Facciamo il pane insieme

 pane

“A proposito di politica… ci sarebbe qualche coserellina da mangiare?”,

Totò

Questa pagina web ha l’ambizione di diventare una spianatoia. Serve per mettere al centro di Comune-info tre ingredienti: il tema dell’autoprodurre, quello del mangiare (procurarsi e cucinare cibo buono, sano, equo, naturale e di filiera corta, insomma l’agricoltura contadina, ma anche l’atto conviviale del mangiare), il piacere del fare insieme.

Autoprodurre, mangiare, fare insieme sono parte di quel recupero di iniziativa per la trasformazione profonda della società che non si traduce più in richieste al mercato o allo Stato: ovunque gruppi di persone hanno cominciato a creare in modo autonomo e orizzontale le condizioni nelle quali possono imparare, sognare, abitare, mettere e mettersi in comune. La spianatoia raccoglierà poco a poco storie, idee, notizie, esperienze, video, punti di vista, link, conversazioni con chi fa Comune-info. E poi appuntamenti, naturalmente ricette, tutto ciò che può far sì che i tre ingredienti diventino in un pane gustoso da condividere.

Qui dentro autoprodurre un pane di qualità non è pensato come un privilegio per avanguardisti del cambiamento, ma come una possibilità per persone comuni. Cosa serve per iniziare? Farina, acqua, sale, pasta madre (lievito naturale da curare e scambiare), ma, in primo luogo voglia di impastare con le mani, capacità di rallentare, cioè di sottrarre tempo ai consumi e al lavoro, voglia di spezzare il pane insieme agli altri. Come si dice in latino? Cum-panis, compagno.

Se l’autoproduzione è la sorella dell’autogoverno, il fare insieme è il compagno di giochi preferito del mutuo soccorso. Sono gli ingredienti, spesso invisibili ma molto saporiti, che svuotano di senso il pane dell’industria capitalista e le sue avvelenate ricette del profitto. Sono gli aromi di un nuovo mondo che cerca di prendere forma. Sono, al tempo stesso, il mezzo e il fine con cui nutrire gli uomini e le donne in questi tempi di paradossi, grigiore e lente insurrezioni. Ha scritto Eduardo Galeano: “Il mondo è un grande para­dosso che gira nell’universo. Di que­sto passo, di qui a poco, i pro­prie­tari del pia­neta proi­bi­ranno la fame e la sete, affin­ché non man­chino pane e acqua”.

 Se avete qualcosa da proporre e raccontare: info@comune-info.net

.

LA PASTA MADRE

Il deputato artigianale ()
Quando ha tirato fuori il suo grembiule blu, gli abbiamo creduto: Giulio Marcon il pane fatto in casa se lo prepara spesso. Nel tempo libero, poi, presta servizio in parlamento, dove prova a portare temi trascurati e cerca il lievito per comporre una società diversa

Comunità del cibo ()
Don Pasta è un visionario e un artigiano. Ha musicato l’odore del soffritto in teatro facendo gridare le platee di mezza Europa. Lo abbiamo incontrato per fare il pane insieme e per conversare di cibo, John Belushi e rivoluzioni

Svuotiamo i bancomat. Facciamo una Mag ()
La ricetta è antichissima ma non sono in molti a conoscerla. C’è una strana medicina che al dominio della finanza sulla vita delle persone fa molto più male di una bastonata allo sportello del bancomat. Si chiama Mutua Autogestione, noi abbiamo fatto il pane con quella di Roma. Perché il pane? Ma è ovvio: per divertirci insieme e per capire come colpire al cuore il sistema che umilia la dignità delle persone e la sottomette all’astrazione delle relazioni sociali dentro le cose, cose così come il denaro

Cambiare il potere per cambiare il mondo ()
Caro Diario, siamo andati al forno popolare di Casetta Rossa, a Garbatella (Roma), per fare il pane e una conversazione intensa con Massimiliano Smeriglio. Come e dove possiamo dar vita a cambiamenti profondi nella società?

 

LE FARINE

Le tre economie del pane
| Capitalista, industriale o quella delle panetterie autogestite da cooperative locali?

