Lettera alle mie amiche

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di Claudia Pepe*

Sono senza lacrime, sono senza voce per urlare, sono una ragazza trascinata sotto la soglia della pudore. Io sono quella ragazza che soffre di epilessia, una malattia che colpisce una persona su cento ed è stata immortalata da telefonini assassini da persone immorali e ripugnanti. Erano mie amiche, me lo dicevano e io ci credevo.

Io, una ragazza come tante, una ragazza normale, quindici anni studentessa a Torino. Qualche volta ho delle crisi ma se vengo assistita, mi passano e torno a vivere come tutti quanti, come tutte le persone del mondo. Vi credevo amiche, credevo nella vostra empatia, nel vostro sapermi vedere con occhi che non conoscono cinismo, indifferenza, freddezza e disprezzo. Io vi credevo amiche. Ma riaprendo gli occhi dal mio viaggio convulsivo, ho saputo che mi avete ucciso. Non fisicamente ma nell’anima. Io che ero stata affidata a voi per assistermi se mi sentivo male. Ma adesso penso che forse l’aspettavate i miei spasmi per divertirvi della mia incoscienza.

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Care amiche, mi avete deriso, mi avete immortalato con i vostri cellulari mentre sbavavo, o mi mordevo la lingua, mi avete paragonata alla figlia di Fantozzi, mi avete trapassato lo spirito, il mio soffio vitale, la mia energia, la mia vita. Sapete anche io, ma forse voi questo non pensavate fosse possibile, ho le mie passioni, le mie emozioni: rido, piango, sogno, sento il calore e la forza, la disperazione e la nostalgia. Io non sono come voi, io ho qualcosa in più. Amo la mia vita perché è unica e irripetibile, incomparabile ed eccezionale, a volte particolare ma rara. Vi siete fatte i selfie con i miei momenti, con i miei attimi, con quei minuti che diventano lampi di differenza tra la mia vita e la vostra malvagità.

Vi hanno dato tre giorni di sospensione per svolgere volontariato e con questo vi sentirete con la coscienza pulita. Ma adesso mi chiedo: cosa spetta a me, per essere stata schiacciata e annientata come un mozzicone di sigaretta da calpestare perché si smorzi velocemente senza lasciare traccia. Penso ai vostri genitori, alle vostre scenette natalizie da famiglie del Mulino Bianco, ai vostri sorrisi con i nonni e le zie orgogliose di cotanta baldanza. Penso a che adulte diventerete, in che vuoto educativo e sentimentale siete state cresciute. Penso, mentre vedo i miei genitori che con tanta dignità e intelligenza non hanno sporto denuncia nei vostri confronti, che i vostri genitori e voi stesse, avete risparmiato sull’educazione e investito nell’ignoranza. Penso che futuro avrà questo pianeta popolato da ragazzi che dovrebbero rivoluzionarlo e non capiscono che l’Educazione che impariamo a Scuola dovrebbe finire quando la vita finisce.

Ma la società sa solo puntare il dito sugli insegnanti colpevoli di non aver saputo sorvegliare, entrare nelle menti di persone bacate, di non aver saputo riconoscere occhi che amano la meschinità, da occhi che riempiono le stanze da finestre aperte. L’emergenza educativa è a livelli altissimi e allarmanti, ma i Dirigenti sanno solo accontentare genitori pronti a tutto per difendere l’indifendibile, vogliono valutare gli insegnanti su progetti che non riguardano il rispetto degli uomini. Per loro l’educazione è il rispetto delle regole. Non si rendono conto che le famiglie sono assenti e nel loro vuoto colmato da porte chiuse, stanno creando esseri deformi, orribili mostri condannati a una vita che li condannerà per sempre a un canone inverso.

I vostri genitori non hanno capito che fare i figli è procreazione, educarli e crescerli è creazione. Sviluppare la mente è importante, ma sviluppare una coscienza è il dono più prezioso che i genitori possano fare ai figli. Mia madre e mio padre mi hanno donato la consapevolezza e un’anima. I vostri, forse hanno provato, forse credevano di donarvi la compassione e un’interiorità. A voi per avermi spacciato per una scimmia, vi hanno dato tre giorni di sospensione, a me è stata riservato l’ennesimo dolore per una vita ancora così giovane. L’amicizia è una cosa importante ma senza l’educazione si vola sempre in senso contrario. E voi nel senso contrario troverete sempre i miei occhi che forse vi aiuteranno a capire che l’essere umano non lo è, fino a quando non venga educato alla luce.

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* insegnante

Pubblicato su un blog di Lettera43.it (e qui con il consenso dell’autrice)

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6 Risposte a “Lettera alle mie amiche”

  1. Evelyn
    4 maggio 2016 at 09:54 #

    Hanno l’anima malata loro, le tue amiche, che non sanno guardare con il cuore, che non sanno cos’è il rispetto, l’amicizia, l’empatia. Sono loro le vere vittime, vittime di un sistema che ci vuol far credere che va bene essere egoisti, malvagi, le varie telenovele ce lo insegnano ogni giorni, i politici si comportono cosi ed è proprio questo il problema che abbiamo in questo mondo che ruba l’anima, sfrutta gente, natura, animali. Sono parte del problema loro e sei parte della soluzione tu. Ti auguro che le ferite alla tua anima guariscano presto, ma so che sarà cosi e che incontrerai gente che la vede come te, come me, perché ci sono, e diventiamo sempre di più e insieme costruiremo il nuovo mondo. Sto con te.

