Il massacro dei ragazzi di Ayotzinapa

Non è certo la prima volta che dal Messico arrivano spietate notizie di esplosioni di violenza. Capita spesso che il senso degli avvenimenti sia difficile anche solo da interpretare. Non sembra il caso delle spaventose scene di caccia allo studente che la polizia e gli amici pistoleri hanno inscenato il 26 settembre nella città di Iguala, Stato meridionale del Guerrero. I ragazzi della scuola normale rurale di Ayotzinapa, un istituto che forma maestri per le primarie, sono figli di gente povera. Facevano una colletta per pagare la partecipazione alla marcia che ricorda la strage nella Piazza delle Tre Culture, uno dei simboli mondiali della rivolta studentesca del 1968. Sei i morti accertati, venti i feriti, ben 45 ragazzi sono scomparsi, per almeno 20 di loro si teme il peggio dato che sono stati visti salire sulle camionette delle polizia. Almeno uno degli studenti è stato torturato in modo atroce. Gli studenti della rurale hanno una lunga tradizione di lotta, ancora pochi mesi fa sono stati al fianco dell’ultima grande protesta degli insegnanti. Per questo davano tanto fastidio al sindaco del Prd, il partito della cosiddetta sinistra, un uomo politico corrotto e colluso, accusato anche di omicidio: la persona adatta a guidare una città chiave per il traffico della droga, dove l’evanescente confine tra istituzioni e criminalità mostra tutta la sua inconsistenza
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(foto: www.diariocambio.com.mx)

di Luis Hernández Navarro

La polizia preventiva municipale di Iguana li ha cacciati come conigli. Malgrado fossero solo studenti, li hanno trattati come se avessero fatto parte di un cartello  rivale. Hanno sparato all’impazzata contro gli 80 alunni della Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa, che lo scorso 26 settembre a Iguana avevano organizzato una colletta per finanziare la loro partecipazione al corteo che celebrava il massacro del 2 ottobre del 1968 a Città del Messico. Prima gli agenti in uniforme, poi i pistoleri in borghese, dandosi il cambio e senza alcun preavviso. Julio César Fuentes Mondragón, uno degli studenti della normale, è stato torturato, gli hanno cavato gli occhi e strappato la pelle dal viso.

Il saldo è tragico. In quattro atti di violenza collegati tra loro di cui sono stati protagonisti i poliziotti municipali e i pistoleri sono state assassinate sei persone, tre delle quali della Scuola Normale, venti i feriti, un ragazzo è ridotto in stato vegetativo e non si sa nulla di altri 55 (altri 10 sono poi stati rintracciati illesi, ndt), almeno 20 dei quali sono stati fatti salire sulle camionette della polizia municipale.

In un primo momento, gli agenti hanno sparato mentre i ragazzi della normale si trasferivano a bordo di tre autobus dell’impresa Costa Line. Poi, un gruppo di pistoleri ha sparato una raffica di colpi mentre tenevano una conferenza stampa per denunciare l’attacco subito. In seguito, in quello che il giornalista Sergio Ocampo, ha descritto come un’aggressione a tutto quel che poteva sembrare uno studente, hanno riempito di colpi il pullman nel quale viaggiavano i giocatori della squadra di calcio Avispones.

Adispa2anwarQuel 26 settembre, la presidentessa del Sistema Nacional para el Desarrollo Integral de la Familia (SNDIF o DIF) a Iguana, María de los Ángeles Pineda de Abarca, ha reso noto il suo rapporto sulle attività. Oltre a essere la moglie del presidente municipale José Luis Abarca Velázquez, la signora è una delle principali aspiranti alla poltrona di sindaco per il 2015 ed è una figura che ha una enorme influenza politica.

José Luis Abarca Velázquez da umile venditore di sombreros è divenuto gioielliere, poi padrone del centro commercialee facoltoso commerciante. La sua fortuna gli ha consentito di sostenere nel 2011 una costosa campagna elettorale in favore dell’oggi governatore Ángel Aguirre Rivero e, un anno più tardi, di finanziare la sua, ripartendo generosamente regali ai suoi simpatizzanti.