La pasta madre, le domande chiave (Chiara Spadaro)
Il 31 maggio è il pasta madre day. Cercate il vostro spacciatore di zona e prendete un po’ di farina naturale e acqua. E magari cercate anche un forno comunitario. In ogni caso tutto quello che c’è da sapere sulla pasta madre lo trovate qui

Far, in latino significava “cereale” e rappresentava ogni specie di cereale

Alla ricerca del pane della dea (Micaela Balìce)
Alcune donne negli ultimi anni hanno cominciato a ribaltare l’antropologia e la storia, spacciate per neutre. Uno sguardo critico permette di individuare società matriarcali del passato (e del presente), costruite intorno a mutualità, uguaglianza di genere, processi decisionali del consenso. Su questa traccia, partendo dal pane lievitato al miele e sesamo, Micaela Balìce, responsabile di una piccola azienda agricola piemontese, in questo articolo fa un viaggio tra cibo, “culture” e religioni che si conclude con la ricetta dei pandolci alla dea

L’arte di fare il pane in casa (Maria Delli Quadri)
Oggi il povero pane trasportato su gomma, da una località all’altra, nella notte, come un ladro, conservato nel freezer, affettato, tagliato, messo sotto vuoto vietato nelle diete dimagranti, spesso sostituito da grissini e crakers. In città andiamo al supermercato dove abbiamo un’ampia possibilità di scelta: la pagnotta, lo sfilatino, il filone, la rosetta, il panino la focaccia; con le patate e senza patate, di grano duro o di grano tenero, col sale e senza, pane proveniente dalla più disparate località. Lo compri e dici: “è buono e soffice”. Il giorno dopo è una pietra. Tuttavia, ci sono forni che producono in modo artigianale (e a volte comunitario) e chi riscopre l’autoproduzione, come tra le montagne dell’Alto Sannio, tra farine naturali, pasta madre, profumi di genuità e condivisione

Il gesto del pane (Rosaria Gasparro)
Ci piace del pane il suo essere così semplice nella composizione, eppure così profondo nel significato. Quel suo raccontare le storie plurali della nostra quotidianità. Il suo odore, l’umanità che contiene, il suo essere contro la fame. Il suo far parte del nostro destino. Il pane è già un mondo ed è anche un modo da cui imparare a vivere

____________________________________________________

Facciamo il pane insieme: Taverna comunale al Cinema Palazzo
Roma, domenica 15 marzo 2015: laboratorio del pane, pranzo sociale ma anche canti di lotta e storie di pane

Ma tu lo sai fare il pane?
Si moltiplicano i laboratori sull’autoproduzione, a cominciare da pane e pizza: la proposta dell’associazione La Strada di Roma

Abiamo acceso il forno comune
Casa Bettola, casa cantoniera autogestita di Reggio Emilia, è un luogo d’incontro e condivisione, dove fare con le proprie mani ciò che altrimenti compriamo o dove fare insieme ciò che altrimenti facciamo da soli. Un luogo di scambio di farine e lieviti, ma anche di saperi e conoscenze, dove cuocere il pane ma nello stesso tempo tessere relazioni. Il forno comune resta prima di tuto un invito alla partecipazione e alla gestione diretta, una modalità sia di rifiuto sia di altro-fare rispetto al mercato

Pane di farina del nostro sacco
A Mereto di Tomba (Ud), su cinque ettari di terreno d’uso civico coltivano frumento bio. La farina ottenuta in un mulino alimentato ad acqua e con molitura in pietra finisce ai Gas e diventa pane ogni settimana. Il ricavato va a famiglie in difficoltà economiche

Condividiamo il pane
Messina: al forno si lascia il “pane-in-attesa” per coloro che sono in difficoltà

 

.

