25 idee per una scuola diversa

Coloriamo le scuole, riempiamole di orti, finiamola con l’ossessione dei test, meglio teatro, musica, sport, passeggiate in città. Perché apprendere è prima di tutto piacere. E perché la scuola non è dei governi ma di chi la fa

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di Paolo Mottana*

Della scuola si sente parlare tanto genericamente e poco specificamente. Tutti si fanno belli di slogan tipo investire sulla scuola e sulla ricerca ma omettono singolarmente di aggiungere per quale ricerca e quale scuola. Purtroppo si sa, quasi tutti vogliono una ricerca al servizio del lavoro (dunque eminentemente pragmatica e misurabile) e una scuola più efficiente e razionalizzata (dunque eminentemente pragmatica e informatizzata). Bene, anzi male. Tutto ciò mi irrita e mi indispone enormemente. Allora, per calmarmi, provo, in bella sintassi protocollare, a promulgare il mio PROGRAMMA PER LA SCUOLA:

1. Adottare come principi fondanti dell’educazione scolastica l’attrazione appassionata, il piacere e l’indole festiva in tutte le loro forme e manifestazioni

2. Colorare, articolare e arrotondare gli edifici, con l’ausilio di architetti sensibili

3. Ammorbidire e colorare gli interni

4. Integrare all’esterno ampi spazi riservati al verde (70 per cento) e a strutture sportivo-ricreative (30 per cento)

5. Foderare e attutire tavoli e sedie scomodi e rumorosi

6. Predisporre servizi audio e video, connettibili a internet, in tutti gli spazi adibiti ad attività

7. Nelle aule curvare la disposizione di tavoli e sedie orientandoli verso la forma circolare o anche predisporre la disposizione a isole con l’eliminazione della cattedra. Modulare gli altri spazi a seconda delle attività e delle esigenze, specie quelle corporee e pratiche. Integrare zone di loisir e di riposo per studenti e personale.

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8. Prescrivere ai docenti di interrogarsi sul senso del loro lavoro, se piace loro e se piacciono loro gli studenti (come categoria): in assenza di una risposta positiva, rimandarli in formazione

9. Materie suggerite per tutti i percorsi: teatro, musica, danza, arte e lettere, filosofia, natura molteplice (biologia, chimica, materiali, ecologia ecc.), matematica e fisica, storia e storie (dal macro al micro), politica, sessualità, religioni e sacro, sport e corporeità, arti marziali

10. Sostituire i libri di testo, le antologie e le storie delle discipline con documenti, libri, materiali audiovisivi vivi e non morti, e neanche non-morti

11. Programmare le attività in base al principio della passione: si fa solo ciò che si ama e si ritiene di saper fare con piacere (per gli insegnanti)

12. Eliminare ogni procedura di valutazione che non sia esplicitamente richiesta dagli allievi per verificare il loro grado di avanzamento nella conoscenza. In ogni caso eliminare, fino almeno alla seconda parte dell’anno, ogni tipo di prova con valore decisivo sul risultato di fine anno degli allievi. Ogni prova dovrà essere valutata solo con un giudizio che rilevi elementi positivi e negativi delle prestazioni e ponga in luce punti di forza e aree di miglioramento da perseguire con scrupolose indicazioni al riguardo

13. Eliminare l’abominio dei test, in tutte le loro sottospecie

14. Ridurre al 20 per cento le attività che richiedono l’uso esclusivo di lezioni frontali e prescrivere la considerazione della componente emozionale ( e dunque l’attenzione alla motivazione) come decisiva in ogni percorso di apprendimento

15. Dedicare ad attività che includano l’uso del corpo in chiave sportiva, espressiva o affettiva, almeno il 60 per cento del tempo

16. Integrare un ampio spettro di attività volte all’esplicita elaborazione dell’aggressività (sport di combattimento, anche misti, sessioni guidate di pratiche conflittuali e di gestione del conflitto, arti marziali, laboratori bioenergetici ecc)

Ci vuole il tempo che ci vuole

17. Dedicare ad attività coreutiche, musicali e teatrali almeno il 40 per cento del tempo

18. Integrare l’elemento visuale alla pari dell’elemento linguistico in ogni attività

19. Integrare attività con gradienti di attivazione creativa (arte, composizione, recitazione, costruzione, artigianato ecc) e ludica (gioco, gioco, di squadra, simulazione, role-playing ecc) almeno al 70 per cento delle attività previste

20. Ampliare le attività all’aperto in tutte le loro sottospecie: cura dell’ambiente esterno, giardinaggio, orticoltura, visite, gite, avventure nella città o nella natura, educazione alla natura, al massimo delle possibilità presenti in termini di risorse fisiche e finanziarie

21. Moltiplicare le attività interdisciplinari, lavorando su tematiche trasversali e oggetti di creazione comune (spettacoli, ricerche, costruzioni ecc.)

