Apprendere facendo

Come ripensare il mondo a partire della scuola? Servono pensiero critico e spazi comuni. Occorre creare quelle che Ivan Illich chiama trame dell’apprendimento, dove imparare facendo
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Le nostre competenze vitali vengono dall’apprendere facendo
Gustavo Esteva, Senza insegnanti. Descolarizzare il mondo
Un paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano o i costi sono eccessivi. Un paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere
Italo Calvino, L’apologo sull’onestà nel paese dei corrotti
L’educazione è un processo naturale effettuato dal bambino e non si acquisisce ascoltando le parole, ma con esperienze nell’ambiente
Maria Montessori, La mente del bambino
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Il mondo in cui viviamo va in frantumi a grande velocità. In questi tempi oscuri vivere è apprendere, il frutto delle continue interazioni con l’ambiente e con gli altri, ma anche apprendere a disimparare, per cercare nuovi modi di vedere il mondo.

E di quale apprendimento, oggi, abbiamo bisogno per alimentare la speranza, per trovare qualche candela da accendere nell’oscurità o per riconoscere le fiammelle già accese? Per trasformare le idee, le relazioni sociali, i territori e le istituzioni e per scoprire i cambiamenti già in atto, abbiamo bisogno di domande difficili, di pensiero critico, di tempo, di creatività, di spazi dove mettere in comune ogni giorno sguardi sul mondo e mutuo appoggio, ma soprattutto abbiamo bisogno di creare un nuovo tipo di relazione tra uomini e donne, tra adulti e bambini, tra comunità e ambiente: significa, prima di tutto, diffondere le occasioni dell’apprendimento nel rapporto con le altre persone, con le cose, con la città, con il tempo. Serve creare quelle che Ivan Illich in Descolarizzare la società (pdf) chiama “trame dell’apprendimento”.

La messa in discussione della scuola così com’è è, il rifiuto della scuola-azienda e dei deliri meritocratici sono solo alcuni passaggi, dei nodi di queste trame, ovvero di un cambiamento lento e complesso, in cui il come (apprendere) diventa importante almeno quanto il cosa.

vietatoNonGiocare

Possiamo cambiare la scuola senza bisogno che un ministro ce lo venga a dire o a imporre”, ha suggerito qualche anno fa il maestro Gianfranco Zavalloni (leggi La gioia di educare. Il maestro Zavalloni). Pensava che la riforma della scuola si potesse fare ovunque, tutti i giorni e in molti modi. Una grande lezione di autonomia per chi vuole cambiare il mondo smettendo di delegare ai mercati ma anche ai governi quel che possiamo fare da soli. Del resto abbiamo imparato, con alcuni movimenti, che è molto difficile, o forse impossibile, cambiare il mondo, è invece possibile resistere e cominciare a crearne uno nuovo, qui e ora, tra le macerie del vecchio. Le domande giuste allora sono: come possiamo creare il nostro mondo nuovo nei territori dove viviamo e nelle scuole che frequentiamo ogni giorno? Come possiamo trasformare la scuola e favorire un’educazione in grado di accompagnare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, contro e oltre la cultura individualista, competitiva, devastatrice del capitalismo? Come possiamo nutrire l’apprendimento per una società senza dominio?

Di certo, servono comunità educative, territori nei quali l’apprendere, non solo la scuola, assuma forme diverse. Possiamo pensare e sperimentare, ad esempio, scuole senza aule e con aule diverse, prese in cura da chi le vive, oppure aule aperte e itineranti, tra orti, ciclofficine, botteghe, mercati, laboratori, biblioteche, piazze di tutto il mondo dove imparare facendo; senza classi e con classi composte da pochi studenti per sperimentare autoapprendimento e condivisione; senza insegnanti e con contadini, falegnami, musicisti, cuochi, teatranti… che affiancano insegnanti e maestri ogni giorno; senza campanelle e con attività in cui si impara a rallentare; senza divisioni nette tra teoria e pratica e con materie nuove per riscoprire la manualità o il contatto con la terra; senza testi unici e con didattiche esperienziali, creative, interdisciplinari e interculturali che offrano domande più che risposte; sicuramente senza voti, note e punizioni.

