Caro premier, lasci in pace la scuola

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di Giallo Rosso Blu*

Caro Premier Matteo Renzi,
la Scuola non ha bisogno della Sua Riforma.

In vari decenni, sotto l’egida di tante proposte e rimaneggiamenti di opzioni ormai obsolete, la Scuola ha retto lo stesso, grazie agli INSEGNANTI.

Siamo NOI docenti che mandiamo avanti la Scuola in Italia, NONOSTANTE le riforme, con la capacità di selezionare il buono e il nuovo per adattarlo alle esigenze di un’utenza sempre più difficile, distratta dal consumo, dalla vacuità del pensiero, dalla mancanza di riferimenti validi.

La QUALITA’ della Scuola Italiana siamo NOI, non i dettati legislativi, NOI che continuiamo a fare il nostro dovere, anche se ci bloccate il rinnovo del contratto, gli scatti di anzianità, gli arretrati, il riconoscimento SERIO della professionalità, la possibilità di andare a riposare dopo 40 anni di servizio, a qualsiasi età, se si arriva a quota 100.

Le Sue previste elemosine le regali in beneficenza, ci umilia solo il pensiero di quei 60 euro mensili a “chi merita”; in Italia ci sono soltanto 19 Ispettori, ne promuova 1000, li mandi nelle Scuole, a vedere COME insegniamo.

NOI vogliamo essere riconosciuti per il lavoro che persino il peggiore dei docenti è in grado di compiere: tenere una classe, trasmettere motivazione e passione per gli argomenti e lo studio.

Ci faccia il favore di lasciarci in pace, l’Italia non ha bisogno di un’altra Riforma Scolastica; si acquieti, si metta da una parte, ci lasci lavorare tranquilli.

MA

L’insistenza a voler modificare quanto già funziona da sé e spesso con livelli di eccellenza, date le misere condizioni degli ambienti di lavoro, è significante di una protervia che ha un solo scopo: razziare quanto più possibile dalle nostre tasche, e Lei e la Ministra Giannini sarete ricordati dai posteri come LADRI perché il rischio che corre, Signor Primo Ministro, è che lei venga ricordato come un Renzi Hood che ruba ai poveri per dare ai ricchi.

Se vuole essere ricordato come un Premier onorevole, lasci in pace la Scuola, provveda ad assumere i precari come la UE obbliga a fare, non svilisca la nostra professionalità con surrogati di premi che nemmeno un bambino potrebbe accettare, non ci umili ancora.

Rispetti il contratto, adegui gli stipendi all’età perché nella nostra professione l’esperienza è fondamentale.
Perdoni l’ardire, ma sono certa che un giovane rampante come Lei apprezzerà la franchezza di un’opinione sincera, piuttosto che i lamenti o le blandizie a cui è avvezzo.

Ci lasci lavorare serenamente, metta da parte le idee di rivoluzioni inesistenti che hanno l’unico scopo di impoverirci ulteriormente, la preghiamo con il cuore in mano, NON TOCCHI LA SCUOLA, PER CARITA’.

 

 

* Nickname di un’insegnante di arte in un liceo della provincia di Roma

 

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15 Risposte a “Caro premier, lasci in pace la scuola”

  1. Emanuela Raboni
    7 settembre 2014 at 12:51 #

    L’hai spedita a quell’ebetino? Come hai ragione… che ci lascino lavorare in pace almeno.

    (via fb)

  2. Rebelde Rosso
    7 settembre 2014 at 12:54 #

    Serve ripensare la scuola in termini pedagocici e non aziendalistici, solo così si riuscirà a restituire dignità a docenti e studenti e, forse, si potrà pensare ad una società diversa.

    (via fb)

  3. Maria Meloni
    7 settembre 2014 at 13:02 #

    Non ci lasceranno in pace. Siamo la categoria più numerosa del pubblico impiego e oltre alle altre cose che abbiamo commentato, se passa l’eliminazione degli scatti di carriera per noi, poi toccherà a tutti gli altri dipendenti pubblici: noi funzioniamo da battistrada

    (via fb)

    • Effe Rosso
      7 settembre 2014 at 23:20 #

      Non ci lasceranno in pace anche perché la scuola rappresenta una rendita molto appetibile. Ci saranno sempre scolari e se passa il principio della cosiddetta “libertà di scelta educativa”, ossia che i cittadini hanno diritto ad iscrivere i propri figli a scuole private con la retta pagata dallo Stato, si apriranno spazi per enormi profitti, e più l’offerta pubblica sarà scadente più elevata sarà la domanda per il privato.

      (via Fb)

  4. Patrizia Offi
    7 settembre 2014 at 14:04 #

    Brava… condivido pienamente.

    (via fb)

  5. Bruna Donno
    7 settembre 2014 at 14:06 #

    Caro premier ci lasci stare…e basta!

    (via fb)

  6. Gilda Garcea
    7 settembre 2014 at 14:08 #

    Tutti noi voremmo incominciare serenamente il nuovo anno scolastico, nonostante i soliti problemi all’interno di ogni Istituo e di ogni singola scuola… ma come si può ricominciare tra mille polemiche e attese inattese riformee controrifome?

    (via fb)

  7. Olimpia De Crescenzo
    7 settembre 2014 at 14:09 #

    Grande!

    (via fb)

  8. Roberto Cirigliano
    7 settembre 2014 at 14:19 #

    Toglietevi di torno con queste ‘riforme’

    (via fb)

  9. Maria Rosaria Mapelli
    7 settembre 2014 at 17:28 #

    Le mani in pasta che hanno già messo iniziano a mostrare tutti gli effetti nauseabondi!

    (via Fb)

  10. Mariella Marinari
    7 settembre 2014 at 17:30 #

    Sono pienamente d’accordo

    (via Fb)

  11. chiara
    7 settembre 2014 at 17:32 #

    60€ ogni tre anni… e anche qui ci risiamo, si stabilisce a priori quanti insegnanti meriteranno l’aumento.

  12. mari
    7 settembre 2014 at 18:55 #

    VORREI FARE LE VACANZE ANCHE IO VISTO CHE QUESTO è IL SESTO ANNO CHE STO AD ASPETTARE L’UTILIZZAZIONE E QUANDO LE HANNO PUBBLICATE? RAGAZZI PER GRADIRE IL15 AGOSTO ………. VI LASCIO IMMAGINARE UFFICI SCOLASTICI CHIUSI SINDACATI—— AVVOCATI E TRIBUNALI BASTA …..E QUESTI MERITI COME LI VALUTIAMO,OSSIA LA CAPACITà DELL’INSEGNANTE ………

  13. ornella fiorito
    7 settembre 2014 at 20:26 #

    L’umiliazione che ci riserva non è solo dal punto di vista economico con la miseria dei 60 euri concessi ai ” più bravi ” ma l’averci preso per cretini come se noi non fossimo in grado di comprendere che è l’Aprea , modificata nella forma

  14. Titti Nuoro
    7 settembre 2014 at 21:47 #

    Condivido tutto quello che c’è scritto. Brava. Tutto quello che si scrive dovrebbe essere recapitato al nostro genio e alla sua ministra.

    (via Fb)

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