce l’humus totalizzante per i piccini (coinvolti negli appuntamenti in laboratori dai tre ai tredici anni), ma anche per i grandi, che hanno bisogno di ridefinire alcuni Paradigmi (come ci insegnano chiaramente gli asili del bosco), per poterli accogliere come ‘guide’, come ci dimostrano ogni giorno.

Portando esperienze personali di ricerca e dono, accoglieremo noi tutti l’Altro che incontreremo, con un oggetto e/o un pensiero per noi significativi per la nostra esistenza, partecipando ad incontri mensili alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni, che accoglie le vestigia del mai avvalorato abbastanza Aldo Capitini, costruendo sentieri di Pace ed Ascolto.

Il mio contatto con i saperi della natura e della sua cultura artigianale, etica e filosofica parte da un’esperienza di mentoring con Antonella Pugliese di Acquasanta, che mi ha offerto un contraddittorio sui temi che stavo studiando in educazione degli adulti e sviluppo di nuove strategie educative, nel Master in Consulenza Pedagogica in cui mi stavo addottorando. Nasco in un contesto paesano, contadino, di ascolto di racconti ed ho lavorato ad una pubblicazione sul mio paese d’origine, ‘Cetona900’, uscito nel 2010 Anno del Mezzadro, che mi ha reso profondamente ‘partigiana’, poiché trattava di lotte contadine, di antichi e perduti saperi, modi di raccontarli.

Oggi sento che il sapere delle donne, le tante che ho ascoltato anche in quel lavoro, che detenevano conoscenze erboristiche che oggi hanno un profondo ruolo nel nostro quotidiano (e menomale), sento che è un patrimonio che va rispettato, in quella pedagogia della spiegazione e non dell’imposizione che ci è propria, con un occhio, ma anche un orecchio ed un cuore di riguardo. Un sapere che va ascoltato è anche quello dei ragazzi che hanno tanto da dire, da proporre, nella collaborazione con chi ha qualità più matura. Va ascoltato e amato, va annaffiato con speranze. Le speranze che mi danno le mie colleghe: Pamela Ercolanelli, Silvia Imperi, Sylvia Santucci, (ma ci sono anche Lucia Nunzi, Cinzia Vitali, Donatella Cabras, Carmelita Taborgna, Lucia Magionami, Margherita Bellini, Daniela Amoretti, Gabriella Marsilli, Paola Settimi, Roberta Mele, Raffaella Sole, Paola Pandolfo, Gesi Belardi, Sandra Fuccelli, Adele Caprio, Irene Bonzi…).

ecostodia

Le donne, che ci insegnano a riconnetterci tutti ad un’economia etica, al valore di una società orizzontale, in cui hanno senso reale parole come ‘Io Ecologico’, Ecosistema, Ecosofia, Ecocentrismo; ed è proprio qui (anche a sorpresa, perché mi è partita la penna) che probabilmente sta una grande chiave di volta, come ci ha tramandato l’amico e maestro Mario Bolognese, diffondendo le considerazioni di Luce Irigaray, quando nel nostro incontro con lui quest’Estate, lavorando su EcoMuseo, EcoGenealogia ed EcoPoesia a Tavola diceva:

“Quanto è importante ridefinire l’uso di un linguaggio, ridonare alle bambine la loro centralità non facendole diventare bambini, loro non sono contente..; e anche le donne, sono forse uomini? Meglio parlare di Umanità allora, di Genere Umano; è più corretto..”.

Oppure meglio fare come in Spagna, che si usa la @ per non caratterizzare, appunto, il genere, per non banalizzare. Il nostro primo incontro, il pomeriggio del 25 Novembre, cadrà proprio nella Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e saremo in collegamento con le manifestazioni in corso, grazie anche a Vocinsieme, il coro della Casa delle Donne di Terni, che ci omaggerà del ‘Canto de Oxum’, grazie ad Anna Maria Civico, e faremo quindi quella Rete EcoArtistica che tanto riteniamo in grado di smuovere acque stagnanti e piuttosto puzzolenti di trascuratezza, che invece possono essere rivitalizzate.

Ad agosto sarà con noi anche Francesca Rosati Freeman con il suo prezioso documentario sulla Società Matriarcale Moso e poi, andando a farci realmente caso, abbiamo una grande prevalenza di donne pacifiche ed accoglienti, ma non per questo remissive e poco tenaci, nel tenere saldo il senso ed il nucleo della propria ricerca artistica, filosofica, terapeutica e scientifica.

img_1074Avremo la Geodanza, lo Yoga di Trasformazione sociale, un Percorso innovativo sull’alimentazione, Festeggeremo l’acqua, omaggiandola nella sua Giornata Mondiale il 22 Marzo e ospiteremo un Laboratorio- officina teatrale che assomiglierà ad un coro greco, ed il 2 Dicembre festeggeremo i nostri amici ‘Alberi’, fonti di nutrimento e protezione, con uno spettacolo ludico e di interazione musicale con Claudio Massimo Paternò e Virginia Romagnoli.

Abbiamo cercato nella stesura del programma di offrire degli elementi che fossero utili ad una mutua formazione, che è sempre meno valorizzata, a favore di una gerarchia folle che annulla il dialogo, che pure si svolgerà nel rispetto e nella comprensione, al fine di dar spazio a Nuovi Valori, tra cui la Valorizzazione delle singole e singolari competenze, per generare Ottimismo (Laniado).

