Notizie giorno per giorno da Parigi

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Il bivio di Parigi / Dossier

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10 dic Il mondo conosce il vostro greenwashing

Azione nottura di protesta contro Cdc Biodiversité, istituto della Caisse des Dépôts et des Consignations (Cdc). Posseduta dal Tesoro francese e sottoposta alla sorveglianza del parlamento, Cdc è uno dei grandi sponsor di Cop21. uno dei simboli del greenwashing di privati e governi…

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Foto di http://anticop21.org

9 dic Smettiamo di inseguire l’agenda della Cop

Il punto di vista sui negoziati di Alberto Zoratti Fairwatch/Comune (video fonte AgriCultures)

8 dic Appello ai 317

La violenza della polizia contro i manifestanti del 28 novembre a Parigi ha pochi precedenti. Lo stato di emergenza dichiarato in Francia è uno strumento di odiosa repressione. Per questo è nato un appello rivolto alle persone arrestate (317) e poi rilasciate e a tutte le persone che hanno subito violenza domenica 28 novembre a Parigi per raccogliere le loro testimonianze in un video collettivo (anche con interventi anonimi). Questo l’indirizzo a cui scrivere. Una riunione del gruppo di lavoro promotore della raccolta di testimonianza è in programma mercoledì 9, qui l’appello completo.

7 dic Giusto un accordo, non un accordo giusto

Cosa accade davvero ai negoziati di Parigi? Due ottimi articoli che non troverete sui grandi media: “Giusto un accordo, non un accordo giusto” di Francesco Martone e “Cambiare tutto per non cambiare nulla” di Alberto Zoratti.

6 dic Pranzo antiCop in strada a Parigi

Nonostante il clima di repressione che vieta qualsiasi tipo di manifestazione, molti e molte domenica 6 dicembre si sono dati appuntamento per un grande pranzo antiCop in place de la République dalle 12 alle 15.

5 dic Chevron distrugge il mondo

PA12304267_10207986850207049_5745727729529548540_oRIGI – Giornata di grande approfondimento, denuncia ed emozioni oggi al Tribunale internazionale dei diritti della natura in corso a Parigi con le testimonianze dall’Ecuador: Sarayaku, Yasuni, Yasunidos per quello che è il caso Chevron. È piuttosto impressionante la documentazione sulle attività di Chevron-Texaco in Ecuador cominciate a fine anni Sessanta: l’ecosistema amazzonico è stato devastato dal greggio versato nei fiumi di diverse province (lo sfruttamento dei pozzi è avvenuto senza alcuna protezione per l’ambiente circostante per molti anni malgrado la multinazionale avesse la tecnologia per evitarlo). In alcune aree, come le province di Orellana e Sucumbios, la gente si ammala di cancro tre volte più degli abitanti del resto del paese. Migliaia di analisi hanno rilevato prodotti tossici nel suolo, nell’aria e nell’acqua (qui un ottimo articolo su questo tema, Ecco come Chevron ha ridotto l’Ecuador). Foto di Francesco Martone.

Sulla vicenda Chevron-Texaco in Ecuador sarà promosso un incontro (tavola rotonda e cortometraggi) a Roma l’11 dicembre dal Centro di cultura ecologica (presso la biblioteca Giovenale, via Fermo Corni, ore 16,30): saranno presenti Humberto Piaguaje rappresentante del popolo Secoya e Pablo Fajardo avvocato della Udept.

4 dic People e peoples, persone o popoli [Francesco Martone]

