I primi due giorni di scuola

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di Rosaria Gasparro*

La notte precedente c’era stato un temporale da paura, ma al mattino c’era il sole e le pozzanghere in piazza erano come specchi. Eravamo eccitati e non vedevamo l’ora di rivedere i compagni e le maestre. E poi la campanella è suonata. Si ricomincia. Siamo in terza. Bentornati, era scritto sulla porta della nostra aula. Ci siamo salutati prima tutti insieme, poi abbiamo girato tra i banchi cambiando un posto alla volta in modo da trovarci sempre con compagni diversi. Per un saluto personale, un bentrovato, un come stai, dove hai trascorso le vacanze. Alcuni si abbracciavano, altri si davano la mano, altri i bacetti sulle guance. Alcuni non sapevano che dire, si vergognavano un po’. Soprattutto le femmine coi maschi. Tutti erano contenti. Era un piacere ritrovarsi. Le emozioni si mescolavano. Ci dispiaceva per le vacanze finite ed eravamo felici di ritornare a scuola. Alcuni non vedevano l’ora perché si erano annoiati a stare senza far niente.

Abbiamo cercato le nostre parole e abbiamo realizzato un grande cartellone per raccontare il ritorno.

Il giorno seguente siamo andati in cortile per il rito delle bolle del buon augurio. Ci siamo messi vicini vicini in cerchio, abbiamo chiuso gli occhi e poi dicevamo i nostri desideri e i nostri propositi per il nuovo anno. Mentre soffiavamo è passato uno stormo grande di uccelli che volavano proprio sulle nostre teste. Ci siamo messi a gridare e a salutarli e lo stormo è ritornato a girare in tondo altre due volte. Alcuni di noi hanno detto che ci volevano dare anche loro il benvenuto.

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Alla fine anche la maestra ha soffiato le sue bolle ma non era brava come Salvatore, Mattia e Francesco. Il suo è un desiderio con tante facce: che impariamo ad ascoltarci e a rispettarci, ad aiutarci e ad essere gentili. Ci ha poi detto che le relazioni tra di noi si assomigliano alle bolle: possono essere belle, trasparenti, leggere e però scoppiare facilmente. Perciò bisogna averne cura.

Siamo ancora con la testa tra le onde del mare ma ci sentiamo pronti per il nuovo anno, che sarà come riusciremo a farlo con il nostro impegno e con la nostra volontà, con gioia, curiosità e anche fatica.

Buona fortuna!

Le bambine e i bambini della 3a C

 

 

 

* Maestra di una scuola primaria pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui. L’articolo di questa pagina è stato scritto insieme alle bambine e i bambini della terza C.

L’adesione di Rosaria alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”

 

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