Uccidono gli oceani

oc

di Mickey Z.*

Io non so come salvare il mondo. Io non ho le risposte o La Risposta. Io non ho alcuna conoscenza segreta su come correggere gli errori delle generazioni passate e presenti. Io so soltanto che senza la pietà e il rispetto per tutti gli abitanti della Terra, nessuno di noi sopravviverà, e non ce lo meriteremmo nemmeno
Leonard Peltier**

 

Gli oceani non stanno morendo, li stanno proprio uccidendo. Più del 40 per cento degli oceani del pianeta stanno fortemente risentendo delle conseguenze delle attività umane, e solo poche aree – sempre che ce ne siano – sono lasciate al riparo dall’azione dei fattori antropogenici. Ciò significa che noi esseri umani (e ciò che noi chiamiamo civiltà) hanno svolto un ruolo primario nel degradare le acque della terra.

La ricerca senza soste di profitti, ci ha impedito di accorgerci della piaga che ha colpito il profondo mare blu, e come ciò colpisce tutte le forme di vita.

Non siamo in presenza di una incontrollabile forza della natura e nemmeno di una teologia preordinata. Sono delle decisioni umane che ci hanno portato alla situazione in cui ora ci troviamo ed è necessario prendere immediatamente delle decisioni umane per mettere a punto un processo più logico e più condivisibile. Perché non cominciare con questa svolta urgente rispetto agli oceani? Dopo tutto, sono il luogo dove si trovano l’80 per cento di tutti gli esseri viventi della terra e dove viene creata più della metà dell’ossigeno che utilizziamo.

Quanto segue è un piccolo esempio di ciò che ha fatto la cultura degli uomini e di quanto sta ancora facendo ai nostri meravigliosi – e vitali – oceani.

occ

Un viaggio acido

Possiamo iniziare la nostra analisi con la crescente acidificazione degli oceani. Il diossido di carbonio (C02) che viene prodotto dalla utilizzazione dei carburanti fossili si scioglie nell’oceano e riduce il suo pH.

Prendete in considerazione questi fatti:

♦ Circa il 25 per cento di tutte le emissioni di C02 sono assorbite dagli oceani.

♦ Prima che gli esseri umani cominciassero a bruciare il carbone e il petrolio, il pH dell’oceano è rimasto praticamente stabile per 20 milioni di anni.

♦ Durante gli ultimi 250 anni, gli oceani hanno assorbito 530 miliardi di tonnellate di C02, che hanno determinato una acidità del 30 per cento negli oceani.

♦ La miriade di effetti deleteri dell’azione di acidificazione comprende la riduzione di un minerale chiamato carbonato che è la sostanza che permette di costruire le conchiglie e lo scheletro di molti esseri che vivono nei gusci e dei coralli. Man mano che i livelli di pH si riducono, le conchiglie praticamene si dissolvono. Questa azione rallenta anche la creazione delle barriere di coralli e qualcuno è convinto che la sparizione di queste barriere avverrà entro i prossimi 40 anni.

Spesso chiamate “le foreste pluviali del mare”, le barriere di corallo ospitano un quarto di tutte le specie di pesci del mare e la loro presenza protegge le zone costiere dalle onde più forti e dalle tempeste.

Pesca a strascico in Africa (Greanpeace international)

Questo è il vostro oceano in tempo di capitalismo

La vita dell’oceano che è ancora in qualche modo in grado di reagire all’aumento di acidità non è del tutto chiara, a causa, ad esempio, della pesca a strascico sul fondo. Questa è un metodo di pesca assolutamente non selettivo, costituito dall’immergere grandissime reti che arano il fondo del mare. Lo potete immaginare come la versione marina del taglio degli alberi per distruggere le foreste. Si ritiene sia la singola azione umana più distruttiva per gli oceani del mondo, poiché spesso lo strascico lascia sul fondo un corridoio vuoto che può essere individuato dai satelliti.

Questo metodo è una delle principali componenti della pesca eccessiva (o, per essere precisi, della pesca stessa). Da quando questi metodi di pesca a scala industriale sono stati introdotti negli anni ’50, il 93 per centi dei pesci di grandi dimensioni, come i tonni, i pescispada, i delfini, i merluzzi, i capodogli, le balene, i grandi pesci bianchi e quelli piatti come le razze, è scomparso.