22. Includere la possibilità, da parte degli allievi, di assentarsi dalla lezione quando non ritengano la conduzione o il tema di essa più interessante per loro, potendo decidere se oziare in spazi dedicati oppure passare ad altre attività

23. Includere l’educazione sessuale come attività pluridisciplinare e complessa a tutti i livelli del percorso scolastico

24. Includere l’educazione politica come attività pluridisciplinare e complessa a tutti i livelli del percorso scolastico

25. Includere l’educazione alla morte come attività pluridisciplinare e complessa a tutti i livelli del percorso scolastico 26. Integrare forma di democrazia diretta su argomenti di gestione quotidiana e straordinaria dell’istituto, assembleare e consigliare, tra studenti e docenti, senza l’inclusione dei genitori.

Ecco, questa, come BASE di discussione per una riforma DELLE SCUOLE, mi sembrerebbe abbastanza appropriata. E orientata verso un altro mondo possibile.

 

 

* Docente di Filosofia dell’educazione presso l’Università di Milano-Bicocca, ha insegnato Filosofia immaginale e didattica artistica all’Accademia di Brera e si occupa dei rapporti tra immaginario, filosofia e educazione. Scrive un blog: contreducazione.blogspot.it. Tra le sue pubblicazioni: Formazione e affetti (Armando, 1993); Miti d’oggi nell’educazione. E opportune contromisure (Franco Angeli 2000); L’opera dello sguardo (Moretti e Vitali, 2002); Piccolo manuale di controeducazione (Mimesis, 2012); Cattivi maestri. La controeducazione di René Schérer, Raoul Vaneigem e Hakim Bey (Castelvecchi, 2014).

DA LEGGERE

Fermate Giannini e Reggi

Sindacati e docenti mobilitati contro l’annunciata legge delega che dovrebbe contenere l’aumento dell’orario di lavoro e la cancellazione delle supplenze brevi per i precari, il taglio di un anno di scuola alle supe­riori, la pro­po­sta di tenere aperte le scuole fino alle 22 (senza risorse)

La scuola non è un rifiuto

| Ogni giorno un ministro o un sottosegretario si sveglia e annuncia cosa farà per bruciare i rifiuti oppure come stravolgerà la scuola. A volte confonde rifiuti e scuola. Quasi sempre dimentica una cosa: la scuola non appartiene ai governi ma a chi la fa

La gioia di educare. Il maestro Zavalloni

| Per una scuola che sappia riscoprire manualità e contatto con la terra

Ci vuole il tempo che ci vuole

| A scuola i bambini dovrebbero rallentare, tra allegria e cooperazione

Città e scuole senza orologi

| Il cambiamento è prima di tutto riappropriazione del tempo

L’università della terra

|  Una strana università messicana costruisce la sua autonomia oltre i miti dell’educazione

Facciamo crescere una scuola diversa

| Insegnanti, studenti, genitori: una legge di iniziativa popolare

| Le riforme della scuola? Scellerate scelte politico economiche

Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini vuole anticipare a cinque anni il percorso scolastico. La domanda è: ci bruciamo l’infanzia per andare dove? Smettiamola con il mito tossico del “prima”

Educare alla decrescita

|  Cassetta degli attrezzi per educatori, genitori, insegnanti: imparare-facendo

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23 Risposte a “25 idee per una scuola diversa”

