Ha ancora senso dirsi ‘femministe’

20

di Lea Melandri*

Perché ha ancora senso dirsi ‘femministe’

Perché il salto della coscienza storica prodotto dal femminismo non si esaurisce con una generazione. Tutti sappiamo cosa vuol dire essere maschi o femmine, ma è come se ognuno/a singolarmente dovesse scoprirlo, partendo da una domanda che nasce dentro di sé, per rendersi conto che i ruoli e le identità di genere, il rapporto di potere tra i sessi, non appartengono alle leggi immutabili della natura, ma alla storia, alla cultura, alla politica, e come tali possono essere modificate.

Perché il femminismo non è un’ideologia, legata a una fase storica particolare, ma un cambiamento nella consapevolezza che si ha di sé e del mondo, un modo diverso di pensare e agire nella vita privata e pubblica, un processo di liberazione da pregiudizi, schemi mentali, costruzioni immaginarie che abbiamo inconsapevolmente ereditato dalla cultura dominante.

11130171_1614792938756628_5226096780505338887_n

 Perché è stato il primo e finora l’unico movimento di donne che ha mostrato l’inganno del dilemma, proprio dell’emancipazionismo, “uguaglianza/differenza”: omologazione al maschile o tutela/valorizzazione della differenza femminile, un dualismo conseguente alla divisione sessuale del lavoro, all’identificazione della donna con la madre e con gli interessi della famiglia. Da qui viene l’attualità del femminismo in quanto interprete dei cambiamenti a cui stiamo assistendo: presenza sempre più incisiva e critica delle donne nella sfera pubblica; la cura vista come responsabilità collettiva di donne e uomini; riscoperta del tempo di vita come valore rispetto alle logiche produttive e di mercato.

 Perché ha portato la riflessione e la presa di coscienza sul corpo, sulla sessualità, sulla violenza che si annida nei rapporti più intimi, sulla maternità, cioè sulle esperienze che, lasciate per secoli fuori dalla storia, conservano più a lungo l’eredità del passato.

Perché ha legittimato le donne a ‘vivere per sé’, a riconoscersi come persone, individui e non solo ruoli funzionali al benessere di altri.

 Perché ha fatto scoprire che era possibile una socialità tra donne non segnata dallo sguardo maschile che le ha tenute per secoli divise –madri di, mogli di, figlie di-, un’amicizia produttrice di intelligenza e creatività individuale e collettiva.

Perché nonostante sia stato osteggiato, messo sotto silenzio, temuto e fatto oggetto di scherno, ha mantenuto la sua forza, la capacità di produrre pensiero, iniziativa, conflitti, di alimentare passioni durature, che ricompaiono di generazione in generazione.

 Perché dopo mezzo secolo, la generazione che vi ha dato avvio negli anni ’70, si è sentita dire, al convegno di Paestum (ottobre 2012) dalle donne venute dopo, alcune delle quali molto più giovani: “siamo coetanee”, “se siamo qui con voi è perché ci avete trasmesso molto”.

 

* Dopo aver insegnato alle scuole medie e alle superiori, da più di vent’anni tiene corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è tra le fondatrici. Saggista, scrittrice e giornalista, Lea Melandri ha diretto per molti anni la rivista “L’erba voglio” ed è un punto di riferimento del movimento delle donne. Ha scritto diversi libri, l’ultimo è “Amore e violenza.Il fattore molesto della civiltà” (Bollati Boringhieri 2011).
L’articolo di questa pagina è apparso sulla pagina fb dell’autrice. La pubblicazione in questo sito è stata autorizzata da Lea Melandri, che scrive: “Comune mi piace”.

Tags:, , , ,

11 Risposte a “Ha ancora senso dirsi ‘femministe’”

  1. Erika
    2 aprile 2015 at 17:26 #

    Magnifico articolo… dovrebbero leggerlo tutti!

  2. Federico
    2 aprile 2015 at 20:54 #

    Se fossimo tutti femministi il mondo sarebbe megliore, e di molto. E lo dico da uomo 🙂

  3. 3 aprile 2015 at 11:11 #

    Quando, a 24 anni, con un “malessere” incalzante da anni, tanto da farmi fare scelte sbagliate, tanto da farmi rischiare la malattia mentale, cercavo delle risposte sulla vita, sulla mia condizione di donna dove mi sentivo da sempre sbagliata perché non adeguata al comportamento richiesto….ho incontrato delle donne meravigliose, coraggiose e accoglienti che hanno cambiato la mia vita. Era il 1975, avevo un figlio di 4 anni e mi stavo separando .Ho lottato con loro e ho imparato a vivere più consapevolmente il mio ruolo di donna, madre, figlia e poi compagna, con un uomo finalmente “giusto”, quello che sono stata in grado di “amare davvero” e che amo tutt’ora. È stato un percorso in crescendo, è ancora imparo e penso e vivo cercando sempre risposte e portando avanti le mie convinzioni e…cercando di trasmetterle ad altre donne: non è sempre facile, sono considerata diversa, troppo “avanti”…..! Ma persisto, la mia vita è finalmente questa, l’unica possibile, e ne sono felice!

  4. Silvia Balit
    29 ottobre 2015 at 14:25 #

    Sono assolutamente d’accordo. Faccio parte della prima generazione ma mi sento completamente a mio agio con le più giovani, e penso che non bisogna mollare. C’è ancora tanto da fare.

  5. luna berry
    30 ottobre 2015 at 08:52 #

    E invece io sono una femminista del XXI secolo! e quest’articolo mi piace moltissimo!

  6. 29 luglio 2016 at 12:49 #

    Un articolo veramente utile, oltre che bello, per molte di noi spesso etichettate nei forum come “nazifemministe” da uomini e donne di tutte le età.

  7. 19 gennaio 2017 at 11:32 #

    Una splendida sintesi dei concetti che contano davvero in merito al termine “femminismo”.
    Per una memoria femminile che deve tenere conto dei tempi, “ricordare” chi siamo e quali sono i nostri valori di fondo è fondamentale per evolvere e mediare nel cambiamento collettivo. Tutti temi a me cari e che affronto nei miei lavori e scritti.
    Grazie.

    Vitiana Paola Montana

Trackbacks/Pingbacks

  1. Ha ancora senso dirsi ‘femministe’ | OverTheDoors News Stream - 1 aprile 2015

    […] By Citta invisibile […]

  2. BLOG : La voce di quasi tutti - 2 aprile 2015

    […] Perché il salto della coscienza storica prodotto dal femminismo non si esaurisce con una generazione. Tutti sappiamo cosa vuol dire essere maschi o femmine, ma è come se ognuno/a singolarmente dovesse scoprirlo, partendo da una domanda che nasce dentro di sé, per rendersi conto […] […]

  3. Commenti | Associazioni Riunite - 5 aprile 2015

    […] PERCHÉ HA ANCORA SENSO DIRSI ‘FEMMINISTE’ DI LEA MELANDRI (comune-info.net) […]

  4. Ora o mai più. La lezione di Alicia – Il paese delle donne on line – rivista - 26 aprile 2017

    […] Ha ancora senso dirsi ‘femministe’ Lea Melandri Ci sono cose da dire ai nostri figli Penny Ragazze, imparate a disobbedire Manuela Salvi Neoliberismo, riproduzione e comunità Gea Piccardi  Ho sfidato il potere, sono una strega Monica Di Bernardo    Ildegarda, la sibilla del Reno Daniela Degan […]

Lascia un commento