L’azzardo è puro business finanziario

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di Gabriele Mandolesi

Papa Francesco, nella sua enciclica, non è stato tenero con l’attuale sistema finanziario: senza mezzi termini e senza moderazione ha denunciato in maniera forte il fatto che i cittadini, in particolare quelli più poveri, abbiano pagato il prezzo del salvataggio delle banche, e che i poteri finanziari influenzano i regolatori inducendoli a prendere decisioni non in nome di un bene comune, ma a favore di gruppi di interesse ristretti.

La finanza attuale è schizofrenica, slegata dall’economia reale. Come spiegato molto bene da Andrea Baranes, ci troviamo di fronte a un sistema che dà i numeri (vedi qui). L’azzardo in Italia non è da meno. I numeri sono sempre da capogiro: 98 miliardi di spesa degli italiani in azzardo, 8 miliardi allo stato, profitti stellari per le multinazionali, impatto sociale incalcolabile sempre e comunque a danno delle fasce più deboli e fragili.

Questi due sistemi, in realtà, sono intrecciati tra di loro in maniera importante. Innanzitutto l’azzardo è fondamentalmente un business finanziario: la quantità di liquidità gestita dalle big dell’azzardo è enorme. Le concessionarie infatti incassano tutte le giocate e successivamente girano all’erario gli incassi trattenendo la loro percentuale. Come spiegato da Report nella puntata del 30/10/2011, la Mondadori grazie a questo meccanismo riusciva a coprire le sue esposizioni con le banche.

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Anche alla criminalità organizzata fa gola questa liquidità, anche perchè per come è pensato il sistema dell’azzardo riciclare enormi quantità di denaro sporco in contanti è semplice: le giocate sono anonime e con le nuove Slot Machine (Vlt) si possono inserire anche banconote da cinquecento euro senza nessun meccanismo di traccibilità. Se poi prendiamo in considerazione il gioco on line la situazione è critica, vedi il sequestro di società maltesi di scommesse ai danni della ‘ndrangheta per oltre 2 miliardi di Euro.

Ma gli intrecci tra finanza e azzardo sono ancora più diretti. I finanziamenti delle banche concessi alle big dell’azzardo sono esorbitanti, perchè il settore rende molto bene e negli ultimi anni ha avuto bisogno di decine di miliardi di euro a causa di operazioni di acquisizioni colossali (vedi Lottomatica).

Se poi analizziamo gli istituti finanziari che negli anni hanno partecipano direttamente o indirettamente nelle multinazionali dell’azzardo si apre un mondo abbastanza vasto: Mediobanca, Assicurazioni Generali,  Unicredit, Banca Finnat, vari fondi di investimento ecc…

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Che fare davanti a tutto questo? Il movimento Slotmob, insieme ad Econo)mia:) Felicità, il Git dei Soci del Lazio Banca Etica e il Presidio  Libera “Francesco Borrelli” Municipio Roma IV organizzano un evento dal titolo “Finanza e Azzardo”(evento Fb)  il 9 ottobre alle ore 19 presso la Casetta Rossa a Garbatella per approfondire l’argomento e proporre azioni concrete per evitare che i nostri soldi finiscano nel circuito malato dell’azzardo.

Saranno ospiti l’ex generale della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, l’uomo che con il suo team investigativo scoprì la maxi truffa da 98 miliardi di euro da parte delle lobby dell’azzardo, e per questo “gentilmente” invitato a lasciare il suo incarico, e Leonardo Becchetti, docente universitario e presidente del comitato etico di Etica Sgr, uno dei pochissimi istituti finanziari che per statuto non investono nell’azzardo. Il contrasto alle finanza casinò e all’azzardo passa anche per le nostre scelte.

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