In fondo, la scuola come la conosciamo oggi, è nata in Europa nell’800, quando l’industria aveva bisogno di manodopera qualificata, capace, almeno, di leggere il nome delle macchine e di interpretare le istruzioni per farle funzionare. Tuttavia, la storia dei senza potere, la vita di ogni giorno di quelli che vivono in basso, quella che non si studia a scuola, dimostra che sono state comunità che etichettiamo con un po’ di disprezzo di “analfabeti” a inventare la ruota, il linguaggio, l’agricoltura, la metallurgia, “sono stati schiavi analfabeti a costruire le piramidi”, ricorda Gianni Rodari. Per questo, oggi serve una cultura che non resti monopolio di una élite dominante: serve, ad esempio, riscrivere le pagine di storia partendo non dai presidenti o dalle classe dirigenti, dagli eserciti o dalle guerre, ma dalle persone escluse dalla storia ufficiale, dal loro poco visibile ribellarsi facendo. E serve, al tempo stesso, mettere in discussione l’idea tradizionale di apprendimento: si tratta di pensare all’autoeducazione e a un vero inserimento di bambini e ragazzi nel dinamismo della vita sociale.

Ha scritto Maria Montessori: “Il nostro mondo è stato lacerato ed ora ha bisogno di essere ricostruito”. Questo spazio web raccoglie articoli, saggi, notizie, interviste, link, video sull’universo dell’apprendere, sulla scuola, sull’imparare ad imparare e vuole essere utile a chi non si rassegna alle lacerazioni e all’oscurità.

 

Questa pagina, in costante aggiornamento, nasce perché molte persone hanno messo in Comune articoli, idee, creatività e tempo. Un ringraziamento in particolare a Rosaria Gasparro, Gustavo Esteva, Luciana Bertinato, Paolo Mottana, Annarita Sacco e Marzia Coronati.

Per informazioni su questa pagina scrivete a carmosino@comune-info.net

ARTICOLI CONSIGLIATI

 

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L’università della terra Claudio Orrù e Irene Ragazzini

Occorre riportare bambini e ragazzi sulla scena del mondo, della natura, delle strade, nei luoghi dove si vive e si impara sul serio. Dobbiamo trasformare l’imparare come esperienza radicata nella vita concreta quotidiana

Scardinare la pedagogia e il modello lezione-voto

Apprendere il mondo. Oltre i libri

La mia maestra è un po’ svampita Manuela Salvi

 

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SITI AMICI PER APPROFONDIRE

 

Educazione democratica

Movimento di cooperazione educativa

➡  Educare alla libertà

Casa delle arti e del gioco

Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti

Casa laboratorio Cenci

Tropico del libro

La scuola ci riguarda tutti

Centri d’Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva, Cemea

Comunitá Internazionale di Cooperazione in Educazione (pag. facebook)

Rete per l’educazione libertaria

 

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ALCUNI APPUNTAMENTI 2015

IN CUI SARÀ PRESENTE LA REDAZIONE DI COMUNE:

Disimparare per imparare

(un pomeriggio di proposte, laboratori e seminari, promosso il 16 settembre 2015 dalla casa editrice la meridiana a Molfetta),

Educare alle differenze

(il 19 e 20 settembre a Roma, con i nostri amici dell’associazione Scosse

L’educazione prende corpo

(24 e 25 ottobre a Bastia Umbra, l’incontro nazionale della Rete di Cooperazione educativa C’è speranza se accade a…)

 

ELENCO DEGLI ARTICOLI

IN ORDINE CRONOLOGICO

“Insegnare a porre domande, coglierle nel discorso degli altri, abituare ad identificare (entro situazioni complesse) singoli elementi, porre attenzione alle loro relazioni, sviluppare l’esigenza di trovare criteri unitari per descrivere ed interpretare fenomeni. Insomma tutto quello che è necessario per trasformare una scuola dove si insegnano pensieri, in una scuola dove si insegna a pensare…”
(appunti di Alberto Manzi)
Abbiamo letto con i bambini delle nostre classi le notizie sull’attentato in Pakistan. il dolore è forte e strozza il grido che ci sale in gola. Ma dobbiamo trovare le parole per non restare indifferenti e per elaborare il dolore