  1. 22 luglio 2014 at 22:28 #

    Condivido in pieno le vostre proposte per una scuola che profondamente sia per la Pace la Cultura e l’Educazione!…per vent’anni ho lavorato come Educatore Musicale,dal 1992 al 2011,prima in Francia poi in Italia con Comuni,Asl,Enti Locali e in scuole di ogni ordine e grado con una straordinaria gamma di di strumenti etnici a percussione professionali messi a disposizione di un’utenza eterogenea che va dagli adolescenti a rischio ai disabili,dai malati psichici;con risultati strabilianti per tutti gli addetti ai lavori cercando di far comprendere che se noi parliamo al cuore degli allievi e li mettiamo in condizione di manifestare il più alto potenziale che è nella natura dell’essere umano avremo come risultato ifuturi cittadini della Civiltà Universale!Da quasi tre anni sono senza lavoro perchè i miei progetti non potevano più essere finanziati! Per favore date un’occhiata al mio curriculum e se le mie pubblicazioni le trovate interessanti potrò inviarvele! Distinti Saluti Maurizio Carbone

  2. Daniele
    23 luglio 2014 at 10:29 #

    L’articolo suscita simpatia ed entusiasmo solo al balenare dell’idea di come potrebbe essere davvero formativa alla vita, una scuola del genere. Con i susseguenti agganci al genere di vita che allievi di una scuola così libera potrebbero creare. Una vita che potrebbe essere rivoluzionata da come la conosciamo ora, sterilizzata da gerarchie, atavismi, violenze ai vari livelli che da un momento all’altro possono sfociare in conflitti non solo interpersonali, ma in vere e proprie guerre regionali e nazionali come quelle che hanno costellato tutto questo periodo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Potremmo tenere l’articolo e le sue tesi meravigliose come punto di arrivo, meta ideale di un percorso che presenta ostacoli di ogni genere: ostacoli di interesse particolare e di corporazione, ostacoli culturali o meglio “malculturali”, ostacoli economici e finanziari, ostacoli politici, ostacoli “religiosi”, e ogni altro tipo di ostacolo inventabile pur di evitare il cambio necessario, e a mio avviso impellente, di mentalità e del conseguente paradigma. OK.. siamo in due… altri volontari per cambiamento necessario?
    P.S. Ho trovato una incongruenza che va corretta per non dar adito all’oceano di detrattori di accusarci oltre che di “analfabetismo culturale” (visto che a loro conviene mantere lo stutus di dominus, del modus vivendi attuale) anche di non saper far i conti… se infatti al punto 15 si scrive di “Dedicare ad attività che includano l’uso del corpo in chiave sportiva, espressiva o affettiva, almeno il 60 per cento del tempo” e al punto 17 si precisa di “Dedicare ad attività coreutiche, musicali e teatrali almeno il 40 per cento del tempo” …. per il resto delle attività previste (e giustamente sono molte e molto bene assortite) resta però solo e unicamente lo 0% del tempo !!! A meno che, e qui chiedo lumi all’autore, le attività descritte ai punti 15 e 17 non siano intese come metodologie attraverso le quali svolgere rispettivamente il 40 e il 60% della molteplicità delle attività rimanenti. Se così fosse, occorrerebbe ben specificarlo, spiegarlo e illustrare anche, seppur brevemente, come si intenda procedere. 😉 Saluti cordiali e grazie per farci sognare !

  3. 23 luglio 2014 at 18:54 #

    Per rispondere al lettore precedente: il 60% al corpo include anche il 40% delle attività coreutiche musicali e teatrali dove il corpo è fortemente protagonista. E comunque qui la matematica è usata proprio anche un po’ per prendere in giro le statistiche e la precisione. In una scuola festiva, eminentemente qualitativa, si chiude un occhio sui numeri approssimativi…

  4. Daniele
    23 luglio 2014 at 19:27 #

    E’ interessante comunque parlarne, proprio sapendo che è una sorta di sogno, nell’attuale ingessatissima e peggiorante situazione. Siamo 2 volontari pronti a discutere il cambiamento necessario 😉

    • 23 luglio 2014 at 19:57 #

      Già le prospettive sono abbastanza cupe.. ma noi ci proviamo… (almeno a pensare e a dire…) 🙂

  5. romeo
    23 luglio 2014 at 20:53 #

    l’olistica….. bene bene

  6. 24 luglio 2014 at 06:44 #

    Qualche dubbio sull’educazione sessuale.

  7. Nicola Cocco
    29 luglio 2014 at 12:12 #

    Parecchi dubbi sul punto 22. Non pensa che in troppi usufruissero di questo “diritto” in maniera esagerata e che sia una calamita troppo forte anche per i più volenterosi?