    • giusi
      4 maggio 2016 at 12:35 #

      Sei una ragazza straordinaria. Hai detto tutto
      e chissa’ cosa potrebbe riservare la vita alle tue sedicenti amiche.
      Tira dritto…credi in te..sei troppo forte e esempio per tanti.
      Ciao
      giusi

    • carolina
      12 luglio 2016 at 23:52 #

      Veramente nessuno nel mondo è a salvo della epilessia,si puo presentare in qualsiasi momento della vità e di qualsiasi maniera e posto …uno deve rimanaere con la mente in alto senza ascolttare alle altre persone che loro sono le vere vittime… Nel mio caso io vado avanti senza ascoltare alle persone che ti dicono cose che ti colpiscono,solo dimenticare e andare avanti e controllare con la medicina….nel mondo ci sono molte persone che ce tengono…Ti consiglio non lasciarti vincere e andare avanti come tutti… ti racconto il caso d un signore,stava caminando ubriaco e poi è caduto e si ha colpito la testa con una pietra,e adesso tiene epilessia ( tutto è sucessod un momento al altro,subito ),…. sai io ti lascio il mio numero di telefono mi piacerebbe avere amicizia con persone con epilessia. 3664042261… carolina..di torino T invio molti saluti..

  2. 5 maggio 2016 at 14:19 #

    giovane fanciulla non c’è bisogno di avere amici furbi, per essere completi .
    un difetto lo possiamo avere tutti:piccolo o grande.
    ho visto un filmato che faceva dipendere le crisi da fasi del FLUSSO SANGUIGNO !
    SE VUOI altre informazioni chiamami
    3883292141

  3. Cinzia Baggio
    6 maggio 2016 at 09:50 #

    Carissima Claudia, ti capisco. Per motivi di salute pure io sono stata derisa tutta la vita, anche da sconosciuti incontrati per strada di sfuggita.
    Ne ho sofferto tantissimo, fino a quando non ho capito che per questa gente devo provare compassione. Vera compassione.
    Chiusi nell’estrema solitudine del loro cuore atrofizzato, asfittico come il loro cervello, credono in una loro presunta “perfezione” rispetto a chi è stato segnato dalla vita in qualche modo.
    Ma sono e resteranno degli infelici, non riusciranno mai a godersi la vita, andranno sempre alla ricerca di ciò che gli manca, senza mai rendersi conto che mancano a se stessi.
    Chi come noi viene segnato da difficoltà e sofferenze, invece, impara l’amore che loro con conoscono affatto, incapaci come sono di guardarsi in uno specchio che li mostra per ciò che sono: mostri, esseri deformi che passeranno questa vita senza lasciarsi dietro niente di buono.
    Spero per loro, per tutti loro, che qualcosa, qualcuno, qualche episodio della loro misera esistenza, farà loro aprire gli occhi e “vedere” la verità della loro banale, insipida pochezza.
    La vita ci segna? E noi segnamo la vita col nostro passaggio, amando e aiutando anche chi non sa proprio farlo, lasciando dietro di noi un sorriso.
    Si dice che ciò che gli altri ti fanno, è il loro karma, mentre come reagisci è il tuo.
    Credo molto in questa filosofia e la metto in pratica continuamente.
    Credimi, carissima, è un ottimo scudo contro la stupidità e la squallida malevolenza che animano questi emeriti imbecilli.
    E alla fine, in ogni caso, sarà la vita stessa a chiedergliene conto.
    No, non invidio affatto la loro presunta e millantata “normalità”.
    Sono solo dei poveri infelici e provo per loro una vera, sincera compassione. Nessuna ironia.
    Tu sei forte, sai amare, sei compassionevole, hai una famiglia che ti ha insegnato l’amicizia, la tolleranza, la speranza.
    Abbi pietà per loro, destinati ad una sofferenza perenne che nemmeno sapranno riconoscere, e che li tormenterà tutta la vita. Mi fanno davvero tanta pena.
    Ti abbraccio di cuore, certa che la tua forza e la tua bontà ti faranno sempre camminare a testa alta sopra il loro pantano.
    Ti auguro ogni bene possibiel e immaginabile.

  4. patrizio
    6 maggio 2016 at 10:45 #

    Ciao Claudia,le cose che dici sono,purtroppo,dietro ogni angolo,hai tutta la mia solidarietà ed il mio apprezzamento per la persona che sei , averne di persone forti,sensibili ed intelligenti come te .
    Credo che la vita ti ricambierà con un regalo che tu sola meriti .
    ti abbraccio Patrizio

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