Come abbiamo fatto condannare Chevron

Quell’avvocato può raccontare di quando, nel 2005, si sedette in un’aula giudiziaria di New York con una cartellina nella quale teneva la documentazione raccolta per difendere gli indigeni della provincia amazzonica di Sucumbios. Si batteva contro le decine di legali della terza impresa degli Stati Uniti, Chevron-Texaco, accusata di aver avvelenato un’intera regione e la gente che l’abitava per trent’anni senza alcun limite, una catastrofe ecologica 30 volte superiore a quella provocata dalla Exxon Valdez. Lui però aveva un vantaggio, ha raccontato, non doveva inventare nulla, poteva limitarsi a dire quel che era avvenuto. Il 10 e l’11 dicembre, alla Biblioteca Giovenale di Roma e alla Statale di Milano, l’avvocato ecuadoriano Pablo Fajardo racconterà l’inaudita normalità criminale di quella devastazione e la grande lotta che l’ha portata a conoscenza del mondo ottenendo anche il maggior risarcimento mai riconosciuto nei disastri ambientali, 19 miliardi di dollari, poi ridotti a 10 nel 2013. Con Fajardo, ci sarà uno dei grandi protagonisti di quella lotta: Humberto Piaguaje, dirigente indigeno secoya e coordinatore dell’associazione delle vittime del petrolio. Una straordinaria occasione per parlare di come possa essere possibile fermare la corsa verso l’autodistruzione della vita sul pianeta e della chiusura della Cop 21 di Parigi

EcuadorOilPitTheChevron

di R. C.

Due tappe italiane per il “Tour europeo dei Diritti”, con due autorevoli testimoni nei giorni del Vertice di Parigi sui Cambiamenti Climatici.   Il 10 e l’11 dicembre a Milano e Roma saranno presenti in incontri pubblici e con la stampa due importanti rappresentanti delle battaglie per i diritti umani e dell’ambiente. Dall’Ecuador due protagonisti: Humberto Piaguaje, dirigente indigeno Secoya e coordinatore della UDAPT l’Associazione delle vittime del petrolio, con Pablo Fajardo Mendo  avvocato e difensore nel processo Chevron/Texaco.   Organizzati dalla “UDAPT Italia – Siamo Amazzonia”, gli appuntamenti italiani sono in concomitanza con la Giornata Internazionale per i Diritti Umani, indetta dalle Nazioni Unite e durante le fasi conclusive della Conferenza delle Parti (COP21) a Parigi, per evidenziare la correlazione tra i Diritti dell’Uomo con l’Ambiente in cui vive, e il legame imprescindibile riconosciuto dalle massime rappresentanze politiche e morali del pianeta.

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Milano – giovedì 10 Dicembre 2015, ore 16,30 – Università Statale, via Festa del Perdono 7, Aula 211 ;
Roma – venerdì 11 Dicembre 2015, ore 16,30 Centro di Cultura Ecologica – Biblioteca “Fabrizio Giovenale”, Via Fermo Corni, Parco Regionale Urbano di Aguzzano.

giovenale

In Ecuador,  la Texaco, società petrolifera indipendente fino alla fusione con la Chevron Corporation nel 2001, in oltre 25 anni di estrazioni nell’area della foresta amazzonica di Lago Agrio, ha contaminato la foresta con oltre 63 milioni di litri di petrolio sversato, oltre 70 milioni di acque reflue tossiche disperse nel terreno, nei fiumi, nelle lagune e 35 miliardi di metri cubi di gas combusto (Gas Flaring) emesso nell’aria. Le conseguenze di questo inquinamento sulle popolazioni e l’ambiente sono ancora oggi devastanti.   L’iter legale per i danni sofferti  – definito anche “il processo del secolo” – inizia nel 1993 a New York e culmina con la storica sentenza della Corte Provinciale d’Appello di Sucumbíos nel 2012 che ha condannato la compagnia a una compensazione a favore delle vittime di ammontare pari a 9.5 miliardi di dollari, cifra ancora oggi non riconosciuta dalla società che ha respinto le decisioni dei tribunali sia dell’Ecuador sia internazionali. Il caso è tuttora pendente.

Avv.PabloFajardo_ArchivioSentenza

 

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