Ti raccontiamo cos’è la Lip

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Cara amica/o insegnante, studente, genitore, cittadino. Se ci ha seguito in quest’ultimo periodo ti sarai reso contro dell’impegno che stiamo profondendo per cercare di portare a conoscenza di tutti il testo di quella che noi chiamiamo ancora affettuosamente la Lip – Legge di iniziativa popolare “Per una Buona scuola della Repubblica” – oggi disegno di legge grazie all’adozione di parlamentari appartenenti a diversi schieramenti politici (ne avevamo parlato qui, Facciamo crescere una scuola diversa, ndr).

Ti chiediamo uno sforzo per cercare di arrivare a coloro che non conoscono la proposta: i nostri mezzi sono limitatissimi, ma pensiamo di potercela fare anche con il tuo aiuto. Ogni tipo di intervento è ben accetto: adottando e facendo adottare la Lip, partecipando alla campagna #megliolalip (sempre che tu intenda partecipare alla consultazione renziana), intervenendo ai dibattiti sulla “Buona scuola per Renzi” organizzati nei luoghi a te vicini (qui trovi l’elenco in continuo aggiornamento, tienilo d’occhio costantemente…), dal volantinare il confronto tra la Lip e la Buona scuola di Renzi.

Insomma – ovunque potrai e vorrai – è necessario l’attenzione sulla Lip, cioè su un testo che – a differenza di quello governativo – non può contare sulla propaganda della maggior parte dei media, nonché sull’occupazione di tutti i possibili spazi istituzionali; un testo che non è un semplice Pdf online, ma una proposta che seguirà l’iter costituzionale.

A questo proposito, abbiamo chiesto ai presidenti delle due Camere (dai quali attendiamo fiduciosi una risposta) di ovviare a questa anomalia e – democraticamente – di provvedere (oltre alla Buona Scuola di Renzi) anche alla diffusione del disegno di legge “Per una Buona Scuola della Repubblica”, ispirato direttamente ed intransigentemente al dettato costituzionale.

Sai che dalla scorsa settimana il governo, con una circolare del direttore generale Chiappetta, ha chiesto che le scuole si attivino per diffondere e discutere la proposta governativa. Noi chiediamo che allo stesso modo si possa fare con la Lip.. Ti proponiamo pertanto di organizzare assemblee/convegni/seminari, incontri di gruppi di scuole, o incontri cittadini nei quali potrai intervenire per spiegare i contenuti del testo e compararlo con quello sottoposto al “piano d’ascolto” e se hai bisogno di una mano ti aiuteremo; noi stessi ed alcuni parlamentari siamo disponibili a “pellegrinaggi”….

Pensa come sarebbe bello riuscire a farcela! Si tratterebbe di una prova di partecipazione effettiva e reale (come quella che ci permise nel 2006 di raccogliere 100mila firme per far conoscere e poi presentare la Lip in Parlamento), di amore per la scuola della Costituzione, di democrazia.

Il nostro obiettivo, per essere raggiunto, ha bisogno anche del tuo contributo.

Diffondi questo appello anche ai tuoi indirizzari.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento. Non ti chiediamo altro, se non di continuare a crederci e di impegnarti nella direzione che riterrai più utile: per una Buona Scuola della Repubblica.

Marina Boscaino, Anna Angelucci e Antonia Sani (Roma), Bruno Moretto, Giovanni Cocchi e Giancarlo Vitali (Bologna), Carlo Salmaso (Padova), Mauro Presini (Ferrara), Roberta Roberti e Giordano Mancastroppa (Parma), Francesco Casale (Vicenza), Arcangela Mastromarco, Beatrice Damiani e Giorgio Morale (Milano), Luigi Capitano (Agrigento)
http://lipscuola.it/

 

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Occorre riportare bambini e ragazzi sulla scena del mondo, della natura, delle strade, nei luoghi dove si vive e si impara sul serio. Dobbiamo trasformare l’imparare come esperienza radicata nella vita concreta quotidiana

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7 Risposte a “Ti raccontiamo cos’è la Lip”

  1. Comune-info
    10 febbraio 2015 at 08:51 #

    Scrive Marco Donati, uno dei genitori che contribuirono a scrivere la LIP:

    In effetti esiste una buona scuola che non necessita di fondi e finanziamenti: è quella che inizia ogni mattina quando la porta dell’aula si chiude e inizia la relazione fra le persone grandi e piccole di quella classe. Come abbiamo detto all’inizio della nostra avventura nessuna buona legge di per sé è in grado di generare una buona scuola, allora come oggi dobbiamo continuare a considerare la LIP come una scatola ben fatta dentro la quale le buone pratiche possano svilupparsi comodamente e quelle cattive invece trovino molte difficoltà.

    Se così non facciamo rischiamo che molti si nascondano dietro la LIP e continuino a praticare la pedagogia nera. Questo è fondamentale per continuare e rinsaldare l’alleanza con gli studenti e le studentesse perché alla prova dei fatti non basta essere di sinistra se “stanghi” e “respingi”, se non sei in grado di far provare il piacere di sapere e conoscere, se non riesci a metterti in relazione costante con i saperi che i ragazzi acquisiscono al di fuori dell’aula, se non riesci a far comprendere che che sono proprio loro il soggetto della formazione e non l’oggetto.

    Dobbiamo provare a tenere insieme questi due piani senza rimandare il secondo al raggiungimento del primo obiettivo. Ci è già successo. La votazione in decimi nella primaria è passata senza sostanziale opposizione, il 5 in condotta è passato senza che nessuno levasse un grido. abbiamo spesso girato la testa quando colleghi improbabili facevano danni. Abbiamo fatto delle uscite didattiche il terreno dello scontro sindacale.

    La buona scuola ha bisogno di un buon contesto legislativo e di molto, molto lavoro sul piano culturale: noi dobbiamo fare outing, mettere un simbolo sui nostri baveri per dire che siamo per la LIP perché che siamo buoni docenti, buoni cittadini genitori.

    E così sottoporci al giudizio dei ragazzi e delle ragazze che ci guardano.

  2. Mauro
    10 febbraio 2015 at 12:23 #

    Mi pare un ottimo progetto, tranne il nome. La scuola va avanti da anni a forza di acronimi incomprensibili. La Lip sembra tanto la Lim. Invece Renzi e i suoi consulenti di immagine chiamano la loro riforma “La buona scuola”, che, secondo me, è molto più accattivante e soprattutto comprensibile. L’uso continuo degli acronimi mi ricorda il latinorum manzoniano. La chiarezza è la base della democrazia. Perché non possiamo chiamarla “Legge di iniziativa popolare per una scuola democratica” o in un altro modo che la gente capisce?

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