30 app: bambini e gioco d’azzardo

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di Alessandra Magliaro*

Da pochissime che erano solo alcuni mesi fa alle trenta ‘censite’ oggi: sono le app, colorate e solo apparentemente innocenti, per far giocare i bambini su tablet e smartphone ma che con grafiche accattivanti, leve simil slot machine e premi che consistono nell’accedere a livelli superiori, inducono anche i più piccoli a diventare accaniti giocatori d’azzardo virtuale. E’ un fenomeno in tutta espansione, quello delle app d’azzardo per i minori, con tanto di tag gioco d’azzardo che sarebbe vietato agli stessi minori. Ricercare sugli store di tablet e telefonini per credere.

App 'slot' per bambini

”Il mercato è aggressivo e capace, fiuta il business dove c’è – racconta all’Ansa Simone Feder, tra i leader infaticabili del Movimento No Slot, paladino di una battaglia che coinvolge tanti – e se lo stile di vita dei nostri ragazzi comprende sempre più l’ambiente della rete e quello virtuale dei tablet è lì che investe tutte le energie”. L’emulazione tra bambini delle elementari o tra i grandicelli delle medie è facilissima: un’app simil slot va di moda, il tam tam corre veloce e in poco tempo diventa la più scaricata.

Dove è il pericolo? ”Nel crescere futuri dipendenti di giochi d’azzardo, nell’allevare ragazzi che culturalmente non concepiscono il gioco d’azzardo come un gioco vietato in cui ci si perde la testa e le finanze. Oltre alle app c’è il boom delle scommesse virtuali tra i ragazzi del liceo, una tendenza devastante. Tutti hanno lo smartphone, moltissimi le carte di credito ricaricabili e così si giocano i soldi e diventano dipendenti dagli slot”, prosegue Feder.

Il tema è culturale e riguarda anche i genitori ”che devono avere la consapevolezza che le app simil slot sono da evitare”.

Ci saranno cinquanta milioni di smartphone in Italia nel 2015 e 12 milioni di tablet, un mondo economico in pieno boom mentre l’Italia vive la recessione, ”bisogna agire lì in quell’ambiente dove ormai i nostri ragazzi vivono”. Feder è convinto che bisogna agire di contrasto e con i giovani, ”già ora a Milano e a Pavia, che è la città dove più grave è il tema dell’azzardo, gli incontri nelle scuole non li conduco io da solo ma con i ragazzi stessi che hanno capito il pericolo da evitare. Sono i soldati nel territorio, ambasciatori di una cultura della legalità. Sono loro a dire ai compagni non ‘sei sfigato se non giochi alle slot o non scarichi la app dell’azzardo’, ma ‘sei sfigato se ce l’hai e ci perdi la testa”.

 

 

* Caposervizio della redazione Spettacoli, Cultura e Media dell’agenzia Ansa. L’articolo di questa pagina è stato scritto per ansa.it (dove è stato pubblicato con il titolo Bingo per bambini. Ormai sono 30 le app per giocare d’azzardo). Noi lo pubblichiamo con il consenso dell’autrice, che si dice felice di appartenere a Comune-info.

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 30 settembre 2014

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