Non è solo un ombrello Rosetta Cavallo |
“Andando a casa, per favore, fate riparare un compagno sotto il vostro ombrello se lui non ce l’ha”

Per i bambini a cui le lettere scappano Dys |

Io rispetto, tu aiuti, essi condividono  Rosetta Cavallo |

Gestire il conflitto, vivere un mondo diverso: i verbi della pace
Credo sia questa la buona scuola Rosetta Cavallo |

Come nello sciopero alla rovescia di Danilo Dolci, molti insegnanti, genitori e bambini si sono messi all’opera nelle scuole di tante città per la campagna Basta compiti: è tempo per uno sciopero durante le vacanze

Leo y comparto. (Leggo e condivido) Eduardo Galeano |

Che vacanze sono se abbiamo un sacco di compiti da fare? G. Zavalloni |

“Che vacanze sono se abbiamo un sacco di compiti da fare?”. Una domanda più che legittima che spesso mi rivolgono i ragazzi. Mi capita spesso di andare nelle classi della primaria o della secondaria di I grado e di conversare con loro. Uno dei temi che più volte mi viene proposto è quello dei compiti […]

Diritti Rosaria Gasparro | 24 novembre 2014

Esercitare la libertà Gustavo Esteva | In questo momento tragico, mentre intorno a noi cadono le verità e le istituzioni che ci hanno governato per duecento anni, niente è più importante che imparare a imparareLa Buona scuola esiste già Gruppo Roba da insegnanti

“Caro Matteo Renzi, Eco mediatica, è cominciata così All’inizio del suo interesse verso il nostro settore abbiamo assistito a grandi sbandieramenti sul ruolo fondamentale della scuola e dei docenti, con un’enfasi che è parsa a taluni perfino eccessiva. Quando la platea è stata sufficientemente riscaldata …. ”

Quarant’anni di scuola, Anna Maria Bruni

“Quando contattai Piero, nell’agosto del 2009, lo feci pensando ad una lunga intervista ad un maestro elementare su quarant’anni di lotte per la scuola a Roma. Ma, anche se questa rimane l’ossatura del racconto, come spesso avviene quando si comincia un’opera di scavo, il dialogo tra noi ha trasformato di molto […]”

Pratiche di una buona scuola che esiste già, da Soave a Gaza, passando per la rete “C’è speranza se accade @”
Partire dall’aula per scrivere la città Michele D’Ignazio, 5 novembre 2014

Frammenti di una scuola diversa Marzia Coronati, 23 ottobreSiamo andati a vedere la prima di un film di un maestro e dei suoi venti studenti. Il maestro si chiama Franco Lorenzoni e la scuola è quella di Giove, in Umbria. Ci siamo molto emozionati. Elementare – Appunti di un percorso educativo non è un film sulla scuola, nè un vademecum per gli insegnanti, nè un documentario di denuncia. È molto di più, un collage di frammenti di registrazioni fatte nel corso delle attività scolastiche e durate cinque anni. Ogni bambino dovrebbe avere la possibilità di vivere la realtà della piccola scuola di Giove: stare seduto per terra, dare il proprio giudizio su un fatto accaduto, cercare i fossili infilando le mani nel fango… Esperienze elementari, appunto

Elogio del tempo giardino Valentina Guastini, 23 ottobre 2014

Bambini stanchi, pallidi, spesso con una repulsione per la scuola, oppure agitati, incontenibili, con una gran voglia di correre, ma soprattutto… con carenza di vitamina D. Insomma stanno poco all’aria aperta. Paranoie (la “sicurezza”) e burocrazie spesso impediscono di fare le ricreazioni (figuriamoci le lezioni) nei giardini e nei cortili. I tagli imposti dai vari governi hanno annullato le compresenze e non permettono alle insegnanti uscite sul territorio ad esplorare la natura o il cambio delle stagioni. Le visite d’istruzione sono organizzate principalmente in luoghi chiusi, anche quelle sui temi ambientali. Sì, è ora di cambiare, possiamo farlo

La città immaginata dai bambini  | Redattore sociale,

Dal muro dei post-it sulle cose che non funzionano alla consapevolezza che aggiustarle dipende anche dai ragazzi. Un esperimento in una scuola media lombarda fa comprendere le potenzialità e le idee che sarebbero a disposizione di tutti Come ci parla una città quando impariamo a leggere? La città è satura, normata, iperregolata, le didascalie che […]