Tra ecosofia (Casa della Conoscenza) ed ecopsicologia, in cui la Natura è protagonista insieme all’Io e l’Altro, facendo anche da Mediatrice, da Madre e da ‘abbracciona’, cercheremo di fornire un percorso artistico, facendo agire il ‘mago’ che è in noi (In- Me- Mago-Agere) e dando impulsi e stimoli che possano essere utili nel farsi riconoscere in se stessi e nelle proprie attività, nell’aiutarci a comprendere la nostra peculiarità di individui, la nostra scintilla, che è preziosa, ancor di più se aiutata, messa in rete, sospinta a migliorarsi, per essere condivisa ed interconnessa alle altre.

Vorremmo così rinsaldare quei legami sociali che Aldo Capitini tanto curò e che ha fatto sì che nella città di Perugia siano rimasti i CVA (Centri Vita Associata), che accolgono tutt’oggi attività importanti per la Comunità. Come la Cittadinanza Attiva, l’EcoCittadinanza e l’EcoCustodiAttiva si intrecciano con la DanzaMovimentoTerapia? Ce lo spiegherà Alba Giovanna Anna Naccari presidente della Scuola di DMT ad indirizzo Simbolico ed Antropologico, nel suo intervento Venerdì 25 Novembre dalle 17 alle 19 alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni, un vero Paradiso Perugino, con orto e giardino.

Può l’Ecologia diventare ed essere un sentimento effettivo?

Sappiamo dalla letteratura (Buber) che la prima relazione si attua con la Natura e che “Il vero vivere è incontrare”, e allora forse in un qualche modo possiamo definire l’Ecologia un sentimento, poiché sappiamo anche da studi scientifici che

“… Esiste una grammatica morale anche negli animali. Secondo lo psicologo-filosofo Jonathan Haidt dell’Università della Virginia (Stati Uniti), l’istinto a rifiutare la violenza è presente anche nelle scimmie “reso” (il cui genoma è identico per il 98 % al nostro) le quali, piuttosto che tirare una catena che dà loro il cibo ma provoca una scossa alla scimmia vicina, rinunciano al cibo. È vero che il gene della bontà non è stato ancora scoperto, ma il senso del bene e dell’altruismo è iscritto nei nostri geni.” 

Citazione da Umberto Veronesi (1925-2016) di Camillo Coppola interagendo sul Gruppo FB Ecocustodiattiva.

uid_1317a528116

Dovendo scegliere tra il cibo con violenza e la salute dei compagni, scelgono la salute, quindi possiamo dire che dentro i nostri geni c’è la non belligeranza ed allora dobbiamo ascoltarla e cercare nuove vie. Il nostro aver interagito da umane ed umani, nel tempo, con la Natura, trasformandola, ci porta a prenderci oggi le nostre responsabilità e a far sì che ciò che abbiamo intorno rimanga in vita, preservando i cicli virtuosi e riducendo la produzione consumistica, che crea quel surplus e quell’eccesso (studiato in etnografia ed universalmente condannato) che poi va smaltito, amplificando i danni..

Ma questo è un tema che fa parte della seconda parte del progetto, quando in Giugno, chiameremo la biologa Elvira Tarsitano a parlarci di ‘EcoCittadinanza Attiva’, esperienza Pugliese, il cui manifesto Vi portiamo qui di seguito,

“Educati a vivere il proprio ambiente come una componente essenziale alla stessa esistenza, i cittadini che partecipano alla vita collettiva sviluppano competenze, cultura, interessi e flessibilità mentale e diventano a loro volta risorsa e patrimonio delle proprie città.

La lotta alla povertà e all’esclusione sociale passa anche attraverso la sostenibilità ecologica e socio- economica. Se riusciremo a ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività quotidiane e a diminuire i consumi, potremo permettere a tutti gli abitanti del pianeta di poter vivere e, non solamente, a cercare di sopravvivere!”

L’Ecologia può diventare per noi un sentimento effettivo solo attraverso un percorso etico- artistico (R-Eti-Co-Artistico), secondo la nostra esperienza, che accresceremo insieme grazie alle nostre relatrici e relatori e ai partecipanti, facilitando un sentiero che stimoli creatività e qualità della presenza, dando un impulso creativo alla Sostenibilità.

 

“Siamo fatti di stelle

tu e io, pensaci

miliardi di atomi

saltellano nel nostro sangue

si accalcano nelle nostre colleghe, indaffarati

si svegliano al nuovo giorno

organizzati dal Dna in ossa,

nervi, pelle, denti e capelli,

forza ragazzi, azione, MUOVIAMOL@!

La vita sta chiamando ora

ci troviamo di fronte

tu sei lì e io sono qui

ognuno di noi pieno di stelle

siamo stati concepiti

milioni di anni fa

nella ruggente fucina

di qualche Sole agitato

che ansimava, moriva e scagliava

tutto quell’idrogeno, ossigeno,

carbonio e altri scarti

che ruotavano nello spazio in attesa,

raccogliendosi su questa roccia ospitale

come acqua, pietra e molte cose

minuscole e contorte che si collegano

si nutrono, crescono e si trasformano

si evolvono fino a noi. Eccoci,

voci ancestrali di stelle dentro di noi

si chiamano una con l’altra

da una nostalgia profonda, sono qui

vieni a casa, vieni a casa.”

(Manitonquat- Medicine Story)

 

 

 

Tags:, , , , ,

2 Risposte a “Se la cura della terra unisce tutte e tutti”

  1. 20 dicembre 2016 at 17:14 #

    Congratulazioni dottoressa Elena Bussolotti !
    La poesia proveniente da:<>
    l’ho denominata <>
    In altra occasione avevo intuito giusto, e quindi ribadisco il detto.
    Ad maiora semper !

    • 20 dicembre 2016 at 18:10 #

      ERRATA CORRIGE.
      La poesia proveniente da: ” Manitonquat- Medicine Story ”
      l’ho denominata ” FIGLI DELLE STELLE “

Lascia un commento