Autoproduzioni didattiche

Esce con Erickson il libro “Fare inclusione. Strumenti didattici auto costruiti per attività educative e di sostegno”. L’autrice: “Vogliamo dare voce e valore a un’attività che esiste, a quel ‘tempo sommerso’ dei docenti’, che creano strumenti indispensabili”
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Attivita’ alla Scuola Di Donato – Foto Admao Banelli

“Andare a letto tardi, o svegliarsi presto la mattina, per ritagliare, incollare, costruire quello strumento con cui sai di poter catturare l’attenzione di quel tuo alunno: è questa l’esperienza che il nostro libro vuole raccontare e valorizzare. Sono queste le storie a cui vogliamo dare dignità”: Claudia Munaro, insegnante di sostegno e oggi referente disabilità presso l’Ufficio scolastico di Vicenza, è autrice, insieme a Flavio Fogarolo, del libro “Fare inclusione. Strumenti didattici auto costruiti per attività educative e di sostegno”, appena pubblica da Erickson.

Una raccolta di idee e di indicazioni concrete, che nascono dalla condivisione di un patrimonio di esperienze e conoscenze dirette, grazie a cui un semplice rotolo di cartone, una moletta, un barattolo possono prendere vita e trasformarsi in strumenti preziosi e insostituibili di attenzione e comunicazione. “Non è un ricettario, però – precisa Munaro – perché ogni alunno e diverso e ciascuno strumento deve essere personalizzato al massimo. Piuttosto, il nostro obiettivo è dare voce a questa attività che esiste: il fai da te degli insegnanti, che poi è anche il fai da te dei nonni e dei genitori, nell’intento di dare il meglio a questi ragazzi”. E non è neanche un modo per colmare una carenza strutturale, facendosi da sé ciò che la scuola dovrebbe dare e non dà, “perché questi strumenti devono nascere e cresce proprio a contatto con il singolo ragazzo, prendendo spunto da un’osservazione attenta, supportata da presupposti scientifici”.

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Per Claudia Munaro, “sono tanti gli insegnanti motivati: vedo molti occhi vibrare quando presento questo lavoro e racconto questa esperienza: la stanchezza c’è, naturalmente, complice l’inadeguatezza delle risorse destinate alla scuola. Ma tanti sono gli insegnanti che dedicano al lavoro quel ‘tempo sommerso’ di cui poco si parla: la mattina presto, o la sera tardi, per dedicarsi a costruire strumenti che nessun altro potrebbe fornire loro”. Vicenza è, in questo, un modello: “abbiamo il più alto numero di alunni disabili – spiega Munaro – e degli spazi di condivisione che stanno maturando e dando buoni frutti, come lo sportello provinciale per l ‘autismo, una realtà unica a livello nazionale. Credo che però ovunque, in qualsiasi contesto, ci siano insegnanti pronti a lavorare oltre il loro orario, magari sottopagati, ma con tutta la passione, la motivazione e la professionalità di cui la scuola ha bisogno. Il messaggio del libro è dare forza e voce alle piccole cose: la piuma può diventare un oggetto prezioso, se serve per costruire un gioco in cui, divertito, un ragazzo autistico mi guarda. E quello forse è l’unico gioco che può servirci per ottenere questo obiettivo”.

484824Il libro è un incontro di esperienze e una raccolta di materiali, ma è anche un insieme di progetti: si parla anche di formazione, perché “un’attività come questa richiede competenze, anche tecniche e manuali, che attraverso una serie di corsi saranno proposte dallo stesso gruppo per l’autismo. E poi stiamo costruendo una vera e propria ausilio teca, presso la fondazione Brunella, dove tutti i nostri materiali dove sono depositati e dove depositeremo anche quelli che ci arriveranno dagli insegnanti che, attraverso il sito www.autismovicenza.it, vorranno contribuire. Il nostro obiettivo è avere una contenitore di scambio, un patrimonio di idee e materiali che possano esser condivisi e valorizzati. Una porta che si apre e che svela un mondo intero”. (cl)

Fonte: redattoresociale.it

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