Non opprimere i figli con l’idea di scuola | Natalia Ginzburg,

Non è solo la location, il bosco, a creare una magia educativa

Promemoria | Gianni Rodari,

Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, […]

Educhiamo in modo differente  20 settembre 2014

Ascoltare, costruire, condividere una cultura dell’infanzia M. Frasca

Libri in comune Redattore sociale |

L’educazione accade quando si fanno insieme cose significative

La scuola non è un rifiuto 

Ogni giorno un ministro o un sottosegretario si sveglia e annuncia cosa farà per bruciare i rifiuti oppure come stravolgerà la scuola. A volte confonde rifiuti e scuola. Quasi sempre dimentica una cosa: la scuola non appartiene ai governi ma a chi la fa

Smettiamo di trovare scuse alle sculacciate | Marzia Rubega,

Mettiamocelo in testa: sberle e scapellotti rendono i bambini più aggressivi e insicuri

Una rete di cittadini, tra i quali molti insegnanti e genitori, e comitati ha sfilato venerdì 27 giugno per le vie del centro di Arezzo

Lettera di fine anno scolastico (1976) agli alunni di quinta

La storia di una classe in una scuola elementare di provincia. Un laboratorio di cittadinanza, dove l’italiano si impara senza libro di grammatica, perchè si sperimenta il mondo. “Anch’io sono straniero” è un bel documentario

Se gli ortaggi sono raccolti dai ragazzi per la mensa scolastica

Tira e tira la corda di spezza |

Pinuccio è un cartone animato e fa parte della campagna “E’ Viva Taranto”, partita in gennaio e approdata con lo “Spot per Taranto” prima sul web, poi nelle tv locali e infine nelle scuole. Vi raccontiamo cosa sono la critica allo sviluppo e lo sfruttmento dei lavoratori

Insegnanti, studenti, genitori: una legge di iniziativa popolare

I giochi più semplici | Marzia Rubega

Il pane, un mondo e un modo da cui imparare a vivere

Portiamo i ragazzi in gita nelle prigioniAscanio Celestini |

Certo che i bimbi possono leggere a un anno | Marzia Rubega |

Una scuola del saper fare 

Abbiamo un’idea. Maestra, ci stai?

I bambini non sono bambolotti 

Alcune considerazioni sull’anticipo della scolarizzazione a 5 anni

Una scuola creativa, resiliente e libera

Nei giardini di Pomona

FemminucciaRosaria Gasparro |

In cammino a passo lento tra contrade, boschi, formaggi

La scuola sull’isola di sole scale Redattore sociale |

Il valore educativo della fantascienza? Mette in scena futuri possibili

Milano: orti e animali nella didattica della Rinnovata Pizzigoni

Restiamo scolari, se possibile 

La didattica digitale è utile, ma non sostitusce la relazione umana

Una scuola terra terra 

Il mondo non è una minaccia | M. Calabria e R. Troisi |

Il banco dei bambini 

Apprendere in un bosco tra creatività, condivisione e corde

Valutare una scuola con le prove Invalsi non ha senso. Alcune opinioni

Leggere un libro con i bambini vuol dire condividere pensieri ed emozioni

«Ripetere è la condizione ordinaria di chi fa scuola. Ma non ci faccio l’abitudine alla ripetitività… La complessità si può fare a pezzi per renderla accessibile, a portata di tutti. Ci mettiamo in scena. Ci raccontiamo. Nei segni svegliamo il sogno»

Pane e poesia. Versi di convivialità | Marzia Coronati

La poesia è un’arte del popolo per il popolo, è un elemento fondamentale di crescita dell’individuo umano, un veicolo di comunicazione pacifica e un esercizio all’ascolto. La poesia scopre il reale e crea il nuovo, partendo sempre da una profonda domanda concreta e esistenziale

Trenta libri imperdibili della letteratura per bambini | nostrofiglio.it,

La voce di genitori e maestri che raccontano una storia, recitano una filastrocca o la leggono ad alta voce è strumento prezioso non solo per trasmettere la passione per la lettura ma anche per immaginare mondi diversi. Da dove cominciare? Magari da alcuni classici come Robin Hood di Alexandre Dumas, Favole al telefono di Gianni …

