Cut up, parole di libertà

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di Rosaria Gasparro*

Dopo aver tagliato parole e frasi da giornali e riviste, le sistemiamo in piccoli gruppi sui tavoli. Ci divertiamo ad accostarle, ad allontanarle, a svelarne legami sconosciuti. A cercare la parola che ci serve. Vivono di vita propria le parole. Ne scopriamo la forza creatrice che fa a meno delle nostre idee prestabilite, che fa a pezzi schemi e stereotipi. E sono le parole che s’inseguono, si cercano, suonano per conto loro. Si fanno poesia e siamo noi a sorprenderci di ciò che viene fuori. Un ulteriore di senso e di bellezza che ci travalica. Che c’interroga.

Posso vivere?
Possiamo fare qualcosa?
Una mappa di valori comuni
Accoglienza e amicizia
Ogni luogo
Un posto giusto.

Serve del bene necessario
Il coraggio che parla
Pensa la fuga dalle guerre
Il vuoto delle stelle
Vola
Prepara una vita buona.

Benvenuti
Ai ragazzi che sbarcano
In fuga dalla battaglia
Noi
non ci
spaventiamo

Una parola dolce: fratello
Con te sconfiggo
Tutte le mie paure.

Con gli altri
…noi vogliamo
rimboccarci le maniche
e costruire qualche cosa.
E se ognuno fa qualche cosa
allora si può fare molto…

(Continuate a leggere nelle foto)

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* maestra in una scuola pubblica di San Michele Salentino (Brindisi)

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2 Risposte a “Cut up, parole di libertà”

  1. Silvia Bazzocchi
    1 aprile 2016 at 19:45 #

    Su questo tema e in generale sul lavoro a scuola con i giochi di parole, leggete, se si trova ancora “I draghi Locopei” di Ersilia Zamponi (Einaudi), un libro di tanti anni fa, ma ancora validissimo.
    Buon divertimento!

Trackbacks/Pingbacks

  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 31 marzo 2016

    […] Dopo aver tagliato parole e frasi da giornali e riviste, le sistemiamo in piccoli gruppi sui tavoli. Ci divertiamo ad accostarle, ad allontanarle, a svelarne legami sconosciuti. A cercare la parola che ci serve. Vivono di vita propria le parole. Ne scopriamo la forza creatrice che fa a meno delle nostre idee prestabilite, che fa a pezzi schemi e stereotipi […] […]

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