PARIGI – Questa mattina alla Cop, azione per chiedere che l’accordo finale di Parigi non si limiti a riconoscere l’importanza del rispetto dei diritti umani e dei popoli indigeni ma contenga un impegno vincolante di rispetto e promozione degli stessi nelle politiche e azioni sul clima. Un dettaglio non da poco. I giorni scorsi si sono susseguiti incontri a porte chiuse per decidere la collocazione del testo sui diritti umani se nel preambolo o in un articolo a se’ stante dell’Accordo. Oggi si sta profilando un compromesso al ribasso, con una menzione generica nel preambolo. Tra i paesi che si oppongono Inghilterra e Usa, Unione Europea non prende posizione nonostante una mozione adottata dal Parlamento Europeo che riconosce la necessità di rispettare i diritti dei popoli indigeni negli accordi adottati. E se questo non bastasse, ieri era riapparso nella trattativa uno spettro, quello delle ‘S’, una lettera che è stata al centro di una lotta pluriennale – poi vinta – dei popoli indigeni alle Nazioni Unite. Quella ‘S’ che fa la differenza tra people e peoples, persone o popoli, diritti individuali o collettivi. Qualche manina aveva schiacciato un control-shift e rimesso la esse tra parentesi. Le parentesi definiscono il testo ancora da concordare, se le togli significa che sei d’accordo, se le mantieni che non c’e’ accordo, se le aggiungi metti tutto in discussione. La “S” oggi è riapparsa. Nel pomeriggio tardi si apre al Grand Palais il salone delle tecnologie alternative, vetrina per le grandi multinazionali, si preannunciano contestazioni. Domani a Montreuil iniziano il vertice dei popoli sulla giustizia climatica e il Tribunale dei Diritti della Madre Terra ad un tiro di schioppo dal Bataclan.

3 dic Non abbiamo bisogno dell’agricoltura industriale

Il sistema alimentare industriale, come noto, ha un enorme impatto sul cambiamento climatico. La deforestazione, l’uso di fertilizzanti, gli allevamenti industriali, la produzione il trasporto il consumo e lo spreco di prodotti alimentari rappresentano infatti tra il 44 e il 57 per cento delle emissioni totali di gas a effetto serra. Un altro importante contributo al cambiamento climatico viene dalla produzione di massa di carne e dei mangimi (cioè monocolture e emissioni dirette degli animali…). La rete europea Aseed – Action for Solidarity Environment Equality and Diversity – ha pubblicato in questi giorni un opuscolo su come l’agricoltura industriale contribuisce al cambiamento climatico e sulle possibili alternative: dalla lotta contro il potere delle multinazionali e le loro false soluzioni all’agricoltura contadina. A questi temi è dedicata la giornata di protesta (saranno promosse diverse azioni dirette contro le multinazionali del cibo) a Parigi del 9 dicembre. Qui invece l’appello di La Via Campesina diffuso per il vertice Cop21.

3 dic L’Indonesia brucia

Mentre il teatrino dei governi va avanti a Parigi, le foreste indonesiane continuano a bruciare. Accade da mesi a causa della produzione industriale di olio di palma. La Terra è in fiamme e attende la stagione delle piogge… Un servizio su anticop21.org

2 dic La foresta vivente

Sono tra le principali vittime dei cambiamenti climatici e al tempo stesso coloro che, più di altri, sperimentano soluzioni per attenuare il riscaldamento del clima. Eppure le comunità indigene sono escluse dal vertice Cop21. “Critichiamo duramente il fatto che i popoli indigeni non sono riconosciuti come un protagonista della lotta contro il riscaldamento globale, con la difesa dei nostri boschi, la lotta contro l’estrazione di petrolio e di minerali nelle foreste pluviali…“, spiega Patricia Gualinga del popolo Quechua di Sarayaku, in questi giorni al “controvertice” di Parigi. Tra le battaglie più importanti presentate in Francia dalle comunità indigene c’è il riconoscimento della “foresta vivente”, area protetta e nuova categoria giuridica (fonte euronews).

1 dic Gridiamo e balliamo contro il loro carbone e la loro ipocrisia

“È chiaro che la nostra resistenza spaventa i potenti: mentre autorizzano i grandi mercati di Natale e gli eventi sportivi vietano i raduni contro Cop21. L’ipocrisia è evidente… – si legge in un messaggio diffuso in rete dai promotori della protesta alla centrale a carbone Edf di Cordemais – E allora gridiamo, cantiamo e balliamo per difendere la vita! L’appuntamento è per sabato 5 dicembre alle 14,30 a St Étienne de Mont Luc…”.