Un documentario discusso in tutto il mondo: trasformiamo l’apprendimento

“Io conto, tu ti nascondi”, l’audio documentario dedicato al gioco

Ex-mercenari, prof in un liceo su marò e antipirateria. Qualcuno si ribella

Un gruppo facebook per ragionare intorno alla didattica di genere

Mario Lodi: non le leggi ma i maestri possono migliorare la scuola

Scrittori diventano Piccoli Maestri di lettura. La rete si espande nelle scuole

Si fanno orti per autoprodurre cibo, cooperare e per imparare sperimentando

Mario Lodi, maestro, scrittore e straordinario pedagogista, è morto domenica 2 marzo

Video-animazione su sfruttamento della natura e dei lavoratori, rifiuti

Il merito diseduca, favorisce l’utilitarismo. Ma la scuola non è una gara

I voti cancellano l’impegno del fare insieme e il piacere di scoprire

Apprendere non significa superare un test. L’istruzione è indagare e creare

http://www.youtube.com/watch?v=AsZJxDsd1Q8

Una scuola pubblica della periferia romana dimostra come il saper fare, l’imparare facendo, la condivisione di saperi con insegnanti senza etichetta, il riuso e il riciclo possono trasformare le relazioni con gli altri e con il mondo

Mostra e molto altro con i disegni di Gianfranco Zavalloni, maestro creativo

Apprendere diversamente, ribaltando il concetto spazio/tempo tradizionale

Le classi sono ormai un melting pot che modifica il fare scuola

Qualche idea per promuovere la lettura, come la nuova biblioteca di Lampedusa

Le pareti delle aule possono raccontare il punto di vista dei bambini

La voglia di condividere libri e di leggere viaggia su un’Apecar

Laboratorio per bambini al mercato Ecosolpop di Scup

Gli abbiamo rubato pure la creatività |

I bambini di oggi hanno perso rispetto ai loro genitori e nonni un dono importante, la creatività. La causa? Sono impegnati in troppe attività organizzate, strutturate e supervisionate dagli adulti e non possono giocare liberamente tra loro, specie fuori casa.

agli adulti che non si accorgono che mondi diversi già esistono

A proposito di obiezioni «di genere» sul diritti delle figure genitoriali

Ci sono educatori, genitori, insegnanti che hanno paura dei conflitti, altri che spingono alla competizione nello studio e nello sport. E chi non trova il tempo per giocare e oziare con i bambini. Il cambiamento? Fare della cooperazione pensiero e azione

La scienza sale in altalena e gioca con i bambini. Accade in una mostra di giocattoli scientifici interattivi, costruiti con materiali di recupero facilmente riproducibili. È stata realizzata, dal giocattolaio Roberto Papetti e da alcuni maestri ed è itinerante

Bambini, smartphone, facebook, libertà: qualcuno ha idee tgda mettere in comune?

 

2013

“Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere – partecipi, infervorati – e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell’indifferenza.
(…) Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose e emozionanti…
Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell’irrazionale e del puro vivente che è in noi. (..) Può educare solo chi sa cosa significa amare.”

Pier Paolo Pasolini

I bambini hanno ancora bisogno delle favole, gli adulti di raccontarle. Di sicuro, il cibo è un protagonista delle favole. E per fortuna, in questi giorni, si sono viste ancora mani di bimbi che impastavano. Il cambiamento si nutre di favole, cibo buono, dita infarinate

Apprendere giocando. Un’altra didattica, un altro sguardo sul mondo

Non c’è cambiamento se i bambini non corrono, giocano, saltano…

Apprendere ogni giorno tra alberi, neve, prati, sentieri. Accade in diversi paesi

Esalta individualismo e competizione, meglio ragionare di uguaglianza

Quando la scuola diventa un pericolo Arrèxini |

Abbiamo bisogno di un mondo diverso, di guardare e ascoltare le cose in modo diverso. Ma per ascoltare in prodondità dobbiamo prima di tutto saperci ascoltare

