Orti alla bolognese

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Orti circolari, sinergici e biodinamici, studiati per spingere le piante di aiutarsi tra di loro, senza bisogno di usare fertilizzanti e prodotti chimici. Di fianco, nell’ex parcheggio, orti sopraelevati, idroponici, per disabili: aiuole verdi montate su degli enormi rocchetti di legno dotati di ruote, quindi perfettamente manovrabili da degli ortolani in sedia a rotelle. Succede a Bologna, nel cortile dell’ex centro sociale Livello 57, che da giugno tornerà a vivere come sede della cooperativa Eta Beta, attiva da oltre vent’anni nel recupero di tossico-dipendenti.

Fino a dicembre, il Livello era solo un centro sociale abbandonato, fatto un’enorme tensostruttura, una casa colonica diroccata, un parcheggio abbandonato e dei campi. Vuoto a perdere per seicento metri quadrati. Sequestrato nell’estate del 2006 dall’allora sindaco Sergio Cofferati, il complesso di via Battirame, in zona Roveri, pieno quartiere industriale di Bologna, non era mai più stato riaperto. Dietro i cancelli c’erano rottami di vecchi autobus (…) macchine abbandonate, siringhe, vecchi elettrodomestici. (…) Ora questo complesso ha cambiato volto. Il quartiere ha fatto un bando, che lo ha consegnato per vent’anni alla cooperativa Eta Beta, in cambio della sua valorizzazione. Il progetto complessivo si aggira attorno ai 600mila euro, da cui la cooperativa scalerà l’affitto che deve al Comune. (…)

Cosa vuol dire agricoltura sinergica Nicolò lo spiega con un esempio: “Il taggete è una pianta ornamentale, che produce ossidati. Gli ossidati attirano e uccidono i nematodi, che danneggiano le patate”. Stesso discorso per le piante leguminose: “Fissano l’azoto e l’azoto serve a fare crescere le piante lì intorno. E’ un po’ come se fossero dei fertilizzanti naturali”. I prodotti dell’orto saranno poi cucinati dentro la mensa, attrezzata per produrre più di duecento pasti al giorno, che potranno essere consegnati anche a domicilio a tutte le aziende limitrofe. A chilometro zero, anzi, ride Juan Crous, “a chilometro monastico”.

 

L’articolo completo di Caterina Giusberti scritto per La Stampa qui (titolo originale “A Bologna spuntano gli orti circolari”).

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