Questa è la terra del sol levante

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di Maria Rita D’Orsogna*

Durante l’estate del 2015 l’energia solare ha fornito al Giappone il 10 per cento del suo fabbisogno energetico, l’equivalente di dieci centrali nucleari, con 15 giga-watt-ore durante il mese di agosto. Il Giappone è la terza potenza industriale del mondo.

Dopo Fukuhima nel 2011, il paese del Sol Levante ha deciso di investire fondi per incentivare la produzione di energia rinnovabile. Sono partiti nel 2012 e non si sono fermati più: in neanche quattro anni la produzione di energia solare è raddoppiata. Certo i reattori nucleari che sono rimasti non li spegneranno domani, ma hanno capito che occorre cambiare rotta e programmano il cambiamento.

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Al summit del clima in Francia (Il bivio di Parigi) il primo ministro Naoto Kan annuncerà il nuovo obiettivo del paese: pannelli solari obbligatori su ogni nuovo edificio nipponico.

L’idea di base è di avere una sorta di gigantesca rete integrata che connette tutti questi edifici entro il 2030 in modo da generare energia in modo interconnesso e per diminuire il piu possibile l’uso di fonti fossili. I tetti del Giappone sono importantissimi, perché il paese è ad alta densità abitativa e questo è il modo ottimale, non solo in Giappone, di generare energia dal sole senza consumo di suolo. Ci si aspetta che questa nuova direzione del paese genererà posti di lavoro e investimenti in tecnologia, che aiuteranno il paese a restare una delle dell’innovazione tecnologica a livello mondiale.

Da poco in Giappone hanno appena inaugurato due impianti solari in una baia che serviranno per alimentare circa mille case a Nishihira e Higashihira Ponds in Kato City. Le ditte Kyocera Corporation e Century Tokyo Leasing Corporation hanno inaugurato l’impianto fotovoltaico nel lago dopo soli sette mesi dall’avvio delle operazioni. Perché hanno scelto il lago? Perché in Giappone c’è poco spazio, ma anche perchè la minor temperatura abbatte i costi di raffreddamento ed aumenta l’efficenza.

“Reservoirs are also an ideal location because the panels produce shade, which reduces water evaporation and promotes algae growth. A report by Korea Water Resources Corporation found that the lower temperatures of the floating modules mean they are 11 percent more efficient than land-based equivalents“.

Intanto in Giappone avevano un altro problema: campi da golf abbandonati. Negli anni Ottanta era uno sport di lusso che evovava sciccheria e soldi. Hanno costruito troppi campi e adesso ce ne sono a decine che sono stati abbandondati. Che farne? Elementare Watson: riempirli di pannelli solari! E cosi, oltre che costruire campi solari nei laghi, la Kyocera ha deciso di trasfomare questi campi da golf abbandonati in stazioni di generazione di energia fotovoltaica. Il primo di questi genererà 26 giga-watt ore l’anno, per alimentare circa 8,100 case nei pressi di Kyoto. Ne seguirà un altro nel 2016, su un campo da golf abbandonato trent’anni fa fra Kanoya City and Osaki Town nella regione di Kagoshima. Verranno qui generati 100 giga-watt ore l’anno alimentando 30,000 case con 340,000 moduli solari. La Pacifico Energy sta invece costruendo vari impianti solari su campi da golf dismessi nella regione di Okayama.

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Nel solo mese di agosto al Giappone sono arrivati  300 milioni di dollari di investimenti energetici — per il sole e non per fare buchi di monnezza petrolifera.

Cosa viene fuori da questa storia? Che dove lo si vuole un modo per transizionare alle rinnovabili lo si trova. Il Giappone ha usato la strada degli obblighi del sole sui tetti, del riuso di campi da golf dismessi, dei pannelli su laghi perché questo andava bene per la loro particolare realtà geografica, sociale, economica. Non dico che tutto questo si debba importare tal quale in Italia, o altrove, ma lo spirito del volerlo, del cercare il modo ottimale per lasciar dietro le fonti fossili usando quello che abbiamo nel rispetto di quello che esiste, si che dovrebbe essere un obiettivo primario. In Italia cosa programmiamo esattamente? Le trivelle dello Sblocca Italia?

Impara Matteo Renzi, impara.

 

* Fisica e docente all’Università statale della California, cura diversi blog. Maria Rita ha autorizzato con piacere Comune a pubblicare i suoi articoli.

 

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  1. Questa è la terra del sol levante | CDCA - 10 dicembre 2015

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