No oil. Basta cambiare fornitore

par

di Paolo Cacciari*

Cosa possiamo fare noi per il clima (leggi anche le proposte raccolte dal dossier dedicato alla conferenza internazionale sul clima, Il bivio di Parigi ndr)? Non è impossibile sfilarsi dal gigantesco fiume di petrolio e carbone che dalle viscere della terra arriva fin dentro le nostre case ogni volta che accendiamo un interruttore. Basta cambiare fornitore. Non è stato facile, ma dopo qualche anno di ricerca i Gruppi di acquisto solidale tramite la loro associazione nazionale Co-energia (www.co-energia.it) ne hanno già trovati due di “giusti”: Trenta Spa ed È nostra società cooperativa. Che vendono esclusivamente energia elettrica certificata al 100 per cento rinnovabile da fonte idroelettrica o da un mix con fotovoltaico ed eolico.

In realtà il progetto messo in atto dai Gas e dai Distretti di economia solidale guarda oltre. Per arrivare a una completa “decarbonizzazione” dei consumi energetici in un’ottica solidale, non basta infatti cambiare il fornitore dell’energia, è necessario imparare a prodursela. Ci spiega Francesco Tampellini, ingegnere e presidente di Co-energia:

“Adesso la tecnologia permette di farsi autonomamente una abitazione ‘elettrica’ a impatto ambientale quasi nullo, ma non tutti hanno le risorse iniziali sufficienti né gli spazi idonei per farlo. Noi vogliamo stimolare e nello stesso tempo aiutare le comunità locali a progettare e realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile che siano collettivi (su tetti condivisi, utilizzando luoghi e risorse pubbliche, decisi ed accettati dalle comunità), sostenibili (dimensionate su un fabbisogno reale, ottimizzati per un autoconsumo sul posto, integrate nel rispetto del territorio) e con gestione condivisa (azionariato popolare o cooperativa elettrica)”.

Tre i progetti di questo tipo già avviati con successo: a Castelleone (Cremona) e Inzago (Milano) dove sono stati realizzati impianti fotovoltaici sui tetti di edifici comunali e a Rancio Valcuria (Varese) dove si sta riattivando una micro centrale idroelettrica.

Attualmente sono circa mille gli utenti che hanno deciso di cambiare la bolletta a favore di Trenta o È nostra attraverso la sottoscrizione di un patto fiduciario con Co-energia che prevede un piccolo contributo sui Kilowatt consumati per costituire un fondo di solidarietà e di sviluppo. Per la realizzazione dei progetti è stata costituita anche un’altra cooperativa, la Retenergie (www.retenergie.it) i cui scopi sono la produzione di energia rinnovabile da impianti costruiti attraverso l’azionariato popolare, la vendita ai soci dell’energia prodotta e la fornitura di servizi di riqualificazione energetica, gestione gruppi acquisto solidale, cambio fornitore di energia.

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* Paolo Cacciari è autore di articoli e saggi sulla decrescita e sui temi dei beni comuni. Il suo nuovo libro, Vie di fuga (Marotta&Cafiero) – un saggio splendido su crisi, beni comuni, lavoro e democrazia nella prospettiva della decrescita – è leggibile qui nella versione completa pdf (chiediamo un contributo di 1 euro). Questo articolo è stato inviato anche a Left.

Prepararsi al futuro. Subito

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