Perché l’azione alla centrale Cordemais? Perché il carbone ha ancora un futuro in Francia: Edf ha infatti investito oltre 350 milioni di euro solo nel 2015 per ammodernare quella centrale a carbone in modo da produrre almeno fino al 2035. Lo Stato francese è azionista di maggioranza (con l’85 per cento) di Edf. La produzione di carbone resta la principale fonte di emissioni di CO2 nel mondo (49 per cento delle emissione). Naturalmente Edf è uno dei partner principali e sponsor del vertice Onu in corso a Parigi, dove si vanta di essere una società decarbonizzata, “orgogliosi di lavorare per il clima” … Edf in realtà gestisce sedici centrali a carbone in tutto il mondo, molte sono tra più inquinanti in Europa (come in Polonia e Inghilterra).

La centrale a carbone Cordemais, spiega anticop21.org, è il simbolo di questa nuova economia di morte chiamata carbon free. “Di fronte a questo simbolo, ci riuniamo per denunciare questa ipocrisia, distruttiva di tutta la vita sulla Terra! Lasciamo fuori le maschere e proclamiamo la fine del loro mondo! Prima del nostro utopie crollo e i nostri sogni diventano incubi …”.

1 dic Fermiamo il cambiamento climatico e la repressione. Appello degli universitari

Anche gli studenti dell’Università di Parigi si mobilitano per il vertice. Qui un appello che convoca una grande assemblea generale (mercoledì 2, ore 16) per coordinare gli sforzi degli studenti rispetto a Cop21 e contro il clima di repressione.

30 nov Buone compagnie per il dopo collasso

“Non mi aspetto nulla dal vertice sul clima che si svolge a Parigi… Nessuno dei problemi legati al cambiamento climatico e all’esaurimento delle materie prime energetiche, troverà una soluzione all’interno del capitalismo… Ci avviciniamo, a marce forzate, al collasso… – scrive Carlos Taibo, scrittore e docente universitario a Madrid – Di fronte a tale orizzonte non è rimasto che denunciare il macabro gioco dei nostri responsabili politici… da sempre sottomessi agli interessi predatori del capitale… Il nostro dovere non può essere altro che quello di organizzarci dal basso, tra autogestione, demercificazione, de-patriarcalizzazione, azioni dirette e reciproco sostegno. Buenas compañías per il dopo collasso…” L’ARTICOLO COMPLETO

30 nov Bataclan, indigeni e persone comuni

PARIGI – Francesco Martone: “Domenica è stata una giornata di emozioni forti e contrastanti, la soddisfazione di vedere qua a Parigi una forte coesione attorno a parole d’ordine e visioni condivise da decine e decine di rappresentanti di popoli indigeni di tutto il mondo, il piacere di essere parte di questo processo ormai da anni. Solo ad Anchorage in Alaska nel 2009 ho avuto occasione di incontrare tanti rappresentanti di popoli indigeni uniti sul tema del cambiamento climatico. Poi l’ammirazione nel vedere decine di migliaia di persone giovani, anziane, bambini in fila sui marciapiedi del quartiere dilaniato dalla follia terrorista dimostrare per la giustizia climatica. E la grande tristezza nel passare davanti al Bataclan, le migliaia e migliaia d messaggi, fiori, lumini, candele, lo sguardo perso di chi passava davanti per un piccolo tributo. Per una tragica ironia della sorte il Bataclan è sulla Rue Voltaire. Sono rimasto senza parole, impietrito ho solo saputo accendere uno di quei lumini e piangere nel vedere le foto di giovani che erano semplicemente andati a un concerto. Mi ha commosso vedere un messaggio scrtto a mano “Kobane è con voi”, e poi sulla metro gli occhi gonfi e umidi di persone comuni, il silenzio spettrale della morte che ancora resta. Una domenica così, che difficilmente dimenticherò”

29 nov Fermiamo il cambiamento climatico: in marcia a Milano e Venezia

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29 nov Per le strade di Parigi

Sulle cariche della polizia al gruppo di incappucciati di place de la Republique, a Parigi, trovate notizie ovunque, in questa pagina alcune foto inviate da Francesco Martone sulla catena umana di protesta da Republique a Nation.