Per di più, un quantitativo stimato tra i 50 e i 100 milioni di squali viene ucciso ogni anno, talvolta per una “pesca” involontaria, in altri casi in modo più specifico quando un numero imprecisato di milioni di squali costituiscono l’obiettivo del prelievo delle loro pinne.

Questo modo di agire prevede la cattura degli squali, il taglio delle pinne mentre sono ancora vivi, e il rigettare a mare i pesci mutilati. Le pinne sono fatte seccare e vengono usate in raffinate zuppe di squalo. Per rendere tutto ciò ancora più deprecabile, dobbiamo sapere che le pinne di squalo non aggiungono alcun particolare sapore alla zuppa. Esse vengono aggiunte solo per la consistenza del brodo.

I pescicani esistevano già 200 milioni di anni prima dei dinosauri. Vogliamo veramente appartenere alla specie che ne avrà cancellato l’esistenza?

Il quadro generale

Un’altra decisione umana che costituisce un ecocidio, è costituita dalle perforazioni in alto mare. Durante tutto il periodo in cui viene fatta funzionare, una sola perforazione petrolifera può:

♦ Pompare più di 90.000 tonnellate metriche di sostanze chimiche e di parti in metallo nell’oceano.

♦ Scavare tra 50 e 100 pozzi, ciascuno dei quali disperde nell’acqua 25.000 libbre di metalli tossici, come il piombo, il cromo e il mercurio e dei potenti cancerogeni come il toluene, il benzene e lo xilene.

♦ Inquinare l’aria circostante come fanno 7.000 auto che percorrono 50 miglia al giorno.

♦ Altre forme di danno distruttivo per gli oceani da prendere in considerazione sono le perdite e le chiazze galleggianti di petrolio, l’erosione delle coste, il fatto che enormi isole di plastica e altri rifiuti stanno galleggiando nell’Oceano Pacifico, ecc..

Noi dobbiamo urgentemente inserire queste interconnessioni che formano un quadro complessivo nelle nostre menti e nel nostro attivismo. Mentre ciascuno di noi svolge un ruolo in una ampia gamma di temi cruciali, non dobbiamo mai perdere di vista come tutte queste cose sono connesse tra di loro. Se gli oceani smettono di funzionare, non possono più esistere gli ecosistemi. Se gli ecosistemi non funzionano, tutti i nostri sforzi perdono di significato.

Quindi, per favore, è positivo che le grandi multinazionali paghino più tasse o che un singolo contribuente al sistema sanitario nazionale sia coperto, ma questi cambiamenti alla fine entrerebbero a far parte della categoria delle proverbiali sdraio sul ponte del Titanic, se i nostri oceani non vengono ripuliti e rispettati, ma subito!

.

.
* Mickey Z, ovvero Michael Zezima, è scrittore ma anche giornalista e fotografo, e vive a New York. Autore di oltre dieci libri, tra quelli tradotti in Italia «Salvate Il Soldato Potere: I falsi miti della Seconda Guerra Mondiale» (Il Saggiatore). Chiunque desideri sostenere i suoi sforzi da pensatore critico, da sempre impegnato con i movimenti sociali, può farlo con una donazione qui. Comune è il sito in Italia al quale invia periodicamente i suoi articoli. Questo articolo, tradotto per Comune-info da Alberto Castagnola, è stato pubblicato (con il titolo This is Your Ocean on Acid) anche su  worldnewstrust.com. Altri articoli di Zezima sono qui

.

** Leonard Peltier è un nativo statunitense di origine sioux-ojibwa impegnato, negli anni Settanta, nel movimento per i diritti degli indiani, l’American Indian Movement. Nel 1976 è stato accusato dell’uccisione di due agenti federali avvenuta il 26 giugno 1975 nella riserva di Pine Ridge, in Sud Dakota, e condannato, sulla base di testimonianze che furono in seguito ritrattate, a due ergastoli consecutivi. Negli anni successivi anche le perizie balistiche hanno dimostrato la sua estraneità al duplice omicidio ma, malgrado ciò, gli è sempre stata negata la riapertura del processo. Da anni, in tutto il mondo, milioni di persone si battono per ottenere la sua scarcerazione.

 

DA VEDERE

L’isola di plastica del Pacifico

DA LEGGERE

Il più grande bene comune esistente sta male (Giorgio Nebbia)

 

Tags:, ,

Nessun commento

Lascia un commento