Non è solo un ombrello

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di Rosetta Cavallo*

Capita di incontrare una ex alunna che si sta preparando per gli esami di maturità. Capita che ti parli dei suoi progetti futuri e di quello che spera di realizzare. Capita di ascoltarla con immenso piacere: fa sempre un certo effetto vedere i «tuoi» bambini da grandi.

Capita di dirle che ti sembra ieri che frequentava la scuola elementare, e che lei ti risponda: «Anche a me sembra ieri che tutte le volte che pioveva ci ripetevi …: “Andando a casa, per favore, fate riparare un compagno sotto il vostro ombrello se lui non ce l’ha». Ha continuato dicendo: «Io ti penso tutte le volte che piove e non ho con me l’ombrello, e poi spero che ci sia qualcuno così gentile da farmi riparare». Altri tempi, altra scuola. Una buona scuola, più lenta e più attenta. I bambini si recavano nei loro edifici scolastici da soli, percorrevano la strada insieme, si «raccontavano» e si «riparavano».

Certo può sembrare buffo ricordare una maestra per un ombrello. Eppure ha per me un gran valore, perché la scuola è cambiata ma i miei valori sono sempre gli stessi. Un ombrello che si apre, ti accoglie e ti ripara dalla pioggia non è un semplice oggetto. È un piccolo atto di gentilezza e un grandissimo gesto contro l’indifferenza e l’egoismo.

Quando si dice «si insegna ciò che si è e non ciò che si sa». Perché una buona scuola è quella che non dimentica nessuno.

 

* maestra in una scuola pubblica di Faenza (Ravenna)
L’adesione di Rosetta Cavallo alla campagna 2014 di Comune, Ribellarsi facendo, è leggibile qui: Pensare al noi e non all’io

 

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Come ripensare il mondo a partire della scuola? Servono pensiero critico e spazi comuni. Occorre creare quelle che Ivan Illich chiama trame dell’apprendimento, dove imparare facendo. Uno spazio web con articoli, saggi, notizie, interviste, link, video sull’universo dell’apprendere, sulla scuola, sull’imparare ad imparare

 

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 19 dicembre 2014

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