C’è un maestro ad Asti che passa il tempo a ragionare di pace con i bambini della sua scuola elementare, leggendo don Milani e Sandro Pertini. E poi c’è un sindaco che da Messina chiama in classe per approfondire il tema. Cittadini ribelli crescono

Perché è importante minimizzare l’uso del linguaggio che impoverisce le persone

Città del Messico, la straordinaria protesta delle professoresse

Vogliono distruggere la scuola pubblica. Ci ribelliamo, nulla sarà più come prima

L’audiodocumentario «I libri non bastano» Radio Rai3, con Esteva, Lanciano, Tonucci…

Ecco dove e perché si diffondono le esperienze degli agriasilo

Per resistere non basta sopportare. Bisogna costruire qualcosa di nuovo

Possiamo imparare a essere liberi? Si può insegnare la libertà? Probabilmente no, e di certo non in modo pedagogico. Le comunità zapatiste hanno promosso in agosto un bizzarro corso senza aule né maestri. Il racconto di un giornalista allievo

Manuale di sopravvivenza per chi in agosto va nella strana-scuola del Chiapas

Non si tratta di imparare qualcosa sul mondo ma dal mondo. Nel primo corso sulla libertà secondo gli zapatisti, si può cominciare insieme a chi sta facendo un mondo nuovo. Bisogna reimparare ad apprendere, guardare, ascoltare

Alunni disertori 

Ecco come l’industria del cibo condiziona la nostra alimentazione

Le attenzioni sul referendum sono una vittoria. Ora serve anche il risultato

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Niente delega e personalismi 

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Andrea ha tre anni e mezzo, vive a Pisa e ama la Pimpa. La scuola materna comunale vuole portarlo insieme ai suoi compagni al Centro Addestramento Paracadutisti della Folgore per la Giornata della solidarierà. Un gruppo di genitori si oppone

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“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini”

da “Diario di scuola” di Daniel Pennac (ed. Feltrinelli)

Goffredo-Fofi, riviste e politica. La sfida? Svegliare chi si illude di pensare

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Il 6 dicembre di studenti e Fiom a Roma è stata una straordinaria protesta con precari e famiglie. Cortei e una decina di occuapazioni. Il fermento sociale romano è sempre più diffuso e multiforme.

Appello di un maestro: i bambini hanno bisogno di un modo vero

Il “14” e il “24 novembre” e le scuole occupate raccontano di un movimento di ragazzi e ragazze spontaneo, grande, ostinato. La redazione di Comune-info offre loro un piccolo contributo con un elenco di 15 proposte a proposito di cambiamento qui-e-ora

Quattordici novembre

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6 Risposte a “Apprendere facendo”

  1. Sergio Scarcelli
    30 ottobre 2014 at 13:10 #

    Privando negli anni della manualità e la creatività si è voluto in modo sistematico impoverire di possibilità e di conoscenza il futuro, creando sudditanza ad ogni livello.

  2. Anna Guarracino
    30 ottobre 2014 at 13:27 #

    Creare un nuovo orizzonte di senso laddove senso non ce n’è più.

  3. 31 ottobre 2014 at 07:24 #

    Bellissimo, ma che facciamo? Comunità educative? Io ci sono! Dove? Quando? Ho anche persone che potrebbero partecipare. Come facciamo?

Trackbacks/Pingbacks

  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 1 novembre 2014

    […] Abbiamo bisogno di ragionare sul senso ultimo della scuola. Servono domande difficili, pensiero critico, creatività, spazi dove mettere in comune ogni giorno sguardi diversi sul mondo. Si tratta di diffondere le occasioni dell’apprendimento nel rapporto con gli altri, la città, il tempo, creare quelle che Ivan Illich chiama “trame dell’apprendimento” […] […]

  2. Perché non partecipo alla Buona Scuola | Federazione della Sinistra di Latina - 6 novembre 2014

    […] * Maestra di una scuola primaria pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui. Insieme a molti e molte ha contribuito alla nascita di questo dossier: Apprendere facendo. […]

  3. La scuola in cui entro ogni giorno | Federazione della Sinistra di Latina - 6 marzo 2015

    […] * Maestra di una scuola primaria pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui. Insieme a molti e molte ha contribuito alla nascita di questo dossier: Apprendere facendo. […]

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