Ascoltare, costruire, condividere una cultura dell’infanzia

Associazioni, insegnanti, genitori, educatrici si sono dati appuntamento a Roma, il 20 e 21 settembre, perché condividono l’idea di una società aperta, in grado di contrastare agli stereotipi di genere, a partire dai banchi di scuola. L’Associazione Matura Infanzia  è una delle centinaia di realtà che parteciperanno all’iniziativa
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Mi sembra che il genere d’arte che mi sta a cuore sia proprio una regressione, sia un’infanzia reintegrata. Se fosse possibile riportare indietro lo sviluppo, raggiungendo di nuovo l’infanzia attraverso una strada tortuosa – possederla ancora una volta, piena e illimitata, sarebbe l’avveramento dell'”epoca geniale”, dei tempi “messianici”, che ci sono stati promessi e giurati da tutte le mitologie. Il mio ideale è “maturare verso l’infanzia”

(B. Schulz – Le Botteghe color cannella)

 

 di Matteo Frasca

Nata nel dicembre 2013, l’Associazione Matura Infanzia vuole promuovere la diffusione e la condivisione capillare di una autorappresentazione dell’infanzia e dell’adolescenza in ogni contesto dove bambine e bambini e adolescenti sono presenti e lasciano direttamente e indirettamente traccia della loro fenomenologia.

Vogliamo che l’infanzia contribuisca a fare (e disfare) Storia attraverso molteplici opportunità di espressione: dalla parola all’arte, dalla scienza al costume, dal teatro alla musica, dalla politica alla poesia, dalla letteratura all’inchiesta giornalistica, dalla radio alla televisione, dal cinema allo sport; per densificare ogni campo dello scibile umano attraverso la lente, le parole, le immagini, i gesti di cui le minori e i minori sono non solo fruitori ma anche primi artefici.

L’infanzia sa raccontarsi e raccontare il mondo con cui entra in contatto, fin dai primi mesi di vita. Nonostante le tante forme di resistenze culturali, di preziosi e importantissimi arcipelaghi educativi e pedagogici disseminati in Italia e in Europa nel corso del tempo, accade di norma il contrario, in primis nella scuola.

Come gruppo di educator* e pedagogisti, psicologhe, scrittrici e artigiane ci siamo resi conto che l’infanzia da sempre è eterodiretta. In tutti gli spazi e i tempi a disposizione, ogni società tende a perpetuare e a rafforzare il proprio modello contemporaneo raccontandolo e trasmettendolo alle future generazioni in forma diretta e appetibile o in forma latente e strisciante (e più pericolosa).

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In ogni epoca la comunità di bambine e bambini ha però la possibilità di costruire e rappresentare il proprio immaginario che – se alimentato da una grammatica e da una sintassi “fantastica” in senso lato, come suggeriva Gianni Rodari – può edificare e perpetuare il pensiero divergente rendendosi – nella forma e nella sostanza – immune da ogni gabbia epistemologica, da ogni conservatorismo intellettuale, etico e politico , da ogni intento manipolatorio.

1377329_862418810438202_4100358949462388019_nQuesta prospettiva è però praticabile se si lavora per una comunità educante intergenerazionale che si impegni ad ascoltare, costruire, condividere e diffondere una cultura dell’infanzia rintracciabile in ogni età e in ogni momento della vita della persona, al fine di creare negli individui e nelle società un orizzonte del possibile sempre latente. Per sua vocazione Matura Infanzia predilige l’azione e l’intervento educativo in rete con altre associazioni e realtà istituzionali.

Per tutti questi motivi ci sembra una grande opportunità quella di partecipare il 20 e il 21 settembre a Educare alle differenze, nella quale Stonewall, Il Progetto Alice e Scosse – hanno ideato il primo incontro nazionale a Roma tra associazioni, insegnanti, gruppi istituzionali e genitori al fine di promuovere libertà e pluralità a partire dal ragionamento sull’identità di genere.

Portando il nostro contributo, aderiremo al tavolo di discussione dedicato alla prima infanzia, per riflettere su metodologie e strategie condivise, nel faticoso ma non impossibile tentativo di sradicare sul nascere stereotipi e luoghi comuni che, fin dalla primissima età, impediscono la costruzione e l’autorappresentazione del desiderio di essere e di diventare ciò che sentiamo e immaginiamo.

 

*Associazione Matura Infanzia

 

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