… E LE ROSE

“Cum panis”. Perché dovete chiamarmi compagno (Mario Rigoni Stern)
“Cari Compagni, sì, Compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino “cum panis” che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze…”

Il pane comprato
Il 27 febbraio 1965 Ignazio Silone scrisse un breve articolo per il Resto del Carlino: in quei giorni alcuni paesi dell’Abruzzo rimasero isolati dalla neve e il pane venne calato dagli elicotteri, perché nessuno lo faceva più in casa, nessuno lo cuoceva più nei forni comunitari. Un articolo splendido

Ode al pane (Pablo Neruda)
“Del mare e della terra faremo pane, coltiveremo a grano la terra e i pianeti, il pane di ogni bocca …. ”

Se io facessi il fornaio (Gianni Rodari)
“S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane più grande del sole …. ”

Il pane (Maggiorina Castoldi)
“Il pane ha un sapore che il sole ricorda, e la spica dal biondo colore. Conosce l’umana fatica quel pane dorato che trovi sul desco ogni giorno …. ”

Gente che sa fare il pane  (Franco Arminio)
“Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento…”

.

DA VEDERE

 

 

Tags:, , , , , ,

17 Risposte a “Facciamo il pane insieme”

  1. 25 ottobre 2013 at 09:19 #

    A partire da dicembre 2011 l’Associazione Ersilio M. ha realizzato laboratori con bambini e adulti sul pane, laboratori del fare e del narrare. Perché la storia del pane è la storia stessa dell’uomo.

    Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma e al parco Hortus Urbis, sempre a Roma, potete prendere informazioni e vedere le foto qui: http://ersilioemme.blogspot.it/p/cum-panis.html

  2. 25 ottobre 2013 at 09:22 #

    Sulle due parole latine CUM PANIS Mario Rigoni Stern ha scritto nel 2007 una cosa molto bella. si può leggere qui:
    http://ersilioemme.blogspot.it/2011/12/cum-panis-perche-dovete-chiamarmi.html

  3. Daniela Degan
    27 ottobre 2013 at 12:03 #

    Il pane sì, ma anche la pasta fatta in casa!

    Ieri sera ho fatto i tortellini: la mia spianatoia era così bella coronata da tanti piccoli capolavori dell’arte delle nostre mani.

    Come Laboraratorio itinerante della decrescita di Roma (http://decrescitaroma.blogspot.it/) è dal 2006 che portiamo sul territorio la parola della condivisione del cibo e dei saperi. Vorrei organizzare nei primi giorni di dicembre un laboratorio di pasta fatta in casa e nel pomeriggio portare una riflessione sul tema del cibo e della sacralità del cibo. Tale dimensione viene dagli insegnamenti e dalle scoperte dell’archeologa Marija Gimbutas e dalle riflessioni sul Pane dei nostri territori. Spero che ci sarà modo per incontrarci nei luoghi dei “sogni che non si sgombrano” perchè la nostra materia è fatta di sogni.

    Buona giornata.

  4. 1 novembre 2013 at 11:55 #

    Arrivano i corsi di autoproduzione di Spazio etico!

    Uno dei gesti più semplici e importanti che possiamo fare per migliorare il mondo e la nostra vita è l’autoproduzione. Ci sono cose che è facilissimo autoprodurre, con ingredienti facilmente reperibili e procedimenti semplici e brevi. Autoprodurre significa risparmiare soldi, ridurre i rifiuti e favorire il riciclo, essere consapevoli di ciò che si mangia, si usa e ci si spalma addosso, vivere in modo più sano.

    A novembre in via Giovanni Ansaldo 6 a Roma: info@spazioetico.it.

  5. Comune-info
    6 novembre 2013 at 13:45 #

    Prendete un paese come la Gran Bretagna e troverete, tra le altre cose, la Better health bakery a Londra che offre corsi di collocamento per adulti sul fare il pane che vivono con problemi di salute mentale. Ad Aberdeen c’è un forno gestito da una piccola impresa sociale che propone esperienze di lavoro a decine di adulti con problemi di apprendimento. Dough Devils, invece, è cooperativa di Manchester gestita da ex detenuti che fa dell’autoproduzione del pane il suo punto di forza.

