I giochi più semplici

Ai bimbi non servono giocattoli con mille funzioni: al contrario, i migliori sono quelli più semplici perché non limitano la sperimentazione e la creatività. Non a caso, spesso, gli oggetti di uso quotidiano sono più attraenti di quelli di qualsiasi negozio

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di Marzia Rubega

La cameretta di vostro figlio trabocca (letteralmente!) di giocattoli di ogni tipo che non guarda quasi mai? Forse, è il momento di fare una selezione e mettere un po’ di ordine tra quelli di quando era un bebè.

Ma questo non significa “sommergerlo” di nuovi acquisti, con mille funzioni, luci e suoni, con l’intento di stimolare i suoi sensi. I giocattoli migliori sono quelli più semplici che non mettono un freno alla sperimentazione e alla fantasia del bimbo. A raccomandarlo è Federica Grittini, pedagogista Anpe – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, presso il consultorio milanese Cemp.

In questa fascia di età, tra i dodici e i trentasei mesi, è fondamentale per il bimbo sperimentare ed esplorare il mondo circostante in modo libero e sereno. È così che il bimbo, attraverso la scoperta e il gioco, sviluppa le sue capacità motorie e cognitive. ”Il gioco strutturato, invece, lascia poco spazio alla concentrazione e alla creatività – spiega la pedagogista – perché ha già una traccia definita”.

Scoperta = gioco

Il fascino dello spazzolino

Ogni scoperta è un’esperienza straordinaria: un mazzo di chiavi, aprire uno sportello o sbattere due coperchi sono giochi divertenti (e, a volte, “ipnotici”) per qualsiasi piccolo. Il classico giocattolo stereotipato (così definiscono il “prodotto da negozio” i pedagogisti) – e troppo automatico – esercita molto meno fascino. Un fatto evidente che tutti i genitori hanno sotto gli occhi (anche se sono spesso poco convinti), confermato dagli esperti.

“Gli oggetti quotidiani, spessissimo, attirano molto più l’attenzione del bimbo rispetto a molti giocattoli, lasciando i genitori un po’ perplessi”, afferma Federica Grittini.

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Parola d’ordine: semplicità

“Di fatto, la quotidianità offre tantissimi oggetti con i quali i bambini possono soddisfare in modo gratificante il loro bisogno di scoperta. E, naturalmente, il mondo circostante – con le sue infinite possibilità – regala al bimbo un ventaglio di sperimentazione che non si può certo trovare nei cataloghi di giocattoli”, continua la pedagogista.

“Basta pensare al classico gioco dei travasi che si può fare anche in cucina, tra pentole e contenitori mentre la mamma prepara la cena… Anche un sacco di bigodini si presta, per esempio, a tantissime attività”.

Ma questo, ovviamente, non si traduce in un “no” tassativo a tutti i classici giocattoli da negozio che, in alcuni casi, hanno un buon potenziale per stimolare lo sviluppo psicomotorio del bimbo: “Molto dipende da cosa si acquista, quelli semplici sono i più validi, a partire dal tappeto delle attività per i più piccoli, per esempio, accanto alle costruzioni e ai puzzle per i più grandi”, sottolinea Federica Grittini.

Cestoni stracolmi, addio

“Un aspetto, però, importante è quello di non esagerare mai, anche con la quantità, perché il ‘troppo’ genera confusione”, consiglia l’esperta. “Occorre anche evitare i cestoni pieni di giocattoli, tutti mescolati a caso, uno dentro l’altro. Ogni gioco deve avere la sua collocazione: in questo modo anche il riordino fa parte del gioco stesso e stimola la concentrazione. Una stanza con il pavimento pieno di giochi crea sovraeccitazione, il bimbo non sa più come orientarsi e passa da un gioco all’altro in modo confusionario. E poi, anche mettere in ordine può diventare divertente: basta scagliare gli oggetti in una scatola o in sacco – ed ecco che il gesto, lanciare, così contestualizzato, serve da sfogo e ha una funzione positiva”, conclude l’esperta.

 

Questo articolo, pubblicato con l’autorizzazione dell’autrice, è anche su nostrofiglio.it (con il titolo I giochi più semplici stimolano la voglia di sperimentare e la fantasia).

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 13 giugno 2014

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