È tempo di riprenderci le nostre scuole

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Sono una ventina le scuole occupate dagli studenti a Roma. Dall’Aristofane all’Orazio, dal Benedetto Croce al Kant fino al Virgilio (occupato il 1 dicembre), la protesta, a differenza degli anni passati, ha riguardato almeno inizialmente soprattutto le periferie.

Le assemblee di questi giorni e i messaggi diffusi in rete hanno messo al centro della mobilitazione tre questioni. Si tratta, in parte, delle ragioni che porteranno i più grandi venerdì 12 dicembre allo sciopero generale: l’opposizione alla riforma della Buona Scuola del governo Renzi (per “la mancanza di investimenti consistenti per l’istruzione”, per “l’ingerenza dei privati nei consigli di istituto”, per l’ossessione della “meritocrazia”, per la riduzione della “collegialità”), il rifiuto del Jobs act, e la protesta contro lo stato fatiscente di molte strutture scolastiche.

10325640_1525777134348720_8504148944177966987_nNel sito dell’Unione degli studenti (Uds), tra l’altro, si legge: “È ora di attivarci in ogni singola scuola, occupando, autogestendo, cogestendo, organizzando assemblee permanenti aperte a tutta la cittadinanza”. “ Ogni giorno viviamo in contesti scolastici difficili, in cui spesso capeggiano presidi autoritari che negano i nostri diritti, professori incapaci di dialogare con gli studenti, scuole che cadono a pezzi, laboratori non funzionati: ora è tempo di riprenderci le nostre scuole”. Gli studenti invitano a costruire “una scuola alternativa dal basso, mettendo al centro la partecipazione e il protagonismo attivo degli studenti” (qui il pdf completo La Buona scuola vista dagli studenti).

Intanto, da scuole e università, riunite nel Laboratorio dello Sciopero Sociale della Formazione è partito un appello contro il Jobs Act per il 3 dicembre (in sintonia con gli appelli dell’Assemblea nazionale dei Laboratori dello Sciopero sociale, protagonista dello sciopero sociale del 14 novembre): “Mobilitiamoci contro il Jobs Act nel giorno della sua approvazione!… Circondiamo il senato, portiamo la voce e la rabbia del paese reale che non abbassa la testa di fronte alla dittatura finanziaria. Il nostro tempo è adesso!”. Previsti cortei e azioni, l’appuntamento più importante è al Colosseo alle 10.

Di seguito, un interessante messaggio diffuso dal liceo scientifico Righi occupato. Questi invece alcuni link proposti da Uds: Leggi gli spunti tematici per costruire un’Altra Scuola!, Non sai come occupare la tua scuola? Leggi il vademecum occupazioni.

 

“LE VERE CONSULTAZIONI INIZIANO ORA!”

Venerdì 28 Novembre 2014 noi studenti del Righi ci siamo ripresi i nostri spazi occupando la sede di via Campania. In questi mesi abbiamo rivendicato i nostri diritti e urlato il nostro dissenso in piazza il 10 Ottobre e il 14 Novembre, contro la Buona Scuola e il Jobs Act del Governo Renzi.

La “Buona scuola” non risponde alle esigenze di un sistema scolastico, frantumato e distrutto dai tagli (8,5Miliardi) dei ministri Gelmini e Moratti. Ad oggi contributo volontario, caro libri, caro trasporti gravano pesantemente sulle tasche delle famiglie, soprattutto di quelle in maggior difficoltà, non garantendo un’accessibilità gratuita al diritto allo studio, ai saperi e alla cultura.

La riforma attraverso l’introduzione di capitali privati all’interno degli Istituti, mina alle fondamenta la necessità di garantire una scuola di qualità, uguale in qualsiasi contesto sociale e culturale.

Oltre alla gestione degli introiti privati, il dirigente scolastico formerà un Nucleo di Valutazione atto a giudicare i docenti secondo dei criteri “meritocratici”, che si baseranno su attività extracurriculari non retribuite e non sulla qualità dell’insegnamento.

La Riforma elimina la democraticità e la collegialità, accentrando il potere nella figura del Dirigente Scolastico. Ciò impedisce dialogo e dibattito tra tutte le componenti della Scuola.

Riappropriandoci dei nostri spazi non stiamo solo protestando contro l’ennesima riforma che non tocca le reali esigenze del sistema scolastico, ma proponiamo un modello di scuola complementare alla didattica ordinaria, basato sulla partecipazione democratica e attiva, su modelli di socialità e di confronto che partano dal basso e che costituiscano una comunità frenetica, cosciente, orizzontale e aperta.

Inoltre lottiamo affinché temi fondamentali come la disoccupazione, l’emergenza abitativa e la tutela del territorio non siano ignorati. Noi crediamo che il “Jobs Act” e la sua volontà esplicita di precarizzare interamente il mondo del lavoro, non sia altro che un’opera di sfruttamento e cancellazione di diritti, in nome della produttività.

Stiamo organizzando corsi e dibattiti sui temi più vicini alla protesta e agli studenti, ristruttureremo le aule dell’Istituto. Con questa occupazione abbiamo aperto un dibattito pubblico e orizzontale tra gli studenti, dove individueremo i punti critici del sistema scolastico e la loro possibile soluzione.

Il governo aveva lanciato negli ultimi mesi delle consultazioni di facciata, online e a crocette, a cui abbiamo partecipato, rendendoci conto immediatamente della loro inutilità. Ha invece mostrato indifferenza verso le critiche provenienti dalle piazze e dagli istituti.

Le consultazioni sono finite il 15 Novembre e noi insieme a tutti gli studenti medi romani vogliamo rivendicare che le consultazioni sono nelle scuole, sono con chi i disagi li vive quotidianamente sulla propria pelle, e vogliamo lanciare forte e chiaro il messaggio: LE VERE CONSULTAZIONI INIZIANO ORA.

DA LEGGERE

APPRENDERE FACENDO / DOSSIER

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 3 dicembre 2014

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