    E ancora – come fa notare una notizia di Salute de Il Messaggero – Paul Youd, a Taunton nel Somerset, promuove corsi su come fare il pane per genitori e figli nei ricoveri per senza dimora mentre allo Yeatman hospital di Sherborne nel Dorset, il gruppo di salute mentale organizza gruppi di pianificazione per pazienti anziani con demenza e lavora un libro di ricette.

    Fare il pane insieme, ovvero ricomperre relazione sociali, favorire benessere, prendersi cura di persone con reciprocità, sperimentare il cambiamento.

  6. 7 novembre 2013 at 01:32 #

    Il Gas Vecchiano (Pisa) si autoproduce pane da alcuni anni. Nella sede del Centro nuovo modello di sviluppo c’è un forno a legna abbastanza grande da produrre circa venticinque chilogrammi di pane, più vivande varie. Il Gas ha organizzato un turno di persone che ogni martedì fanno il pane e lo distribuiscono. I costi sono solo per le materie prime e vengono suddivisi e quindi il pane costa poco ed è di qualità: farine di grano di varietà antiche toscane, lievito naturale (pasta madre), cotto a legna.

    Il Gas Vecchiano insieme ad altri Gruppi di acquito e al Distretto di economia solidale Altro Tirreno, sta portando avanti un progetto di filiera del pane per cercare di stimolare gli agricoltori a coltivare il grano delle varietà antiche in modo biologico, i panificatori artigianali e autoproduttori a produrre pane a lievitazione naturale, i Gas a consumare quel pane. Nel rimborso delle spese dell’autoproduzione del Gas una parte è stata destinata al finanziamento del progetto che ancora è in fase sperimentale.

  7. 12 novembre 2013 at 14:37 #

    Adoro lavorare le farine, mangiare sano scegliendo con cura gli ingredienti che andrò ad utilizzare..
    amo sperimentare sempre in cucina ripercorrendo però l’antico modo di fare il pane dei nostri nonni!
    Grazie a un intestino un po’ delicato e a una sana adorazione per il cibo genuino ho iniziato a fare il pane per me e per i miei amici solo con lievito madre per approdare l’anno scorso alla realizzazione di laboratori domestici di panificazione con lievito madre

    E’ fantastico passare ad altri la passione per le farine “vere”, spronare le persone a non usare bilance e misurini né farine commerciali super raffinate e già ossidate!

    Durante i miei laboratori domestici le persone imparano a riconoscere l’odore e l’importanza di un lievito madre naturale, sano, capiscono come miscelare farine diverse tra loro.
    cerco di passare a tutti anche la capacità, a seconda delle farine in lavorazione, di saper accostare spezie (zenzero, origano, rosmarino, cannella, cardamomo etc.) e/o ingredienti naturali, dalla scelta del sale marino integrale da macinare prima dell’utilizzo al cucchiaio di zucchero, magari di vera canna o miele prodotto nel nostro territorio o dell’aggiunta di olio spremuto a freddo, senza parlare poi di pomodori secchi, noci, semi di sesamo semi di zucca.. etc etc.
    le persone si appassionano e quando iniziano a mandarti le foto delle loro Follie di Pane, capisci di aver intrapreso la strada giusta…

    info: rosamundalabella@hotmail.com
    https://www.facebook.com/pages/Follie-di-Pane-by-Rosy-Russo/175151606016554

  8. Alessandra Vecchi
    22 ottobre 2014 at 15:38 #

    QUESTA É LA VERA RIVOLUZIONE!
    COMPLIMENTI A comune-info e a Marco Calabria CALABRIA PER LA SPLENDIDA IDEA.
    Borgorotondo El Tueré e La Cucina Di Borgo Rotondo i nostri due ristoranti a Santa Catarina Pinula, Guatemala, rispondono esattamente a questa logica. Noi facciamo il pane, usando ogni giorno la pasta madre, facciamo la pizza nel forno a legna, usando la pasta madre, lunghi tempi di lavorazione e di lievitazione. Uno dei nostri obiettivi é non sprecare, non buttare via gli impasti rimasti… ma usarli per produrre il pane e la pizza del giorno dopo. Nel nostro ristorante… si cerca di buttare via il meno possibile…. siamo in 8 o 10 persone, tutte viviamo assieme, tutte mangiamo lo stesso pane che vendiamo, lo stesso pane perché nutre dato che é fatto in maniera naturale… Anche il cane che ci protegge e fa la guardia… lui non vuole il suo mangime, preferisce il pane inzuppato con l’acqua o il latte ed i resti dei piatti dei clienti.

