Volli, fortissimamente volli, Ombrina

Chiusa la conferenza dei servizi per Ombrina Mare. 28 novembre nuova manifestazione ad Ancona

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di Alessio Di Florio

Ombrina va fatta. Ogni opposizione va superata e il cammino deve alfine completarsi. 100.000 presenze in piazza, come se non esistessero; due leggi regionali (tra cui quella sul Parco Marino proposta dal Coordinamento No Ombrina) neanche tenute in conto. E così, dopo il primo rinvio di ottobre, e nonostante la mobilitazione di istituzioni locali e cittadini, il ministero dello Sviluppo economico ha dichiarato conclusa la conferenza dei servizi per il progetto petrolifero Ombrina Mare.

Una conclusione, secondo il Coordinamento No Ombrina, che appare “l’atto amministrativo più surreale che abbiamo potuto studiare in questi anni nelle tante lotte in cui sono stati impegnati gli attivisti che ora si stanno battendo contro Ombrina”, un atto “apparso di forza ma che oggi appare indice di estrema debolezza nei contenuti”, tra cui “quella che appare essere una commistione e confusione di ruoli tra Responsabile Unico del Procedimento per il ministero, la signora Mirella Pernarella, e il dirigente della Divisione Titoli minerari, Marcello Saralli, tanto che gli Enti locali hanno sollevato pesanti dubbi sulla legittimità da parte del dirigente di intervenire”.

PeaceLink Abruzzo e l’Associazione Antimafie Rita Atria hanno espresso “sgomento e rabbia” per quel che hanno definito un inaccettabile regalo all’Abruzzo: “su Ombrina si prosegue come una locomotiva (probabilmente settecentesca a vapore …) mentre ancora una volta la conclusione dell’iter del Parco Nazionale della Costa Teatina viene rinviata”. Istituito nel 2001, dopo anni di tira e molla tra Comuni e Regione, l’anno scorso era stato nominato un commissario per la perimetrazione, Pino De Dominicis (ex presidente Pd della Provincia di Pescara). Qualche mese fa il commissario ha presentato la propria proposta di perimetrazione, contro cui si sono scagliati parte del consiglio regionale e i sindaci (in larga parte Pd). Nell’estate scorsa una lettera dei sindaci e una mozione (approvata all’unanimità, eccezion fatta per il rappresentante di Sel) del Consiglio Regionale hanno chiesto al Governo di non ratificare la perimetrazione di De Dominicis. PeaceLink e l’Associazione Antimafie Rita Atria evidenziarono che il commissario era stato nominato “da un governo a maggioranza Pd, inviato in una Regione in cui l’Amministrazione è a maggioranza Pd e con la nomina di una persona proveniente dall’area politica del Pd” e che, dopo un anno, “l’Amministrazione Regionale Pd (e alleati) chiede al Governo Pd (e alleati) di fermare tutto…”, domandando indignati “in questi mesi si sono intervallati incontri pubblici, convegni, presentazioni, conferenze e comunicati stampa e tanto altro. Dubbi, domande, rimostranze, “evidenti discrasie” perché non sono mai state evidenziate in questi mesi? Possibile che in tutte queste occasioni, e nei tanti mesi che si sono intervallati, non ci sono stati trenta secondi per esprimerli, tra l’altro ad una persona politicamente vicina?”. È notizia di questi ultimi giorni che, dopo un incontro a Roma, il Governo avrebbe accolto le richieste di revisione da parte dei sindaci e della Regione.

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Il 28 novembre la mobilitazione contro le trivelle e lo Sblocca Italia vivrà una nuova importantissima tappa ad Ancona. L’appuntamento è alle 15 alla Fiera della Pesca, “Trivelle Zero contro lo Sblocca Italia: salviamo l’Adriatico, difendiamo le Marche”. Questa la piattaforma della manifestazione diffusa da Trivelle Zero Marche:

Campagna nazionale contro la devastazione e il saccheggio del territorio e dei diritti sociali.
– Verso la Conferenza sul Clima di Parigi COP21– Stop trivellazioni, gasdotti, rigassificatori, grandi opere, stoccaggi gas e CO2: cambiamo il sistema non il clima.

Una manifestazione che vogliamo costruire dai numeri grandi, pacifica colorata e comunicativa con e dentro la Città capoluogo regionale.
Un corteo che vogliamo allestire, con l’aiuto di tanti e tutti in modo creativo, con musica, striscioni, cartelli, bandiere trivelle zero e tanti interventi comunicativi da ogni nodo territoriale.
Il corteo è lo spazio comune di Trivelle Zero Marche e questa è l’unica bandiera riconosciuta e che accomuna tutti. Ce ne saranno tantissime da usare ed appendere in ogni dove, che verranno utilizzate anche come forma di autofinanziamento del movimento, per sostenere le spese dell’evento.
Si è convenuta l’importanza di far fare un passo indietro alle identità di ognuno per farne uno avanti tutti insieme.
Lanceremo poi a breve dal sito uno spazio di adesioni all’agenda programmatica della manifestazione discussa pubblicamente nell’ultima assemblea generale di Falconara del 6 novembre scorso, dove ogni realtà, gruppo, singolo, rappresentanza istituzionale, potrà valorizzare la propria presenza.

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