Abarca ha conquistato la candidatura a sindaco a colpi di libretti di assegni, Dopo un’effimera contrattazione interna, il Partido de la Revolución Democrática non ha avuto alcuna difficoltà ad includerlo nella lista, malgrado la sua reputazione di amico dei malviventi della regione. Si è aggiunto subito alle file della Nuova Sinistra,

Iguana è una città chiave per il traffico della droga. Una valle circondata da nove montagne nella regione nord del Guerrero, porta d’ingresso alla Tierra Caliente, dove i cartelli elaborano droghe sisntetiche e coltivano marijuana. Lì operano diverse bande del crimine organizzato, egemonizzate da Guerreros Unidos, uno dei sottogruppi sorti dopo l’implosione dei Beltrán Leyva  

La guerra tra i cartelli per il predominio è stata selvaggia. Guerreros Unidos si batte per il controllo delle vie del contrabbando di droga che uniscono gli Stati di México, Guerrero e Morelos con la Familia e Los Rojos, una cellula capeggiata da Leonor Nava Romero, El Tigre, fratello di Jesús Nava Romero, El Rojo, luogotenente di Arturo Beltran Leyva, abbattuto nel 2009 a Cuernavaca.2012_1_5_e4esvRS6PWPVVRRMTkMIK2

Il risultato di questa disputa a Iguana è stato sanguinoso. Nel gennaio del 2004, un commando armato, che si è identficato come polizia statale, assaltò il carcere e il municipio, e assassinò cinque detenuti. Gli agenti che si trovavano in una torre del penitenziario, spararono contro gli aggressori, ne uccisero quattro e ne ferirono uno. Tra aprile e maggio furono fatti 16 ritrovamenti di ossa umane in fosse clandestine nell’insediamento Ernesto Pineda Vega.

Dal suo arrivo in municipio, José Luis Abarca è stato accusato di corruzione, nepotismo e autoritarismo. Il 30 marzo del 2013, otto membri di Unità Popolare di Iguala, organizzazione sociale di opposizione al presidente municipale, furono tolti di mezzo da un commando. Tre furono giustiziati. Nicolás Mendoza Villa, uno dei sequestrati che è riuscito a fuggire, ha accusato direttamente il sindaco dei fatti e di aver personalmente dato la morte al dirigente del Prd Arturo Hernández Cardona sparandogli un colpo al volto e un altro nel petto, dopo avergli detto: che cazzo stai facendo col concime. Mi prendo il gusto di ammazzarti.

Infamia per infamia, José Luis Abarca ha detto che il massacro dei ragazzi della scuola normale è stato causato dal fatto che “sembra che qualcuno abbia assunto quelli di Ayotzinapa per combinare disastri” Chi è che li avrebbe pagati per creargli problemi? In una regione infestata dal narcotraffico, l’accusa è temeraria e provocatoria. È stato per questo che a uno degli studenti hanno staccato la pelle dal viso?

I ragazzi della scuola normale rurale Raúl Isidro Burgos Ayotzinapa non sono pagati da nessuno. Hanno alle loro spalle una lunga storia di lotte a favore delle cause migliori. Lo scorso anno hanno appoggiato in modo altruistico gli abitanti di Tixtla colpiti dagli uragani Ingrid e Manuel, che erano stati abbandonati dal governo dello Stato. Il 22 dicembre del 2011, due dei suoi compagni sono stati assassinati dalla polizia dello Stato mentre protestavano per aver migliorie nella loro scuola e posti di lavoro. I crimini restano impuniti.

José Luis Abarca è protetto da personaggi molto potenti del governo e del Congresso dello Stato. Quando la consigliera allo Sviluppo Rurale, Sofía Lorena Mendoza, ha promosso la revoca del mandato del sindaco, accusandolo di essere responsabile dell’assassinio di tre dirigenti dell’Unión Popular, il presidente della Commissione di Governo del Congresso locale, Bernardo Ortega Jiménez, lo ha sostenuto. Come Abarca, anche Ortega fa parte di Nueva Izquierda. Il Prd continuerà a proteggerlo?

 

 

Fonte: La Jornada

Traduzione per Comune-info: m.c.

 

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