  9. 11 novembre 2014 at 16:06 #

    Trasformandoci da cittadini in consumatori ci hanno, involontariamente, consegnato un enorme potere. Infatti, se solo riuscissimo a cambiare le nostre abitudini ed i nostri modelli di consumo, a partire da quelli alimentari, potremmo costringere i “poteri” (principalmente quelli economici ma anche politici e finanziari, visto che le multinazionali dell’agro-chimica-industria hanno ramificazioni, o sono rami, delle multinazionali del petrolio e della finanza e finanziano la politica) a riconversioni diversamente insperabili.
    La “rivoluzione possibile” si può fare con gli strumenti dell’educazione. Il capitalismo si organizza ancora per combattere il crearsi di una “coscienza di classe”: frammentando, precarizzando il mondo del lavoro e le sue regole, illudendo e comprando le coscienze e le aspirazioni dei lavoratori.
    Potremmo, possiamo, sorprenderli e costruirci economie alternative. E’ la vera forza di chi non ha potere. Basta rendersi conto di quanto i bisogni che ci hanno indotti non siano i nostri.
    Iniziamo da qui?!

  10. Daniela Cavallo
    15 novembre 2014 at 21:21 #

    Cum-panis, compagno
    ma anche conviviale, condividere, costruire
    Tutte parole che rievocano il fare in comune, il non essere soli ma l’essere o l’agire assieme agli altri

  11. vincenzo
    16 settembre 2015 at 00:16 #

    salve, l’iniziativa è molto interessante ed in linea con un pensiero che mi piace molto. vorrei essere informato su iniziative, spazi ed incontri su Roma. Grazie

Trackbacks/Pingbacks

  1. ValderaSolidale » SVUOTIAMO I BANCOMAT. FACCIAMO UNA MAG - 28 novembre 2013

    […] che aveva una gran voglia di restare con lei, a imbiancarsi le mani con le farine. Il fatto è che “Facciamo il pane insieme”, il nuovo dossier-laboratorio, noi l‘abbiamo preso piuttosto sul serio. Questa con Mutua per […]

  2. ValderaSolidale » LE SETTE RAGIONI DELL’AUTOPRODUZIONE - 5 febbraio 2014

    […] non si ha la fortuna di avere un pezzo di terra, autoproducendo il proprio cibo biologico, si può fare il pane in casa con la pasta madre oppure si possono fare le marmellate o le conserve. Si possono autoprodurre i detersivi e il sapone […]

  3. Giulio Marcon: Parlare di politica facendo il pane insieme - Inchiesta : Inchiesta - 8 aprile 2014

    […] questi temi abbiamo ragionato nella conversazione che riportiamo, realizzata mentre facevamo il pane insieme. I movimenti delle mani di Marcon lo hanno tradito subito: non era la prima volta che si sporcava […]

  4. La scuola cambiata dai bambini | Federazione della Sinistra di Latina - 23 settembre 2014

    […] tra gli ulivi, nei parchi, sulle Murge, tra castelli e trulli. Si fa la vendemmia, la semina e ilpane. Dicembre è un mese di musica, concerti, cinema, teatro, di affetto e dolcezza. Facciamo la […]

  5. Un linguaggio da taverna | Federazione della Sinistra di Latina - 23 dicembre 2014

    […] messo in pagina anche lunghe conversazioni tenute con amici mentre impastavano farine e acqua per fare il pane. Raccontiamo con piacere e frequenza del mangiar sano, di pietanze contadine, banche dei semi e […]

  6. Facciamo il pane tra le rovine degli Inca | Federazione della Sinistra di Latina - 28 gennaio 2015

    […] Questo invece lo spazio web speciale di Comune dal titolo Facciamo il pane insieme […]

Lascia un commento