Facciamo pace

 

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di Rosaria Gasparro*

Ci mettiamo in cerchio e ci diamo la mano. Iniziamo con questo rituale “il tempo per noi”. Quando vogliamo parlare di ciò che sentiamo. Quando premono forti le emozioni ed escono rumorose e litigiose a creare scompiglio. Quest’anno le abbiamo esplorate, le abbiamo chiamate col loro nome, abbiamo costruito il termometro per misurarne l’intensità. Per imparare a gestirle e a farle uscire senza farci male. Per imparare a fermarci quando il semaforo del cuore segna rosso e a passare col verde quando sono tranquille.

A scuola parliamo sempre con un po’ di retorica di pace, ma in realtà dovremmo parlare di litigio. Perché è quello che i bambini fanno, tante infinite volte in un giorno. Una microlitigiosità diffusa senza che nessuno sia cattivo. Litigano e poi fanno pace. Si abbracciano e poi si spingono. Si allontanano e poi si cercano senza conservare rancore. Scoprono chi sono e come regolarsi insieme.

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Sono come i ricci della favola di Schopenhauer che d’inverno si avvicinavano l’un l’altro per riscaldarsi, però si pungevano e si allontanavano. Ma avevano freddo e si sentivano soli, allora si riavvicinavano e di nuovo si ferivano. Alla fine, dopo tanti tentativi, trovarono il modo per stare vicini senza farsi male.

È quello che i bambini imparano quando litigano, quando bisticciano, quando si offendono, quando feriscono. Imparano ad avvicinarsi nella maniera giusta, quella che per loro funziona, per avere il calore e l’affetto di cui hanno bisogno. Imparare a litigare senza farsi male, a sostituire gli aculei con le parole, senza cercare i colpevoli, ma aiutando ognuno a fare il proprio racconto delle cose, è il modo migliore per educare alla pace.

Il presente lavoro inizia con un circle time e diventa una fiaba, in cui l’incontro e lo scontro, la pace e la guerra vanno e vengono in ognuno di noi. E se sappiamo litigare sappiamo anche che nei pensieri belli c’è una fata che ci aspetta.

 

* Maestra di una scuola pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui.

L’adesione di Rosaria alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”

 

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5 Risposte a “Facciamo pace”

  1. Nives Barattin
    15 giugno 2014 at 19:01 #

    L’educazione emotiva è per me,insegnante nella Scuola Infanzia, uno degli obiettivi principali… imparare a mettere in parole le emozioni è la speciale arte che ogni adulto deve possedere. Il libro “Parola di bambino” di Francesco Berto e Paola Scalari è un aiuto in più per conoscere e conoscersi.

    Un grazie di cuore alla maestra Rosaria sempre vicina alla natura del bambino.

    (via fb)

  2. Carmela Bove
    15 giugno 2014 at 19:02 #

    Tempo che non toglie tempo alla lezione (come tanti pensano) anzi ….

    (via fb)

  3. Giusi D'Urso
    15 giugno 2014 at 19:03 #

    Tempo di “lezione” per la vita!

    (via fb)

  4. Sofia Ziviello
    15 giugno 2014 at 19:04 #

    Un altro contributo può essere quello offerto dall’utilizzo dei MUDRA e dalla pratica dello YOGA efficaci sia cme percorsi di gestione dei conflitti sia come strumenti alternativi di comunicazione non verbale per bambini in difficoltà relazionale e verbale, sia come approccio ai simboli per l’avvio ad un itinerario linguistico

    (via fb)

Trackbacks/Pingbacks

  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 16 giugno 2014

    […] Ci mettiamo in cerchio e ci diamo la mano. Iniziamo con questo rituale “il tempo per noi”. Quando vogliamo parlare di ciò che sentiamo. Quando premono forti le emozioni ed escono rumorose e litigiose a creare scompiglio. Quest’anno le abbiamo esplorate […] […]

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