Per i bambini a cui le lettere scappano

dis

di Dys*

LETTERA A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,

sono un bambino dislessico**. Sto dettando questa letterina a una persona che mi presta la sua mano… Come sai, per me è un po’ difficile scrivere correttamente e non vorrei fare errori, perché quello che ti chiedo è davvero molto importante… Sono cose fondamentali per me e per tutti i bambini come me!Quindi ti prego, questo Natale esaudisci i miei desideri!!
Eccoli:

Vorrei insegnanti che sappiano cos’è la dislessia e cosa fare per garantirmi il diritto all’istruzione: insegnanti che capiscano e accettino, che mi diano aiuto e tutto il tempo e gli strumenti (compensativi e dispensativi) di cui ho bisogno, che abbiano pazienza…

dis3

Vorrei se è possibile insegnanti che sappiano accorgersi subito delle mie difficoltà, prima che la differenza tra me e gli altri compagni sia troppo grande per correre ai ripari.In ogni caso, vorrei almeno insegnanti che non mi mortifichino, che non mi mettano da parte, che non mi spingano per strade che non posso percorrere,ma che invece sappiano cercare le strategie più adatte per me.

Vorrei servizi sanitari validi, con professionisti aggiornati sulla dislessia e il personale nel giusto numero: so bene che non esisto solo io… però noi dislessici, dopo 20 anni che se ne parla, siamo ancora troppo ignorati e abbiamo diritto ad essere presi in considerazione.

In particolare, vorrei neuropsichiatri che sappiano scrivere diagnosi chiare e un po’ più dettagliate, elencando i miei punti di forza e di debolezza. Solo con queste indicazioni le insegnanti e i miei genitori potranno aiutarmi meglio nella mia faticosa salita.

Vorrei logopedisti che abbiano tempo per me, senza dover aspettare mesi e mesi proprio quando ne ho più bisogno, e che mi seguano costantemente, almeno per il periodo necessario a superare le più grandi difficoltà.

dis2

Vorrei genitori che accettino la dislessia e che mi diano una mano, genitori che si accorgano delle mie difficoltà ma non se ne vergognino, che lottino per i miei diritti, che cerchino soluzioni con me e per me, che credano in me e rinforzino la mia autostima.

Vorrei compagni di scuola che non giudichino, ma accettino e capiscano, compagni che sappiano cosa significa sentirsi diversi e inadeguati, compagni che siano miei amici e solidali con me… perché siamo tutti diversi, ma tutti uguali:
siamo bambini, il futuro del mondo.

.

P.S. se non puoi esaudire proprio tutti i miei desideri ti capisco: non sarà facile nemmeno a te convincere tutte queste persone che ho dei diritti! … Però tu fai tutto quello che puoi, mi raccomando! Ciao e grazie

Dys

 

* Questa lettera è stata pubblicata dal blog Osdislessia e rilanciata in rete da Rosaria Gasparro, maestra di una scuola primaria pubblica a San Michele Salentino (Brindisi). Insieme a molti e molte Rosaria ha contribuito alla nascita di questo dossier: Apprendere facendo.

.

** La dislessia, ricorda l’Aid (Associazione Italiana Dislessia), è un modo diverso di apprendere e non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. La dilessia include la disortografia, la disgrafia e la discalculia. I bambini dislessici sono piuttosto intelligenti e, di solito, vivaci e creativi. Spesso il bambino dislessico finisce con l’avere problemi psicologici (demotivazione, scarsa autostima) ma questi sono una conseguenza,  non la causa della dislessia. Per la cronaca Leonardo da Vinci, Dustin Hoffmann, Albert Einstein, Pablo Picasso, Agatha Christie, Vincent Van Gogh, Beethoven hanno vissuto in modo piuttosto creativo con la dislessia.

.

PER APPROFONDIRE

Un libro: Capire la Mia Dislessia (Erickson), di Rossella Grenci, logopedista, scrittrice e autrice di diversi blog (collabora anche con Comune).

Uno spazio web: Apprendere facendo, ovvero come ripensare il mondo a partire della scuola? Servono pensiero critico e spazi comuni. Occorre creare quelle che Ivan Illich chiama trame dell’apprendimento, dove imparare facendo. Qui uno spazio web raccoglie articoli, saggi, notizie, interviste, link, video sull’universo dell’apprendere, sulla scuola, sull’imparare ad imparare

Tags:, , , ,

1 risposta a “Per i bambini a cui le lettere scappano”

  1. Alessandra Gruppioni
    15 dicembre 2014 at 18:53 #

    Caro Babbo Natale,
    anche io – maestra da 31 anni – vorrei che ti accorgessi di me, del mio salario che non basta, del lavoro che aumenta sempre, del fatto che dare attenzione ai miei 24 alunni (DA SOLA) non permette di aiutare al meglio: C. che è dislessica (e me ne sono accorta, come sempre, solo che prima davano qualche ora di sostegno); A, N, K, J, G. che da solo un anno stanno imparando l’italiano; D ed E che hanno problemi in famiglia, con un genitore lontano; H., che è stata adottata e ha paura di non essere accettata B che è un po’ oppositivo; Z che dorme sul banco perchè i genitori lavorano sempre e lo svegliano all’alba.

    Vorrei che ti accorgessi che la mia voce dopo tanti anni è stanca e talvolta non mi permette di godermi il piacere cantare con loro; vorrei che mi portassi sotto l’albero l’abolizione della legge Fornero che mi mandrà in pensione nel 2025, DOPO 42 ANNI DI QUESTO MERAVIGLIOSO E LOGORANTE MESTIERE.

Lascia un commento