  8. Nicola Cocco
    29 luglio 2014 at 12:13 #

    Usufruirebbero. Scusate

  9. 6 agosto 2014 at 13:06 #

    Caro Nicola, il punto 22 (il comma 22 rovesciato) è un diritto minimo per chi viene recluso in un posto senza essere stato consultato previamente. In ogni caso, nella scuola che immagino io, che forse dovrebbe anche smettere di chiamarsi scuola per non trascinare con sé memorie avvilenti e ingombranti, non molti si allontanerebbero dalle attività in corso… 😉

  10. 6 agosto 2014 at 13:09 #

    All’amico Antonio rispondo che secondo me c’è un gran bisogno di “cultura” della sessualità, cosa diversa dall’educazione sessuale normalmente intesa, cioè il solito terrorismo psico-medico (per questo ho voluto inserire i termini “pluridisciplinare e complessa”). Ma ovviamente se ne può discutere.

  11. Ruggero Orilia
    13 agosto 2014 at 20:18 #

    Ho apprezzato l’audacia delle proposte. Qualche domanda:
    1) Che cosa si intende per educazione alla morte?
    2) Il progetto riguarda anche le scuole superiori?
    3)Si intende modificare l’attuale divisione in licei ed istituti?

  12. Kuseikos
    17 agosto 2014 at 13:02 #

    Come se la scuola non fosse già abbastanza ridicola. Fate venire i brividi con queste proposte. Spero che a nessuno venga in mente di realizzare un simile scempio, già siamo agli ultimi posti nel mondo e vogliamo competere con gli ingegneri indiani inducendo i bambini a fare i coltivatori ortofrutticoli. .. ma per cortesia, un po’ di sana disciplina e ordine una buona volta.

  13. 9 marzo 2015 at 21:28 #

    Solo un’obiezione! In una scuola così, dove il bambino cresce con naturalezza e spontaneità…tralascerei l’educazione sessuale! Laddove l’interazione tra le differenze, uomo e donna, viene lasciata alla naturalezza e alla spontaneità, è sufficiente lasciare che la sessualità faccia il suo corso!…semmai farei dei corsi agli insegnanti sul come reagire e su cosa non dire di fronte a situazioni affettive spontanee!…Dunque io personalmente toglierei questo punto!…

  14. letizia Di Blasi
    26 aprile 2015 at 17:56 #

    ah, peccato che tante di queste proposte vengano già attuate, nonostante le leggi non lo prevedano, altre non possono o non potranno venire attuate proprio a causa delle leggi dei vari governi… ma come siamo messi? ma quando si tornerà a pensare alla scuola come ad una “cosa seria” e non un’azienda in cui si deve risparmiare, senza capire nemmeno dove e come?

  15. letizia Di Blasi
    26 aprile 2015 at 18:04 #

    … spero, vista la provenienza dell’articolo, sia solo una bella provocazione: come una specie di ceffone… un’improvvisa secchiata di acqua ghiacciata… un turbine di vento che ti solleva la gonna o ti scoperchia l’ombrello…

  16. 5 maggio 2015 at 08:55 #

    caro paolo,
    mi piacerebbe discutere con te le tue 25 proposte e mandarti qualche idea (e un libro).
    Mi mandi il tuo indirizzo postale a cencicasalab@gmail.com?

    grazie per il tuo impegno per una scuola meno insensata…

    Franco Lorenzoni

  17. Valentina
    21 novembre 2015 at 12:33 #

    che sogno…. eppure qualcuno ci prova quotidianamente a rendere possibile almeno un terzo di tutto ciò.
    Mia figlia Ada ( 10 anni e mezzo e frequenta la 1 media ) ha messo questo documento fra le “scartoffie” che custodisce per affrontare la sua campagna elettorale a sindaco dei ragazzi.
    Complimenti ancora e … a forza di farcela ce la facciamo!

  18. Francesca Della Puppa
    5 agosto 2016 at 14:35 #

    Quello che tentano di fare le scuole senza zaino. Io ci sto provando a promuovere questa cosa nel mio Istituto, ma non è semplice perché ci si mettono problemi soprattutto finanziari e strutturali. Combattere per una scuola più a misura di bambino è un impegno gravoso. Speriamo di farcela!

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