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29 nov In marcia a Roma. Cambiare il sistema non il clima

Domenica 29 novembre, Roma. Una galleria fotografica

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29 nov In marcia anche a Parigi

Place de la République, Parigi: se il governo proibisce ai francesi di marciare per il clima, loro fanno marciare le loro scarpe. Ribellarsi facendo.

Tratta da estrepublicain.fr

29 nov Il giorno della Global March

Sono 2.300 gli eventi della Marcia globale sul clima promossi oggi in tutto il mondo, mentre a Parigi si apre la Conferenza internazionale dell’Onu sul clima (con oltre 40 mila i partecipanti, tra cui anche 150 capi di stato e di governo). Una marcia storica. A Roma appuntamento alle ore 14 a Campo de Fiori: il corteo arriverà in via dei Fori imperiali, dove è previsto un concerto.

29 nov Sfidare paura e autoritarismo [Global project] 

Intervista a Avi Lewis, autore di This Changes Every Thing.

29 nov Disobbedienza civile: “in abbigliamento turistico contro i truffatori clima!”

Con l’estensione dello stato di emergenza il governo francese ha vietato lo svolgimento di molte mobilitazioni della società civile attorno alla conferenza sul clima. L’obiettivo è di fermare sul nascere qualsiasi protesta contro capi di stato e aziende che a Parigi fanno finta di occuparsi dei cambiamenti climatici. In Francia ci saranno multinazionali come Carrefour, Suez, Coca-Cola a promuovere le loro ricette a base di fracking, carbone “pulito”, agrocarburanti, nucleare, Ogm, accordi di libero scambio come il T-tip… Per questo, “abbiamo mantenunto la mobilitazione di massa e la giornata di disobbedienza civile di venerdì 4 dicembre“, si legge in un messaggio diffuso da Anticop21.org: l’appuntamento è al Grand Palais alle ore 10, tutti “in abbigliamento turistico… contro i truffatori clima!”.

28 nov Corteo per il clima a Tokio Foto di Alessandro Di Ciommo

È partito da Hibiya Park e ha attraversato il quartiere Ginza il corteo “Earth Parade 2015” con cui Tokio ha aderito alle centinaia di iniziative promosse in questi giorni in tutto il mondo. “Siamo scesi in piazza anche per compensare gli appuntamenti annullati a Parigi”, ha detto Takako Momoi della rete Kiko, tra i promotori della parade. In questo link alcune foto da Tokio

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28 nov Clima di repressione a Parigi per ogni movimento [Global project]

Arresti domiciliari per otto attivisti che stavano pubblicizzando uno dei ritrovi per le manifestazioni contro il COP21 [LEGGI L’ARTICOLO]

27 nov Prottegere il clima: i nostri saperi indigeni offerti al mondo [F. Martone]

A questo link le analisi e proposte delle reti indigene di Nordamerica, Africa, Artico, Russia, Asia, America Latina, Oceania http://www.iipfcc.org/resources

Venerdì 27, intanto, si è chiuso il megaconvegno su popoli indigeni, resilienza al cambiamento climatico e conoscenza tradizionale promosso dall’Unesco (qui alcune foto).

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26 novembre. Indigeni e governi [Francesco Martone]

Parigi. Già tanato da tre poliziotti in aeroporto, che mi hanno circondato guardando con sospetto il mio zaino. Domani giornata piena all’Unesco per l’incontro tra delegazioni indigene e delegazioni dei governi che parteciperanno alla Cop21 per presentare il documento con le richieste e le proposte formulate in incontri svolti nelle varie regioni, Nordamerica, Asia, Oceania, Africa, Nordeuropa, Russia, Abya Yala. Appena possibile sarà diffuso il documento del Forum Internazionale Indigeno sui Cambiamenti Climatici.

 

 

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1 risposta a “Notizie giorno per giorno da Parigi”

  1. 27 novembre 2015 at 11:58 #

    A questo link le analisi e proposte delle reti indigene di Nordamerica, Africa, Artico, Russia, Asia, America Latina, Oceania http://www.iipfcc.org/resources

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